Credente? No, sperante

GianfrancoYogaHippyayoMaster

Puoi crederci o no, ma questi scatti dimostrano che sì, per anni, da quando ero un ragazzino-ino-ino, ho avuto la fissazione dello Yoga (tra il resto, fumetti compresi). Fino a diventare una sorta di mentalista in buona fede (anzi, magari dementalista sarebbe più appropriato). Lasciamo perdere che all’inizio (più o meno nel periodo dello yoga con l’ippopotamo) il parroco dell’oratorio che ci ospitava (uno in gamba, che scalava montagne) ci diceva (a me e al mio compare, insegnanti di hatha yoga per ragazzotti dell’oratorio) che ci avrebbe fatto meglio andare in montagna (rideva, aveva sicuramente ragione, ma ci lasciava fare). Ma dopo (più o meno nel periodo dello yoga con eskimo) ero così “dentro” e “addentro” alla faccenda (anzi, alle faccende plurale, avendo nel frattempo esageratamente approfondito cristianesimo, ebraismo, islam, sufismo, occultismo, paranormale,  induismo, buddismo, yoga, zen etc.) che parlavo ispirato come un guru. Solo che ero un babbeo. Un babbeo hippy, ma senza droghe. Però chi ti ascolta, se la voce è buona e convinta (e, per giunta, io ero in assoluta buona fede), dalla tua voce ricava comunque qualcosa. Chissà cosa, ti chiederai. Bene o male? Eh, saperlo! In ogni caso, a volte bastava a far scattare qualcosa d’altro. E via così. Pericolosissimo, quanto efficace (fai click qui e vedi anche il video in coda). Tranquillo: non lo faccio più da molto tempo. Dovrei essere guarito, ormai.

Comunque non sono più un credente (ovvio, no? ho visto la luce: vedi qui – crede chi non vede – chi vede non crede: ormai ha visto, eh! chiaro… limpido…). Al massimo uno sperante. O forse solo il solito babbeo.

GianfrancoYogaHyppoMaster
Sì, è così: quello sulla testa (anzi sul sahasrāracakra) è un ippopotamo di peluche.
Ci ero molto affezionato.

 

Una risposta a “Credente? No, sperante”

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