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Caro creativo, ma se proprio sicuro che il “nemico” sia l’IA e non piuttosto…

Mentre disegnatori e scrittori e musicisti ecc., insomma i “creativi” in genere (ma non tutti) si straccian le vesti nel timore (legittimo) che gli agenti IA tolgano loro il lavoro, il vero problema nella gestione umana delle IA, prodotte dall’uomo, è moooolto più grande e non dipende dalle IA (che a un certo punto possono fare in modo -quasi- “autonomo”): dipende proprio ed esclusivamente dagli esseri umani.
Sono gli umani che, per soldi, intendono togliere il lavoro agli umani (gli altri, sempre “gli altri”, ovvio), non le IA. Sono gli umani che, per potere e/o per vanagloria, se ne fregano dei danni (anche mortali  e di massa, non scherzo) che l’uso incontrollato, non filtrato, non regolamentato e non legiferato delle IA (come dell’energia atomica, d’altronde, e molto altro ancora) possono portare all’umanità.
Com’è possibile?
Perché troppi umani non sono minimante interessati al Bene Comune, ma solo al proprio e quindi non guardano oltre il proprio naso (che, per quanto lungo possa essere, non è mai abbastanza lungo da comprendere “gli altri”).
Siam fatti così, si può dire, e magari è tragicamente vero. Ma forse possiamo cambiare un pochino?
Anche un lieve miglioramento graduale della nostra Umanità, non dico fino al livello della nostra Tecnologia e Scienza (che si basa sul lavoro accumulato di generazioni di scienziati e per questo avanza assai di più e più velocemente), potrebbe aiutare tutti,

Cari creativi, la gente che ama le vostre arti si stuferà presto di robe clonate, tutte uguali, insipide, prive della nostra follia che ci consente variazioni impensabili. Chi invece è uso accontentarsi di cose mediocri (o anche decisamente penose) continuerà legittimamente a godersi quel che è in grado di apprezzare, che sia fatto (male) da esseri umani (e ce n’è una quantità immane) o fatto (mediocremente) tramite IA. E’ un diritto poter apprezzare ciò che per altri è robetta o robaccia. Tanti di noi hanno apprezzato per vite intere robette e robacce fatte da esseri umani mediocri o proprio scarsi. Alcune IA non fanno altro che replicare quelle robe lì che han fatto gli umani: è normale che a taluni continuino a piacere. Finché non ci si stufa, ovviamente. E viene (o torna) la voglia di avere la possibilità di godere anche di cose belle o bellissime e (nei limiti delle arti) originali (o, insomma, non troppo copiate da opere altrui, ecco…, o comunque copiate con originalità, via, con un tocco personale che, tra l’altro, cambia durante la vita stessa dei singoli creativi, finché, ahinoi, non cominciano a copiare sé stessi, o, com’è naturale, a peggiorare…).

Nello scontro fra legittimi egoismi (non togliermi il mio lavoro creativo, gli uni –  lasciami guadagnare una montagna di soldi con la mia IA senza pormi limiti, gli altri) quanti pensano invece (o almeno anche) al bene comune?
Siamo una comunità, è nella natura della nostra specie sopravvivere insieme, ciascuno col proprio particolare contributo, cosa che ci rende particolarmente adattabili ed estrosi e inventivi ed efficaci e in grado di coordinare molteplici e diversissime abilità.
Purtroppo noi umani siamo anche stronzi e merde… E questo è il vero nostro problema di base.
Prima il problema era, diciamo, la polvere da sparo, poi l’inquinamento e il consumo oltre misura delle risorse del pianeta, poi l’energia atomica, ora le IA?
No, non è corretto.
Il problema è sempre stato uno: che siamo non solo tutte le belle cose con cui ci incensiamo continuamente, ma anche (in varia misura) egoisti, stronzi e merde.

Non è che non ci siamo soluzioni per evitare di distruggere quel che ancora non abbiamo distrutto (per quello già bruciato, amen, ormai abbiano NON fatto quel che invece c’era da fare e ne pagheremo per sempre le conseguenze, a quanto si vede).
Bill Gates, per dirne solo una, propone che chi usa le IA al posto degli esseri umani paghi agli umani i contributi nei fondi pensione o con tasse a favore della collettività e anzitutto a favore di chi resta senza lavoro. Iniziative di legge come questa disincentiverebbero l’uso indiscriminato (e disumano) delle IA, quando l’uso di queste porta via il lavoro (e la vita) alla gente. Perché alle imprese costerebbe uguale, avere umani o IA all’opera, non risparmierebbe usando solo IA. Semplice, persino banale.
Ed è solo una delle tante cose che l’esperto ha detto a questo proposito in questo periodo.
E’ ovvio che programmi informatici più evoluti (sì sono le IA: sono solo “programmi” per macchine, non malvagi antagonisti dell’umanità dotati di malevola coscienza propria – su questo pianeta sono gli umani a essere coscientemente malvagi e disumani) possono essere (e sono già) utilissimi e fondamentali in svariati campi vitali per l’umanità e il pianeta. Il punto è esserci attivamente e consapevolmente come esseri umani, e in modo umano e non disumano, dietro a qualsivoglia tecnologia, IA comprese, per limitarne l’uso dannoso, impedirne l’uso devastante, salvare singoli e collettività dall’uso intenzionatamente malvagio che certi umani ne vogliono fare.
E chiaro CHI è il vero nemico? E’ in carne e ossa, come al solito.

Alla fine dei conti, come alcuni di noi dicono da tempo immemore, il problema vero siamo proprio noi. E tocca solo a noi operare per risolverlo.

Walt Kelly – Pogo

Tutto ciò detto, as usual, S.E.&O. e IMVHO.

Info: https://www.gatesnotes.com/a-turbulent-ai-era-and-critical-choices-to-make

Distruggere quel maledetto muro (chiusura mentale, pregiudizi, barriere) che hai costruito nella tua zucca: