Il Console di Syldavia è lieto di parlarti oggi di… Ruritania e quindi di Syldavia.
In rete puoi trovare parecchi riferimenti alla Ruritania di Hope e qua e là anche al rapporto con la Syldavia inventata da Hergé Eccone alcuni che riporto qui per te (con correzioni e integrazioni da parte mia, S.E.&O., naturalmente – ricorda di fare sempre anche tu ulteriori ricerche approfondite):
Ruritania
Inventata da Anthony Hope nel romanzo del 1894 “Il prigioniero di Zenda“, la Ruritania ha codificato un vero e proprio filone narrativo, il cosiddetto “romanzo ruritano”. Questo genere è caratterizzato da storie di intrighi politici, complotti di corte e minacce di usurpazione ambientate in piccoli, pittoreschi e fittizi regni dell’Europa centrale o balcanica. [1, 2, 3]
La Ruritania è un regno immaginario dell’Europa centrale, inventato dallo scrittore Anthony Hope per il romanzo d’avventura Il prigioniero di Zenda del 1894. [1]
- Il romanzo: Ha la Ruritania come ambientazione per storie di cappa e spada, intrighi di corte e amori nobiliari.
- Il termine comune: Oggi la parola indica un piccolo Stato europeo pittoresco, romantico ma del tutto inesistente.
- Romanzo ruritaniano: Ha dato il nome a un intero filone narrativo e cinematografico.
- Temi principali: Onore, lealtà, coraggio e lotte per il potere tra nobili e monarchi. [1]
Syldavia
- La trama classica: L’albo del 1939 Le avventure di Tintin: Lo scettro di Ottokar ricalca perfettamente i tropi ruritani. Tutta la storia ruota attorno a un complotto per rubare lo scettro reale, un atto che costringerebbe il sovrano Muskar XII ad abdicare, destabilizzando il regno e favorendone così l’annessione da parte del nemico storico, la Borduria. [1, 2, 3]
- L’estetica balcanica: Visivamente, la Syldavia fonde elementi tradizionali dei paesi dell’Est Europa con uniformi militari sfarzose, castelli medievali e paesaggi montuosi. Questo immaginario ricalca la percezione occidentale dell’epoca verso i Balcani, fortemente influenzata proprio dalla letteratura ruritana. [1, 2, 3, 4]
- l tocco personale di Hergé: Pur attingendo a questo schema, l’autore belga ha arricchito la Syldavia di dettagli unici. Per la lingua sildava non ha usato radici slave o balcaniche, ma si è divertito a creare un idioma basato sul marols (marollien), lingua mista parlata a Bruxelles (gergo urbano unico nato nel quartiere popolare delle Marolles –Marollen), camuffato con una grafia di aspetto mitteleuropeo o cirillico. Inoltre, ha modernizzato il contesto inserendo una forte e serissima satira geopolitica che rifletteva le tensioni reali della fine degli anni ’30 (l’Anschluss della vicina Borduria ai danni della Syldavia mima chiaramente l’espansionismo della Germania nazista, per non parlar dell’Italia fascista con l’Albania). [1, 2, 3, 4]
Note
1 – La Ruritania è citata anche nel Manuale dei luoghi fantastici (https://link.amazon/B0cQG3aY7) di Guadalupi e Manguel. La Biblioteca del Museo del Consolato Onorario del Regno di Syldavia in Taurinia ne ha la seconda edizione Rizzoli del 1996.
2 – Il Marols (in olandese) o Marollien (in francese) [1, 2] sebbene abbia una forte base germanica, si differenzia per la sua natura ibrida:
- Altre influenze: Include persino prestiti linguistici dallo spagnolo, risalenti al periodo in cui i Paesi Bassi erano sotto il dominio degli Asburgo. [1]
Oggi fa parte della famiglia del cosiddetto Brusseleir (il dialetto tipico di Bruxelles), ed è quasi del tutto estinto nella vita quotidiana, ma conservato come patrimonio storico e culturale della città.
3 – I principali adattamenti cinematografici ufficiali de Il Prigioniero di Zenda usciti nel corso del tempo sono:
- 1913: Diretto da The Prisoner of Zenda (1913 film) – versione muta con James K. Hackett.
- 1915: Diretto da The Prisoner of Zenda (1915 film) – versione muta con Henry Ainley.
- 1922: Diretto da The Prisoner of Zenda (1922 film) – versione muta con Lewis Stone.
- 1937: Il prigioniero di Zenda (1937) – celebre versione sonora diretta da John Cromwell con Ronald Colman.
- 1952: Il prigioniero di Zenda (1952) – famosissimo remake in Technicolor diretto da Richard Thorpe con Stewart Granger e Deborah Kerr.
- 1979: Il prigioniero di Zenda (1979) – versione in chiave comica/parodistica diretta da Richard Quine e interpretata da Peter Sellers. [1, 2, 3, 4]
Ma devo aggiungere un “ecc.” …







