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Supporti emotivi, ma anche Kluck Klams di Walt Kelly

Portare a spasso i cani รจ un impegno per la vita, ma, per quanto talora scomodo, รจ bello. Perรฒ non puoi mai calcolare quanto ci metti a fare un percorso. Quando siamo fuori casa, le nostre due anziane e bellissime Golden retriever fanno felici per qualche momento un sacco di persone, semplicemente passando scodinzolando e ancheggiando. Tante, davvero tante, di quelle persone cominciano a guardarle da distante e poi si fermano per accarezzarle (“Posso?” – “Ma certo!”), ricambiate dal tipico “sorriso Golden”, da occhi teneri, da pelo morbido in quantitร … Si siedono immediatamente (i cani e talvolta le persone) e a volte si appoggiano delicatamente o si sdraiano a terra per farsi grattare la panciotta. Insomma, tipiche Golden (i cui tempi di percorrenza sono, per quanto detto prima, imprevedibili). Forniscono agli umani quel che serve per produrre sostanze benefiche nel nostro corpo, si sa. Tant’รจ ch’esse sono anche i “supporti emotivi” che effettivamente accompagnano le mie cure. Dai bambini poi si fanno fare di tutto con materna pazienza.
Non di rado le nostre Golden si avvicinano di propria sponte a persone anziane, o a persone “variamente disturbate” quasi si sentissero in dovere di “entrare in servizio” come cani da assistenza.
Girando tutti i giorni (รจ per tutta la vita, si sa, non solo per “i bisogni”, ma per farle socializzare, muoversi libere, annusare annusare annusare ecc., cosรฌ che almeno la loro mente sia a posto, a differenza della nostra che ne ha sempreย una), si incontrano tantissimi tipi di esseri umani…

Ziva e Xena – foto Goria

A Torino, “la cittร  piรน pet-friendly d’Italia”, ci sono circa 85.000 cani registrati e il 66% della popolazione (un po’ piรน di 850.000 abitanti) ha animali domestici. Tuttavia, di tanto in tanto, si incrocia qualche persona che, evidentemente, ha piรน problemi mentali dei mieiย  e li odia a vista. Fra il resto, sempre detto in modo odiosamente aggressivo, “Dovrebbero pisciare nei tombini!” รจ uno dei commenti assurdi che puรฒ capitare di sentire (magari mentre sei lรฌ che versi acqua per pulire o l’ha appena fatta su un prato), o “Che pena che fate!”, che non si capisce nemmeno cosa voglia dire, in effetti, tant’รจ che a me fa immediatamente pena chi lo dice mentre mi disturba la mente. Queste aggressioni verbali sono sintomi di disagi mentali, talora di problemi anche seri, che quasi sicuramente non vengono curati.
Non sono i soli comportamenti disagiati (e a volte potenzialmente pericolosi) che si incrociano per le cittร .
A tutti sarร  capitato di notare automobilisti e pedoni che odiano visceralmente i ciclisti (tant’รจ che ogni tanto qualcuno va fuori di testa del tutto e li mette sotto!), cosรฌ come sarร  capitato di notare ciclisti e automobilisti che odiano i pedoni (e ogni tanto qualcuno li mette sotto davvero) e pedoni e ciclisti che odiano gli automobilisti (ma possono solo farsi mettere sotto).
E non uso il verbo odiare a casaccio, perchรฉ non mi riferisco a momentanea antipatia o intolleranza scherzosa, eh no. E neppure a specifiche, circostanziate e certificate fobie (curabili).

Le forme d’odio sono tantissime, dal razzismo, all’omofobia, al sessismo fino a quelle che non hanno ancora un nome preciso per identificarle una per una. Qua e lร  si passa dal pensiero d’odio verso qualcuno alle vie di fatto.
Essendo per via di afNews abbonato a segnalazioni Stampa d’ogni genere, ne leggo tutti i santi giorni (il mio neurologo mi sconsiglierebbe di leggerle, ma sono lรฌ fra le altre notizie che invece mi servono, e scorrendo le intravedo per forza).
L’odio fa parte del nostro assurdo cervello, proprio come il suo opposto. Per tenere sotto controllo paura, rabbia, odio e compagnia brutta, ci vorrebbe, suppongo, un cervello completamente in -perfetta- salute. E di solito gli esseri umani non sono mai in -perfetta- salute mentale, ma solo nella media, quel che chiamiamo “normalitร ”, che, lo si vede, non impedisce la nostra quotidiana dose di disumanitร , non di rado dagli effetti tragici.

Pare che la frequentazione quotidiana di animali che NON siano della nostra specie (e il prendersene cura) aiuti un poco lo sforzo degli umani di mantenere un certo equilibrio mentale. Ovviamente temo non basti, ma in alcuni casi รจย sicuramente di aiuto, di supporto. E, comunque, se non si รจ proprio fuori di testa, accarezzare un cane per strada ti regala un bel momento per la tua giornata stressante. Per questo sulle loro pettorine, oltre a nome e telefono, c’รจ la scritta “supporto emotivo”: perchรฉ i passanti sappiano che possono accarezzare, sorridere e godersi una briciola di felicitร  semplice, gratuita e senza pensieri .

Insomma, andare a spasso coi cani รจ piacevole e bello e persino utile alla comunitร , anche se tocca farlo sperando di non incrociare un umanoide di quella sparuta minoranza di odiatori aggressivi malati nella testa piรน di noi, si capisce, che costringe quelli sensibili come me a pensare di dover ingoiare una pastiglia in piรน per non diventare anche noi patetici odiatori aggressivi…

“Mah, che vita, gli umani… ma ora esco a portar fuori i cani.” [gg]


Con l’occasione ti offro qui un rilancio del famoso racconto del 1966 di Walt Kelly, Kluck Klams, con Pogo – una riflessione a fumetti su uno degli aspetti drammatici della complicata natura umana…

Questa versione รจ una mia vecchia scansione (piรน volte proposta nel corso degli anni su afNews) da Funnies (una nota fanzine/rivista amatoriale e filologica curata da esperti come Alberto Becattini, Luca Boschi e Mauro Ricciardelli, secondo quanto dice Gemini, che dice pure che la storia in italiano dovrebbe trovarsi anche su Linus 108 1974 e su I Classici del Fumetto di Repubblica 51). Le tavole originali, invece, si trovano facendo click qui.


S.E.&O. di Gemini, questi sono i dati di quel numero di Funnies (che ho nella mia collezione ma adesso non cerco perchรฉ, come detto, esco coi cani), citando Vintage Comics:

Funnies 13
Funnies Magazine
Senza data di pubblicazione (primavera 1982)
Spillato, 22×30, 36 pagine
Non prezzato (L.5000)
Redazione: Alberto Becattini, Luca Boschi, Mauro Ricciardelli
Copertina: Walt Kelly
2nda di copertina: credits
– Jack Cole – articolo di Luca Boschi e Alberto Becattini, 1 pagina, con illustrazioni
– Plastic Man –ย Jack Cole, 10 tavole
– Campbell’s Porky Pig
– articolo di Luca Boschi, 3 pagine, con illustrazione
– Carl Barks Cronologia 1957 – 4 pagine con illustrazioni
– Porky of the Mounties – Carl Barks, 8 tavole
– Walt Kelly – articolo di Alberto Becattini, 2 pagine, con illustrazioni
– Pogo: The Kluck Klams –ย Walt Kelly, 8 tavole
3rza di copertina: Funnies Back Issues
4rta di copertina:ย Carl Barks

E se sei arrivato fin qui, ecco per te in “premio scorrimento” le tavole originali (tranne la 5 che รจ una copia dallo stampato):

Walt Kelly in Life, 1952: Kelly and Beauregard https://www.comicartfans.com/gallerypiece.asp?piece=1901584