Qualcosina in questi pochi anni si è mosso. Le Linee Guida di alcune IA hanno limitato un tantinello la copiatura brutale. Ecco qui di seguito due esempi fatti al brucio e i due prompt relativi. Quando ho provato a fargli fare qualcosa nello stile di Giorgio Cavazzano mi è stato risposto che non si può fare, è contro le linee guida, e questa è buona cosa. Tuttavia stili più “generici”, tipo “alla Disney” o “alla Tintin” vengono eseguiti immediatamente.
Ovviamente i risultati sono, per me, deludenti, troppo “standardizzati” per i miei gusti, ma per chi fa volantini o brochure e non ha soldi per un artista umano (neppure uno alle prime armi) può sembrare una buona soluzione a costo zero. Pessima soluzione, in realtà. Sarebbe (ed è) penoso vedere brochure professionali (?) fatte in questo modo! Roba da morti di fame davvero, controproducente IMVHO!
Ecco i prompt e i risultati.
Prompt 1 – Puoi realizzare un disegno “Ligne Claire style, bold clean outlines, flat colors, no shading, Franco-Belgian comic aesthetic” in cui si vede un cagnolino come Milou?
Prompt 2 – Puoi realizzare un disegno “Italian Disney style, bold clean outlines, flat colors, no shading, Disney comic aesthetic” in cui si vede un cagnolino come Pluto?
Questo è quanto, al momento, con IA gratuite.
Comunque, anche se in Italia si dorme perché non si studia, non ci si organizza, non ci si agita attivamente, i problemi relativi sono in fase di discussione in giro per il mondo, tanto che persino l’IA alla domanda “Immagini così vicine agli stili originali non comportano problemi di copyright, diritti di autore ecc.?” risponde:
“Sì, l’estrema vicinanza stilistica solleva enormi problemi legali ed etici di copyright e diritto d’autore, configurando un terreno di scontro legale che nel 2026 è ancora in piena evoluzione e privo di una regolamentazione globale uniforme. Il nodo centrale è che il diritto d’autore tradizionale protegge l’opera specifica (il singolo disegno di Tintin o di Topolino), ma storicamente non ha mai protetto lo “stile” in sé.
L’avvento dell’IA generativa ha però stravolto questo principio, creando tre grandi fronti di conflitto:
1. Il furto nella fase di addestramento (Training) Per fare in modo che un’IA impari la Linea Chiara di Hergé o il tratto di Cavazzano, milioni di loro disegni protetti da copyright sono stati inseriti nei database (come il dataset LAION) senza l’autorizzazione degli autori o degli aventi diritto, e senza alcun compenso. Negli Stati Uniti e in Europa sono in corso storiche class action guidate da artisti e agenzie contro colossi come Stability AI e Midjourney. Le aziende di IA si difendono invocando il principio del Fair Use (Uso Legittimo), sostenendo che l’algoritmo non “copia” i file, ma “impara i concetti visivi” esattamente come farebbe uno studente d’arte in un museo.
2. Il plagio stilistico e il danno di mercato Anche se l’immagine generata dall’IA è tecnicamente “nuova” (ad esempio, un astronauta nello stile di Hergé che l’autore non ha mai disegnato), l’uso commerciale di tale immagine danneggia direttamente il mercato dei detentori dei diritti. Se un editore o un brand decide di usare un’immagine IA in stile Hergé per una campagna pubblicitaria invece di pagare le royalties alla Moulinsart/Tintinimaginatio (la società che gestisce i diritti di Hergé), si configura una concorrenza sleale e un potenziale parassitismo economico.
3. La tutela dei personaggi e dei marchi registrati (Trademark) Se lo stile è difficilmente proteggibile, i personaggi sono blindatissimi. Se chiedi a un’IA di disegnare Tintin o Paperino, stai violando un marchio registrato. Generare immagini di personaggi protetti per uso privato e amatoriale (fan art) è generalmente tollerato, ma qualsiasi utilizzo commerciale, pubblicitario o editoriale di queste immagini IA porta a immediatissime azioni legali e richieste di risarcimento da parte di colossi come Disney o la fondazione Hergé.
Come si sta muovendo la legge? In Europa (AI Act): Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale impone obblighi di trasparenza. I creatori di modelli IA devono dichiarare quali dati protetti da copyright hanno usato e consentire agli artisti di fare l’opt-out (cioè negare il consenso all’uso delle proprie opere per l’addestramento).I modelli “Commercialmente Sicuri”: Piattaforme come Adobe Firefly vengono addestrate solo su immagini di pubblico dominio o con licenza autorizzata (Adobe Stock), proprio per garantire alle aziende che i risultati non violino i diritti di nessun artista vivente o protetto.”
Questo, senza ulteriori approfondimenti (che puoi fare, se vuoi) e secondo l’IA interrogata per la ricerca, è oggi pomeriggio lo stato dell’arte.
In ogni caso, e come diceva una persona che sapeva di cosa parlava, bisogna Studiare, Organizzarsi e Agitarsi – attivamente e concretamente e insieme, se si vuole gestire la mutazione (che in questo Universo è costante e intrinseca). Altrimenti si subiscono solo gli interessi (non di rado loschi) di chi pensa solo a Soldi, Potere e Vanagloria (cose che in genere, da quando c’è l’essere umano, producono immense montagne dimmerda).
E non è proprio il caso, se si vuol vivere in un mondo sempre meno disumano e sempre più umano.

A latere: causa artrite e artrosi, ormai da parecchi anni non sono più in grado di disegnare decentemente i miei personaggi: se qualcuno addestrasse una IA a disegnare -esattamente- come me, mi sarebbe di grande aiuto per il proseguimento della serie The BABs & EX l’extrazucca di Anguur…
Non dovrebbe essere così difficile, sono sempre stato uno dei fumettisti più scarsi in circolazione. 😉
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