Dalla nostra corrispondente ad Annecy Alice Buscaldi:
Dal 2022 ad oggi, l’Intelligenza Artificiale (IA) ha trasformato il mondo con una velocità senza precedenti.
Il lancio dei moderni sistemi di IA generativa (IAG) alla fine del 2022 – ChatGPT, Midjourney, Stable Diffusion, solo per citarne alcuni – ha reso questo tipo di strumenti tecnologicamente all’avanguardia accessibili a centinaia di milioni di persone, accelerandone l’adozione in quasi tutti i settori e gli ambiti dell’esperienza umana.
Nel campo dell’audiovisivo, l’impatto è stato epocale: dalla stesura di una sceneggiatura al doppiaggio, dalla creazione di una locandina alla composizione di una colonna sonora, la creatività è stata rivoluzionata nell’arco di pochi “clic”.

Il Festival d’Annecy, che già da anni si è programmaticamente imposto come baluardo di diversità e inclusività creativa, durante la recente ultima edizione ha dedicato all’Intelligenza Artificiale l’intera giornata di lunedì 22 giugno. Think Tank AI4Animation, summit internazionale e momento di riflessione collettiva creato per porre le basi di un futuro «manuale d’utilizzo» dell’IA nel settore del cinema d’animazione.
L’incontro ideato da CITIA (l’ente organizzatore del Festival di Annecy e del correlato MIFA-Marché International du Film d’Animation) in sinergia con il collettivo francese Creative Machines?, che da tempo esplora con attenzione l’emergere delle Intelligenze Artificiali Generative (IAG) nei mestieri creativi, ha riunito professionisti internazionali intorno a quello che è diventato il nocciolo della questione sull’IA nel settore dell’audiovisivo: il suo ruolo nel processo creativo, nei processi di produzione e nei rapporti collaborativi.
“Noi condividiamo una convinzione molto semplice: la creatività umana deve rimanere al centro del nostro mestiere“. – così Quentin Auger, ambasciatore di Creative Machines? e co-fondatore dello studio parigino Dada Animation! , ha esordito sottolineando l’importanza dell’occasione: – “Per difenderla in modo duraturo, è necessario comprendere le trasformazioni che la stanno colpendo, valutarne i rischi e le opportunità potenziali, e impegnarsi a costruire collettivamente le risposte adeguate“.
Nonostante l’iniziativa sia nata da una volontà di costruire una visione e, soprattutto, un « savoir faire » comuni per il contesto europeo (il Festival ha inaugurato quest’anno il primo Annecy European Animation Summit,il dibattito sull’intelligenza artificiale ha scatenato – e non poteva essere altrimenti – non pochi malcontenti.
Già un anno fa, l’associazione francese Les Intervalles aveva chiesto azioni mirate riguardo l’uso dell’IA generativa per regolamentarne l’impatto ‘distruttivo’ sull’intera filiera industriale del film d’animazione, e non solo. Durante l’edizione 2025 del Festival, era stata pure redatta e diffusa una dichiarazione pubblica sostenuta da una cordata internazionale di sindacati, associazioni del cinema d’animazione, del mercato videoludico, e dell’industria degli effetti visivi. Un anno dopo, il 12 giugno 2026, il medesimo ente ha rilasciato una nuova petizione in cui invita il Festival di Annecy – tramite CITIA – a “prendere una chiara posizione rispetto all’IA generativa, per rispetto nei confronti delle nostre professionalità e, soprattutto, proteggere concretamente la creatività umana e il pianeta che deve sostenerne i costi”.

In effetti, quello che non è emerso in modo chiaro e definito dagli altri due incontri che il Festival ha organizzato sul tema – AnImAtIon: plus humaine que jamais, martedì 23 al Campus Mifa, e Créativité augmentée : redéfinir le studio d’animation avec l’IA, giovedì 25 alla Salle d’Europe dell’Imperial Palace) è proprio l’impatto che le più recenti applicazioni dell’IA generativa hanno e potranno avere a livello ecologico.
Ogni interazione con l’IAG comporta un costo materiale preciso: acqua per il raffreddamento dei macchinari, energia per alimentare i server e suolo destinato ad ospitare infrastrutture sempre più grandi. Per dirla semplice: dietro a una semplice e ‘innocente’ richiesta di un qualunque utente di ritoccare il proprio selfie « in stile Ghibli », lasciando da parte le questioni di diritto d’autore e plagio – si nasconde un processo vampiresco che consuma risorse a getto continuo.
Ma nell’occasione si è parlato di « intelligenza artificiale etica », nel senso che essa verrebbe utilizzata sempre sotto lo stretto di esseri umani preposti ad assicurare il rispetto del copyright allo scopo di evitare che lo specialista non venga sostituito nelle sue mansioni. Coco Nitta, fondatore di Kamikai (l’azienda giapponese dietro WonderCanvas e Magic Pen) durante il suo intervento alla conferenza Créativité augmentée : redéfinir le studio d’animation avec l’IA, ha spiegato che la sua azienda considera l’IA come un’estensione della matita e non un surrogato dell’artista.
L’analisi del work in progress della serie alla quale stanno lavorando (un Anime che ha come protagonisti gli oggetti di una casa giapponese tradizionale che vivono le loro avventure la notte, quando gli inquilini umani vanno a dormire), è sembrato dimostrare però il contrario. L’uso di Magic Pen – un assistente IAG – permette infatti di “pulire” i disegni appena abbozzati dall’animatore, di fatto bypassando il lavoro che sarebbe, e ancora è tale in altri studi, affidato al Clean-up Artist, il professionista preposto a tale mansione. Nitta ha dichiarato inoltre come l’utilizzo degli assistenti IAG facilitino il rilancio di vecchi progetti che altrimenti “starebbero a prendere polvere sugli scaffali“, mostrando fieramente un video pilota di sei minuti realizzato in appena una settimana grazie a WonderCanvas: ricordiamo che per un secondo di animazione 2D sono necessari 24/25 disegni, fate voi il calcolo di quanti ne servono per sei minuti.
Davvero è possibile sostenere che, lavorativamente parlando, non vi sono state conseguenze rilevanti?

Chi, come la scrivente, è da sempre appassionato di serie d’animazione giapponesi, sa bene che tutte le piattaforme streaming e canali televisivi dedicati prevedono ormai un palinsesto dedicato ai cosiddetti « Anime », straboccante di titoli ed episodi rimpolpati ogni settimana. E se da un lato si può convenire che questo tipo di strumenti e processi creativi possano effettivamente giovare rispetto alla domanda costante del mercato, la vera domanda resta senza risposta.
Abbiamo davvero bisogno di questa bulimia produttiva quando i finanziamenti e gli incentivi alla Cultura o alla creatività vengono ridotti di anno in anno, e tale progressiva riduzione delle risorse si riflette sempre più sulla quantità dei contenuti ?
Il dibattito attorno all’Intelligenza Artificiale resta dunque più vivo che mai. La paura dei creativi e delle creative di essere messi in competizione con una macchina il cui costo economico – ma non quello ambientale – è più vantaggioso, resta legittima, specie in un’epoca in cui chi ha le risorse finanziarie detiene anche il potere di manipolare intere nazioni.
La questione, che non riguarda più soltanto la creazione artistica, avrà probabili ripercussioni sul destino dell’umanità stessa.
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