afNews.info web site 7 Giugno 2026 16:35 Approfondimenti e Stimoli per chi fa fumetti e per tutte le altre persone, GGblog, Walt Kelly - afnBLOG - afnHOME - Menù Base -
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FumettistEditori per bambini e ragazzi italiani, che fate di bello?

Sono ormai davvero troppo vecchio da avere voglia e tempo per occuparmi di certe cose (di cui comunque ci si dimenticherà presto, come ci si dimentica di cose infinitamente più gravi che succedono nel mondo degli umani).
Tuttavia sono ancora in vita, per ora, e da decenni (anni 80, direi grosso modo) semino lamentazioni (condite da umili suggerimenti concreti) sul fatto che le testate a fumetti italiane (con fumetti italiani di autori italiani e diritti di autore italiani o quanto meno europei) per bambini per ragazzini non sono (più) vere testate giornalistiche per quelle fasce d’età come lo fu, invece, il Corriere dei Ragazzi (per dirne una a diffusione nazionale “di massa”). Oggidì c’è anche chi dice ci siano autori vecchi (dentro) che fanno storie pensate per gli adulti che vogliono ancora le cose di una volta su testate per bambini e ragazzini di oggi. E’ così?
Riepilogo fantasioso per i più giovani: C’era una volta in Italia (almeno) un giornalino per ragazzi di tipo antologico che pubblicava fumetti (d’autore) per quelle fasce d’età e la cui redazione giornalistica era composta da veri professionisti del giornalismo che avevano a cuore la crescita culturale e razionale della gioventù e scrivevano di tutto, usando terminologia adeguata, senza nascondere il mondo reale ai propri lettori. Or non c’è più da troppi decenni e non c’è stata alcuna vera “sostituzione” e nemmeno “evoluzione”, per cui ci siamo frullati via generazioni e generazioni di futuri lettori adulti. Ovviamente possiamo dare la colpa (anche) a Berlusconi (ce l’ha, eccome, secondo alcuni analisti) per il tracollo del fumetto per i giovani lettori, ma ormai è ampiamente defunto anch’egli. Semmai sarebbe carino esistessero FumettistEditori di fumetto cui interessasse davvero lavorare per la gioventù dell’intera penisola, gioventù che magari leggerebbe, se ci fosse qualcosa da leggere a fumetti, pensato seriamente per loro.
Studiando la Storia del Fumetto si scopre che autori del passato (non necessariamente giovani) scrivevano nel modo giusto per bambini e ragazzini storie che si possono rileggere da adulti e scoprirci dentro molto, molto più di quel che si era notato da piccoli, ma che ai piccoli piacevano assai (e le capivano senza sforzo).
IMVHO il discorso coinvolge sia gli editori, sia i fumettisti. Scrivere e disegnare per quelle fasce d’età è altra cosa rispetto a farlo per gli adulti. Non tutti ne sono capaci (o ne hanno voglia, giacché è molto più impegnativo), ovviamente. Vale anche per eventuali giornalisti (che sarebbe bello e utile ci fossero nelle testate a fumetti) che scrivano per quelle fasce d’età.
I giovani e giovanissimi bisogna conoscerli, capirli, frequentarli, avere voglia di lavorare per loro non per diventare ricchi e  famosi ma avendo in mente solo la loro crescita culturale, razionale, estetica, emotiva, personale. E’ un lavoro da educatori (non basta nemmeno essere insegnanti), mica da ridere.
Invece… In questi giorni di che si è dovuto parlare? Dell’ennesima “terminazione” di un fumettista, sulla quale non intervengo in dettaglio perché già ampiamente coperta dalla Stampa.
Si badi bene che non è la prima, immagino non sarà l’ultima, e la pratica da Terminator riguardo a collaboratori esterni freelance che NON sono dipendenti della casa editrice (e quindi non la rappresentano formalmente) e tantomeno titolari del diritto di autore per le opere che creano e ancor meno per i personaggi e neppure per quelli che inventano di sana pianta almeno secondo l’editore, è una pratica, dicevo, che è diffusa e normale, proprio per il tipo di rapporto di lavoro.
Va detto che se gli autori avessero sostenuto attivamente e concretamente, tanti anni fa, il proprio sindacato di categoria, le cose ora sarebbero completamente diverse, ma così non fu e su questo stendo un pietoso velo (che mi legai al dito in quei tempi lontani).
Decenni son passati e ancora quello continua a essere un territorio lavorativo non sindacalizzato, per cui non ci si può nemmeno lamentare troppo. Come dimostrano le notizie che regolarmente appaiono su www.afnews.info (e social relativi) in altri Paesi ci sono autori di fumetti e animazione e illustratori ecc. che sono regolarmente iscritti a un vero Sindacato di Categoria (non una semplice associazione che non ha lo stesso riconoscimento nel nostro ordinamento). Lo so, un’associazione costa meno fatica, meno coinvolgimento personale, meno partecipazione, meno attenzione alla società in cui si vive ecc. ecc. ecc. rispetto a un Sindacato. Poi alcuni avrebbero comunque il terrore di essere considerati “comunisti” se iscritti al sindacato. Una solenne idiozia, ma tant’è. Alcuni non vogliono pagare una quota regolare di iscrizione, ma limitarsi a un intervento specifico e poi basta rapporti col proprio sindacato, come fosse un distributore automatico e non un insieme di persone. Altri si considerano troppo superiori agli altri colleghi per anche solo pensare di aver bisogno di una collettività di supporto come quella di un Sindacato, nella quale ci si senta parte di un insieme. Altri dicono che i creativi sono troppo narcisisti, egocentrici ecc. per una qualunque attività collettiva, anche se il principio che “l’unione fa la forza” dovrebbe essere acquisito da tempo immemore, se consideriamo in quale secolo i lavoratori ne divennero operativamente coscienti. Ma tant’è, visto che ancora pare prevalere l’individualismo egoistico del Grande Artista, del Grande Scrittore ecc., rispetto al lavorare insieme per il Bene Comune. Ok. Forse è così.
Risultato di quanto ho detto fin qui? Da un lato sono decenni che si possono avere dubbi sul fatto che fumettisti ed editori abbiano voglia e interesse a lavorare seriamente per le fasce d’età di cui sopra (al di là delle ovvie dichiarazioni di facciata). Dall’altro le categorie interessate sembrano aver rinunciato sia alla propria crescita professionale e umana come lavoratori uniti, sia alle possibilità di discussione, analisi e approfondimento comune che l’ambiente sindacale avrebbe loro potuto offrire. Tutti troppo individualisti, o timorosi e altro? Non credo. Qua e là sono ancora in piedi tentativi di aggregazione (sia pure, purtroppo, non sindacale) che chissà forse un giorno porteranno a qualcosa di più impegnativo, istituzionale ed efficace, in questa parte del mondo del lavoro e nella consapevolezza delle proprie responsabilità verso il mondo e verso i lettori (e verso le specifiche fasce d’età).
Come sempre, chi vivrà vedrà e chi non muore si rivede.
In chiusura non posso evitare di notare un’altra piccolissima cosa, che tanto piccina forse non è.
Il Giornalino, testata cattolica quindi considerabile funzionale al concetto di propaganda fide nei confronti delle fasce d’età di cui parlavo, nel numero 6 (giugno 2026) alle pagine 10 e 11, ha parlato in termini espliciti di stupro e violenza sessuale. In modo naturale, semplice e comprensibile per i lettori dell’età indicata. Non sto a dirti a che proposito (procurati il numero), ma quel che mi ha colpito è che per un momento ho avuto la sensazione di essere tornato ai tempi del citato Corriere dei Ragazzi, con giornalisti seri che parlano schiettamente di tutto a bambini e ragazzi, non trattandoli come una sottospecie sottosviluppata.
Ovviamente posso sbagliarmi: forse il testo l’ha scritto una IA ed è passato perché non è stato censurato prima. Ma spero non sia così.
Tutto ciò detto, come al solito, IMVHO e per* favorire una riflessione critica individuale e silenziosa, assolutamente, come da disclaimer di afNews, non per favorire inutili e/o astiosi commenti. Non ne ha bisogno, afNews, di commenti inutili, tantomeno astiosi, e nemmeno di like, ché è totalmente non profit. Il suo scopo è giusto quello che ho detto: *
Tuttavia come sempre se hai qualcosa da dire che sia contemporaneamente vero, buono (bello) e utile, puoi scrivere alla redazione. Se servirà potrà magari essere pubblicato. Chissà. Ma come dicevo non è questo l’importante. Importante è rifletter con mente aperta e razionale, per attivarsi a favore di un mondo migliore, sempre meno disumano e sempre più umano.


1 – La versione di Kelly del Pifferaio Magico (Pifferaio di Hamelin) su un libro dedicato alle prigioni minorili: https://www.afnews.info/w22/2020/04/03/bella-storia-belle-tavole-da-colorare-walt-kelly-e-il-pifferaio-di-hamelin/
2 – Pogo antirazzista: https://www.afnews.info/w22/2020/03/21/una-bella-storia-di-pogo-da-leggere-e-colorare/


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