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Cartoons nelle scuole – se fai fumetti (et similia) rifletti insieme a Mark Evanier sulle gravi mancanze nei confronti dei più giovani!

www.afnews.info segnala che questo vecchio lungo articolo (“The Comics Buyers Guide, numero del 26 dicembre 1987… Si tratta di me che vado nelle classi delle scuole elementari per insegnare agli alunni a disegnare fumetti…“) di Mark Evanier è da leggere per rifletterci su per benino:

Guarda cosa ho fatto!” esclamò mostrandomi uno schizzo di una delle Tartarughe Ninja, Leonardo, credo. Non era affatto un brutto disegno, considerando l’età di Gary. Ne ho visti di peggiori nelle pubblicazioni.

Sono rimasto impressionato, tanto più che non avevo insegnato ai bambini a disegnare le Tartarughe Ninja. Avevo spiegato Charlie Brown, Topolino e altri personaggi in passaggi semplici da seguire, ma non avevo dato alcuna istruzione sulle tartarughe, sui ninja, sui mutanti o persino sugli adolescenti. Qualcosa nell’ora precedente aveva spinto Gary (se questo era il suo nome) a prendere il testimone e a scattare in avanti.

Mi ha riaccompagnato alla macchina. “Qual è il tuo cartone animato preferito?” gli ho chiesto. Mi ha elencato praticamente tutti i programmi che trasmettono su Disney Channel, Fox, Kid’s WB, Nickelodeon e Cartoon Network.

“Cosa ti piace di più dei cartoni animati?”

Si fermò, rifletté un attimo e poi disse: “A mia mamma non piacciono”.

«No», dissi. «Cosa ti piace di loro?»

“Mi piace che a mia mamma non piacciano. Neanche a mio papà. Quando metto i cartoni animati, escono dalla stanza o mi costringono ad andare in camera mia a guardarli.”

“Va bene così?”

«Sì», disse, come se questo spiegasse tutto. E, in un certo senso, lo faceva.

Improvvisamente mi è tornato in mente un episodio: quando avevo la sua età, a volte mi piaceva stare da solo con i miei cartoni animati. A volte mi piaceva guardare la TV con i miei genitori, ma ovviamente, quando lo facevo, guardavamo i loro programmi. Era anche divertente guardare i miei programmi, che andavano in onda in orari in cui i miei genitori non potevano o non volevano guardarli.

Mi alzavo il sabato mattina alle 6:00, più o meno all’ora in cui ora vado a letto, e sgattaiolavo in salotto per accendere i cartoni animati. Mi sedevo vicino allo schermo e abbassavo il volume al minimo, fino a sentire ancora qualcosa. Non volevo svegliare mamma e papà, e non solo perché ero un piccolo monello premuroso.

Non volevo svegliarli perché quello era il mio momento. I miei programmi erano accesi e il salotto era tutto mio per un po’. Quando passi la maggior parte della settimana vivendo in un mondo di adulti, andando in una scuola gestita da adulti, mangiando quello che gli adulti vogliono che tu mangi, leggendo quello che gli adulti ti dicono di leggere… beh, può essere bello avere un po’ di tempo da bambino.

Un altro aspetto fantastico di certi fumetti di allora era che erano per noi, non per gli adulti. Me ne ero dimenticato. Così ho chiesto a Gary quali fossero i suoi fumetti preferiti… e sapete qual è il suo fumetto preferito? Questo ragazzo, che adora tutti i cartoni animati e che ama le Tartarughe Ninja al punto da sforzarsi di disegnarle, sapete qual è il suo fumetto preferito?

Non ne ha uno. Non ha mai letto un fumetto.

Da quando frequento il mondo dei fumetti, ho sentito spesso parlare di come ottenere maggiore rispetto e maggiore accettazione per i propri titoli in librerie “vere” come Barnes & Noble e Brentano’s. Non c’è mai stato un panel a una convention in cui si discutesse del futuro dei fumetti e qualcuno non abbia detto: “Dobbiamo convincere la gente che i fumetti non sono solo per bambini”.

È una crociata meravigliosa, che appoggio in pieno. Ma mi chiedo se, con tutta questa attenzione ai formati di fascia alta e ai supereroi cupi e realistici, non rischiamo di emarginarci dall’altro lato. Siamo così ansiosi di attirare i lettori maggiorenni da perdere quelli sotto gli undici anni?

Noi diciamo: “Vogliamo che i fumetti siano esposti come qualsiasi altro tipo di libro da Barnes & Noble”. Ma il Barnes & Noble vicino a casa mia ha una sezione per bambini, una sezione enorme, e ho visto pochissime fumetterie che ce l’avessero. Semplicemente non hanno abbastanza materiale di qualità da metterci dentro. (Di solito, se dividono il materiale, è per isolare quello con le donne nude… quello che potrebbero vendere ai quattordicenni.) Vorremmo che i fumetti piacessero a tutte le età. Beh, “tutte le età” includerebbe anche il mio nuovo protetto, Gary.

Quello è un potenziale lettore di fumetti, ma se andasse nella fumetteria in cui mi sono fermato tornando a casa, troverebbe ben poco che voglia comprare o persino leggere. Avevano una piccola sezione Disney, ma era pensata per l’adulto che colleziona Carl Barks, non per il bambino che adora Paperino

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Fumettare per bambini, ragazzini, gioventù che legge fumetti: Valberg – Alberto Arato, Gianfranco Goria, Pierpaolo Rovero, Vittorio Pavesio:

 

Foto e Scan: Gianfranco Goria


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