In questa Italia sempre più impoverita da tutti i punti di vista, quello culturale fa piangere lacrime amare. Se poi pensiamo al mondo del fumetto (le cui immagini possono essere potenti e stimolanti nella nostra mente) ecco i miei due rammarichi principali, da ultrasettantenne:
1 – il fumetto per i più giovani (da leggere in famiglia, insomma) oltre a non essere più pubblicato per le masse, è diventato, da decenni e poi sempre peggio, una rarità assoluta, una nicchia della nicchia nella nicchia. Una vergogna assoluta le cui radici disastrose paiono partire attorno all’inizio degli anni ’80 e si sa perché e, volendo, persino a cui attribuirle.
2 – il fumetto di ambientazione storica è un’altra nicchia assoluta. Sembra quasi che in Italia non sia successo mai nulla di significativo, che non ci siano persone autentiche di cui raccontare la storia, che le guerre mondiali, il colonialismo, il fascismo, la Resistenza, la guerra fredda, le conquiste sindacali e civili, il femminismo, il terrorismo ecc. (o anche su molto prima se ti fa piacere e hai paura che il potere attuale non ti lasci parlare di tempi recenti, che sono invece quelli di cui sarebbe decisamente necessario raccontare ai giovani a fumetti) non ci siano mai stati.
Se su questi due aspetti si fa un confronto semplice (anche solo quantitativo) coi nostri cugini della francofonia (di cui segnalo su afNews continuamente titoli su titoli) e rimediamo anche una pessima figura, oltre al disastro culturale in atto.
Sulla necessità culturale, intellettuale, sociale, civile e umana del fumetto di qualità per bambini su riviste giornalistiche vere, a distribuzione di massa, ho parlato per decenni. Idem per la Storia, se vogliamo avere cittadini in grado di capire il presente e progettare un futuro migliore, sempre meno disumano e sempre più umano. Invece… nisba. Vai di nicchia.
Le nicchie, in compenso, non disturbano il potere, come sempre. Quei fumetti li leggono in pochi, e per giunta di solito sono adulti, costano cari, non sono pensati per livelli di lettura diversificati (quindi passabili anche ai più giovani). Per un potere fascistoide (non importa se con etichetta di destra, sinistra, centro, religiosa, laica o quel che è) il fumetto di nicchia va benissimo, non incide, non stimola il pensiero del popolo, e al potere fa anche fare la bella figura da “democratico” che non si oppone al fumetto intelligente che stimola l’analisi critica della Storia e della Società. Voilà.
Nella francofonia gli editori ci sono, gli autori adeguati pure. Prima di morire me la date la soddisfazione di veder di nuovo un bel po’ di bendidio, a basso costo e a diffusione di massa, tipo come c’era una volta anche in Italia per tutti, aggiornato a oggi?

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