E’ arrivato in questi giorni nelle edicole italiane il numero di MARZO della rivista LINUS, che questo mese dedica il suo Dossier principale a Bruce Springsteen. ( The Boss )La copertina è un bell’originale di Sergio Ponchione.

Bruce Springsteen è una personalità assoluta non solo della musica americana ma anche della scena civile degli USA. AUtentico cantore della condizione umana e dell’impegno civile attraverso dischi immortali come “Born to Run”, “Nebraska” e “The River”, e recentemente del singolo “Streets of Minneapolis”, scritto a seguito delle uccisioni di Renée Good e Alex Pretti ad opera di agenti dell’ICE.
Fra gli articoli si segnalano quelli di Alberto Piccinini che racconta il Boss e la sua epica notturna “di ladri, papponi e Cadillac”, mentre Andrea Colamedici Tlon ci accompagna i lettori nella filosofia di Bruce capace di misurare la distanza tra il sogno americano e la realtà, e Maura Gancitano ripercorre l’impegno politico del cantante, che attraverso le sue canzoni crea un punto nella memoria collettiva mondiale. Tocca poi a Gianluca Morozzi svelare cosa significhi essere un fan del Boss, col racconto dei 66 concerti che ha seguito, mentre Ermanno Labianca esplora le canzoni di Springsteen e quelle degli artisti che più lo hanno influenzato. Intervento d’eccezione quello di Gene Gnocchi che rivela, nel suo stile, i due incontri che ha avuto col Boss. Inoltre, l’artista è raccontato come sempre da illustrazioni e fumetti, firmati da Sergio Vanello, Gaia Ruffino, Roberto Scalia, Tiziano Angri e Massimo Giacon!

Ma non è tutto! Sul nuovo numero trovate una nuova puntata del fumetto “Il nome della rosa”, nel quale Milo Manara incontra il capolavoro senza tempo di Umberto Eco, e di “Nero libanese”, firmato da Igort e Maziyar Ghiabi, ambientato durante la Seconda Guerra Israelo-Libanese del 2006, accanto a “Il mondo di Niger” di Leila Marzocchi, “Rospi da pozzo” di Stefano Tartarotti, “Inkspinster” di Deco, Walter Leoni , “Vita con Lloyd” di Simone Tempia, “Perle ai porci” di Stephan Pastis e il racconto “I morti loro” firmato da Antonio Rezza (Rezzamastrella). Non potevano poi mancare le rubriche, firmate da Vanni Santoni, Loredana Lipperini, Giuseppe Sansonna, Andrea Bellavita e Alberto Piccinini, e gli imperdibili “Calvin & Hobbes” di Watterson e i “Peanuts” di Schulz, per un numero tutto da sfogliare “for hope and freedom” con la musica del Boss!
Fonte Consultata: @Linuspage, la foto della rivista nell’articola è una cortesia dell’edicola di Stefano ed Annarita.



