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Cheyenne, ritorna in una Nuova Edizione il Romanzo Western di Michele Masiero e Fabio Valdambrini

Sergio Bonelli Editore riporterà in Libreria e Fumetteria, e sullo shop online di SBE, a partire dal 6 marzo prossimo: CHEYENNE, il Romanzo Western creato da Michele Masiero e disegnato da Fabio Valdambrini uscito nel 2017, nella bella collana dei “ Romanzi a fumetti Bonelli“.  Il volume sarà presentato in una nuova edizione cartonata, arricchita dalla prefazione dello stesso Michele Masiero e dalla postfazione di Luca Barbieri. La copertina è di Fabio Valdambrini. 

Questo romanzo è un incrocio fra il western classico e quello più realistico, ambientato in un momento storico particolare -l’episodio a cui si ispira è il famigerato massacro di Sand Creek avvenuto nel 1864, una delle pagine più ingloriose della storia militare dell’esercito Americano –   nel quale ogni cosa stà cambiando  un mondo. quello della Frontiera, sta per giungere al tramonto: la civiltà dei bianchi avanza, inesorabile e spietata, schiacciando i nativi, calpestandone terre, identità e libertà.

Un’avventura che gli autori hanno costruito in modo  attento alla realtà storica per narrare questo tragico capitolo della storia americana attraverso gli occhi di due uomini: uno in bilico tra due culture, rapito dai Cheyenne quand’era bambino, riportato tra i bianchi dai soldati dell’esercito, e l’altro che va alla sua ricerca, rinunciando alla propria vita. Volutamente nell’albo Masiero si è riallacciato a film che hanno rivoluzionato il modo di guardare il Western, lo spiegò lui stesso in un‘intervista da cui traiamo alcuni estratti.

► Film come “Soldato Blu” e “Il piccolo grande uomo” hanno ribaltato la visione classica che il cinema aveva dato degli indiani fino a quel momento. In “Cheyenne” tu hai fatto più o meno lo stesso, ma quali sono stati i tuoi punti di partenza?

Volevo riagganciarmi proprio all’immaginario del cinema western degli anni ’70, quello della controcultura, e un po’ anche ai grandi esempi dei nostri fumetti, come Ken Parker. L’idea era di ritornare a un western più crepuscolare e lavorare su personaggi “normali” invece che sulla figura dell’eroe tutto d’un pezzo.

► L’albo si apre col massacro di una tribù cheyenne perpetrato da soldati statunitensi, ma nel resto della storia anche gli indiani non scherzano, in quanto a violenza…

Sì, questo dipende dal voler pensare che non esiste “il bianco e il nero”, che non esiste “il buono da una parte e il cattivo dall’altra”. Secondo me sono chiare le responsabilità dei bianchi, che hanno compiuto un vero e proprio genocidio, sterminando e invadendo le terre e la vita delle persone che lì vivevano. Però gli indiani avevano un loro modo di vivere, distante da quello dei bianchi, anche violento, e di cui ho tenuto conto. Questo, però, non vuol dire dividere le responsabilità tra le due parti: semplicemente, si trattava di due mondi inconciliabili. 

«Io non so cosa sono. Sono Swazi, sono Boscimano, sono bianco. E forse non sono niente di tutti e tre o sono tutti e tre messi insieme», dice Orzowei nell’omonimo romanzo di Alberto Manzi. Il protagonista della tua storia è nella stessa situazione, guardato con disprezzo dagli indiani come dai bianchi. E lui, in fondo, è davvero la somma delle due parti, giusto?

Esatto. Cerca un punto di contatto tra le due culture, ma non lo trova. È straniero in entrambe queste realtà, perché non è mai completamente indiano e non è mai completamente bianco. Non è pienamente accettato dai bianchi, e anche se gli indiani si fanno meno problemi, anche loro, in alcuni momenti, lo trattano con disprezzo. Così, “Cheyenne” ogni volta si vede costretto a reinventarsi in una situazione differente.

Nelle 290 pagine di “Cheyenne” ci sono diverse scene prive di dialogo. In questi casi i disegni sono fondamentali. Sei d’accordo nel dire che Fabio Valdambrini ha fatto un ottimo lavoro, col suo segno classico e preciso?

Assolutamente. Anzi, vorrei spendere grandi complimenti per Fabio, che ha fatto un lavoro straordinario: dividiamo a metà gli oneri e gli onori di questo albo. Fabio è rimasto immerso in questa storia per anni, dimostrando una professionalità incredibile. Io e lui lavoriamo insieme dai tempi di Mister No, e in questi anni ha raggiunto una maturità grafica straordinaria. “Cheyenne” è stato un lavoro pienamente condiviso, e avendo lavorato insieme così a lungo, certe soluzioni è più facile suggerirle a qualcuno che conosci bene. Un dialogo lo si può benissimo togliere, quando l’immagine parla da sola, ma ci vuole un disegnatore di un certo tipo, e Valdambrini c’è riuscito in maniera mirabile. Tanto che il West lo accompagnerà ancora a lungo, d’ora in poi…

CHEYENNE

  •  Soggetto e Sceneggiatura: Michele Masiero
  • Disegni: Fabio Valdambrini
  • Copertina: Formato: 19 x 26 cm, b/n; Tipologia: cartonato
  • Pagine: 296
  • ISBN code: 979-12-5629-203-5
  • Prezzo: 32 euro

Fonti Consultate: Comunicato Stampa, e Sergiobonelli


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