Il Console di Syldavia dixit: Mi son reso conto, rileggendo l’albo Uomini sulla Luna, di essermi fatto sfuggire un piccolissimo dettaglio, quando mi sono occupato della revisione filologica per l’ennesima nuova versione delle Avventure di Tintin in italiano.
Il termine “fieu” (proprio come il piemontese fieul) vuol dire “figlio” (et similia) e quindi è usato, affettuosamente, fra amici (che per giunta stanno giocando, come in questo caso) per frasi questo tipo: “Ho saltato ancora più lontano di te, ragazzo!“, modo di parlare che uso spessissimo io stesso con gli amici, nonostante l’età decisamente avanzata.
Va detto che era Wallo-Picard (Vallonia occidentale), non francese standard, e quindi poteva sfuggire, e non tradurlo non altera il senso complessivo. Tuttavia sarebbe stato bello tradurre anche quello e mantenere una sfumatura carina del discorso fra i due Dupondt.
Ci sono capitato su ieri per caso e immediatamente mi si è collegato con ricordi d’infanzia torinesi… Ho cercato e trovato: https://fr.wiktionary.org/wiki/fieu
Bene, servirà per la prossima versione in italiano fra un po’ di anni (quando io probabilmente non ci sarò nemmeno più). Tenetelo a mente, traduttori del futuro: Tintin è una miniera di cose da esplorare! 😉


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