afNews.info web site 4 Febbraio 2026 08:08 Biblioteca e Museo del Consolato di Syldavia in Taurinia, Recensioni e Segnalazioni, Tintin e Hergé, Tintinologia - afnBLOG - afnHOME - Menù Base -
---> Click qui per ALTRE ultime afNews in diretta via FB da non perdere e che trovi solo lì! <---

VIDEO sfogliamento: Tintin Le Crabe aux pinces d’or e Il Granchio d’oro

Il Consolato di Syldavia è lieto di condividere il nuovo acquisto per la Biblioteca/Museo del Consolato, l’albo 9 della serie documentale Les coulisses d’une oeuvre, qui in video accompagnato dall’albo Il Granchio d’oro (la relativa versione italiana da edicola del 2017 corredata da ampi redazionali storico contestualizzanti).

Nel video vedrai dei gesti che sottolineano alcune parti. A pagina 61 la nota nella colonna di destra segnala che Hergé dovette, per l’edizione statunitense del 1959, eliminare il grande ragazzone africano dalla pelle scura scura (parte della banda multirazziale di malfattori) che fustigava il povero Haddock e sostituirlo con un nord africano dalla pelle meno scura. Perché? Semplice quanto vergognoso, disumano e tipicamente fascista: negli USA era ancora in vigore la segregazione razziale e non si potevano far vedere dei neri insieme ai bianchi! Niente mescolanza razziale sui fumetti per i giovani statunitensi, insomma, neppure tra banditi. Demenziale e vomitevole. Solo dopo dopo le manifestazioni di protesta del movimento per i diritti civili degli afroamericani statunitensi, nel 1964, vennero abolite quelle ripugnanti leggi imposte dagli euroamericani statunitensi (se non si lotta non si ottiene nulla e si perde anche quel che si ha). Ma nel 1959 Hergé pur non gradendolo per niente dovette ingoiare il rospo a forza.
Qualche pagina dopo (64-65) si parla delle immagini fuori testo, a colori e grandi, cui Hergé teneva molto e le voleva perfette, quasi pittoriche. Purtroppo la stampa in quadricromia, come ben sappiamo, non poteva rendere giustizia piena all’opera dell’autore… Un altro rospetto da ingollare, insomma. Noterai anche a pagina 45 una delle vignette cui Hergé era più affezionato, quella in cui i combattenti fuggono davanti all’iracondo Haddock: i vari uomini sembrano quasi essere lo stesso colto in momenti diversi del movimento. Meraviglie del fumetto, quando uno sa usarlo. In altre pagine noterai la dimensione sempre più piccola delle strisce di Tintin nel periodo della seconda guerra mondiale. Mancava carta e si risparmiava su tutto.
Delle dimensioni microscopiche delle strisce, ma sui giornali statunitensi e in un altro periodo, si lamentava tantissimo anche Milton Caniff, ma questa è altra Storia. Quelli veramente bravi patiscono quando ci mettono l’anima e poi la stampa sacrifica tutto il lavoro svolto con tanta passione e competenza e arte…

L’albo 9 si trova qui: https://amzn.to/3ZS1D76

L’albo italiano del 2017 coi redazionali ormai si trova solo da mercanti, aste e privati, ma l’albo nuovo (2026, solo fumetto) targato Alessandro Editore (Editoriale Cosmo) è qui: https://amzn.to/3OjSNfW fresco di stampa.

I prossimi della serie Les coulisses saranno il 10 https://amzn.to/4tgAYyy, l’11 https://amzn.to/4buqiG7  e il 12 https://amzn.to/4kjbrAH.

Nota: diconsi “americani” gli esseri umani delle popolazioni nomadi asiatiche che si trasferirono, migliaia di anni fa, nelle Americhe (nord, centro e sud) in cerca di territori liberi da colonizzare e vi si insediarono stabilmente. Diconsi euroamericani quelli delle popolazioni europee che, qualche centinaio di anni fa, invasero i territori in cui già abitavano in modo stanziale gli americani di cui sopra cercando di spazzarli via. Gli euroamericani (cioè coloni invasori e poi immigrati vari) erano noti per la pelle un po’ più chiara rispetto ai residenti originari. Poi gli euroamericani degli stati del nord America  (e non solo) importarono schiavi dall’Africa per avere, in modo disumano, manodopera a bassissimo costo e incrementare la propria ricchezza (già basata sull’invasione coloniale precedente). In questo modo si formarono generazioni di afroamericani, in quelli che furono gli Stati Uniti e in altri stati delle Americhe. Ci furono poi poveri immigrati asiatici, cinoamericani, nippoamericani e così via. Come sempre, per giustificare lo sfruttamento e la violenza discriminatoria cui sottoponevano le persone, gli euroamericani (nella fattispecie statunitensi, ma non solo, come sappiamo) usavano le teorie irrazionali del razzismo: disumanizzare gli altri esseri umani, considerarli inferiori. Ma il fatto di codificare in una teoria (anti scientifica per giunta) la disumanità, non pulisce la coscienza che resta inesorabilmente lercia.
Schiavismo e razzismo hanno una lunga storia ovunque, nelle (in)civiltà umane, e non spariscono per grazia divina, eh no. Si possono eliminare lottando duramente e crescendo in umanità (personale e collettiva), si sa, ma restano sempre dietro l’angolo e le conquiste vanno presidiate e costantemente migliorate. Non ci comportassimo da merde assolute, potremmo tutti convivere pacificamente e in equilibrio col pianeta che ci ospita e con tutte le altre forme di vita terrestri, ma pare che noi si sia, per quanto riguarda ancora troppa parte dell’umanità, solo delle scimmie mal riuscite dal cervello ipertrofico, mh? Ah, la specie umana…


Scopri di più da afNews Fumetto e dintorni dal 1995 non profit journalism

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.