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La prima pubblicazione in assoluto di tre straordinari taccuini di schizzi. Nulla predisponeva Horst Rosenthal, giovane illustratore ebreo tedesco, al tragico destino che lo colpì. Tranne il fatto di essere nato ebreo nel 1915 a Breslavia. Essendo ebreo e socialista, Horst Rosenthal fu costretto a fuggire in Francia nel luglio del 1933, la presunta patria dei diritti umani. Non aveva ancora compiuto 18 anni. Mentre trovò rifugio in una Francia generosa, fu una Francia molto meno rispettosa dei diritti umani a internarlo, a causa delle sue origini tedesche, nel 1940 in un campo situato nella “zona libera”, per poi consegnarlo ai nazisti due anni dopo a causa della sua ebraicità. Horst Rosenthal attraversò sei campi prima di arrivare ad Auschwitz, dove fu probabilmente gassato al suo arrivo nel settembre del 1942 a causa della paralisi alla mano sinistra. Lasciò tre taccuini di schizzi, tra cui “Mickey at Gurs”, l’unico noto agli esperti, che non era mai stato pubblicato nella sua interezza. Questo piccolo opuscolo, destinato a circolare tra i prigionieri, racconta, in modo ironico e sovversivo, attraverso la figura di Mickey e situazioni assurde, l’assurdità dell’apolidia. Il secondo album, “Un giorno nella vita di un detenuto”, è interamente inedito. Dietro il tono giocoso e ingannevolmente ingenuo, vengono sottilmente svelate l’insopportabile monotonia della vita nel campo e la precarietà delle condizioni di internamento. Il terzo album, “Una breve guida attraverso il campo di Gurs”, anch’esso inedito, è il più riuscito dei tre. Imitando un opuscolo turistico che invita il lettore a scoprire un “campo vacanze”, l’approccio parodistico è straordinariamente efficace perché dietro le risate traspare inevitabilmente la sofferenza degli internati…
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