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L’anno scorso ho auto pubblicato un graphic novel di grande formato, STORIE DEL GIORNO DOPO, che sto continuando a promuovere, e comunque è disponibile negli store online. Una raccolta di racconti di vita, amarcord rivisitati e reinterpretati per non perderli, perché, come dice Giuseppe Pollicelli nella quarta di copertina “Chi racconta, solitamente, cerca le storie nella vita, così da poterle narrare, magari dopo averle reinventate, manipolate, rielaborate. Renato Ciavola no, lui fa parte di quel minoritario novero di artisti che cerca la vita nelle storie. Per Ciavola la realtà è di per sé, in ogni sua manifestazione, un racconto, una fonte di storie, tutte quante degne, in fondo, di essere raccontate (e lette o ascoltate o guardate). Perciò il suo scopo e il suo impegno consistono da sempre nel cogliere e nel restituire quanto vi è – in questa messe infinita di storie – di più pregno di vita. Poco conta che la storia narrata sia grande, minima, particolare, universale: importa il carico di vita che da essa promana. Importa, cioè, la verità di cui essa è portatrice, quella verità che l’autore della storia è tenuto a onorare e il destinatario della medesima è chiamato a riconoscere. Per potere, in quella verità, riconoscere sé stesso: nel bene come nel male, nella grandezza come nella miseria.” .
Quest’anno è andata diversamente. A marzo 2025 stavo disegnando un’altra mia storia, ma arrivato a p50 mi sono accordo che avevo un falso finale, e mi stavo perdendo nel bosco. Così ho ascoltato un mio amico storico che stava scrivendo – con dieci anni di ricerche – la storia di un partigiano e medico in primis a noi molto caro, brutalizzato e ucciso dai fascisti nella primavera del ’44, Engles Profili. Mi aveva chiesto di trasformarlo in graphic novel, ma avevo risposto di no, per stavo facendo un’altra cosa e la fatica sarebbe stata tanta, con poco e niente reference di immagini. Ma evidentemente dovevo incontrare il personaggio. E così da marzo a ottobre sono stato sul libro.

IL SILENZIO DELLA LIBERTÀ, vita di Engles Profili medico e partigiano.
Engles Profili nasce a Fabriano (An) il 2 ottobre 1905 da una famiglia di solide convinzioni socialiste. Fiero antifascista, subisce perquisizioni, aggressioni e violenze. Iscritto alla facoltà di Medicina a Roma, conosce e frequenta in riunioni di partito Antonio Gramsci con il quale collaborerà al giornale L’Unità. Per la sua attività cospirativa il regime lo invia al confino nel 1926/27 a Lagonegro e Lipari, ma gli permette comunque di frequentare l’Università di Messina, dove si laurea nel 1929. Specializzatosi nella cura delle malattie polmonari, inizia la professione nella sua città. Ufficiale medico allo scoppio della guerra col grado di tenente, dopo il 25 luglio 1943 riesce a tornare nella sua città e decide di riprendere la lotta contro il nazifascismo, rianimando la giovane organizzazione comunista locale. Ma la sua attività cospirativa non sfugge all’occhio del regime, finché viene fermato dalla milizia locale il 13 aprile 1944. Interrogato e bastonato più volte dai repubblichini, Profili si chiude nel silenzio e non rivela un solo nome di quelli che gli inquirenti ambiscono conoscere. Il suo corpo esanime viene ritrovato in località Cancelli, non distante dal cimitero, dove oggi sorge un cippo eretto nel 1945. A Engles Profili è stata conferita la “medaglia d’oro al valore civile” ed è stato intitolato l’ospedale di Fabriano.
Lo sto presentando in divere location, si trova in tutti gli store online e chez moi.

Renato Ciavola
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