Quando, ormai tanti anni fa, chiacchieravo col buon GB sul perché ritenessimo che gli aspiranti autori di fumetti dovessero (meritassero di) seguire un corso universitario, con tante materie “non tecniche”, non sapevo ancora che poi avrebbe realizzato davvero un “prototipo” di quella Università del Fumetto a Genova e, addirittura, mi avrebbe invitato a farci il professore. Ma così fu.
Non era una “scuola di fumetto”, era davvero il primo impianto di quel che sarebbe stata una facoltà universitaria, con docenti di varia estrazione e materie le più diverse, utili a formare autori completi. Già, perché per fare Fumetto a un certo livello, non basta saper disegnare, o saper scrivere sceneggiature. Ci vuole tutta una variegata Cultura, che passi dalla Letteratura alla Storia del Fumetto, dall’analisi della Comunicazione all’analisi strutturale del relativi linguaggi (fra cui il Fumetto), dalla Musica, alle Arti figurative e non, dalle Filosofie alla Geopolitica, dalla Psicologia alla Medicina e alle Scienze, dal Giornalismo all’Attivismo et al. e non tutti ci riescono da soli.
Solo la morte poté impedirgli di andare oltre il prototipo. Gli allievi ne furono devastati, ovviamente.
Lo ricordo affettuosamente oggi, come sempre, per il suo compleanno, considerando fra me e me che le persone mi mancano fisicamente e anche sapendo (pur se questo è infinitamente meno importante che perdere la fisicità delle persone) che l’avventura (accademica) avrebbe potuto essere davvero fantastica, ma che la vita è così.
La sua scheda su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Giovan_Battista_Carpi





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