Dopo l’esordio a Lucca Comics & Games 2025 dove è stato proposto in anteprima, il primo numero del Nuovo Corso della rivista Fumo di China, storico mensile dedicato al mondo del fumetto e della critica del fumetto, sotto l’egida di Edizioni IF, ha iniziato il suo viaggio nelle edicole Italiane, dove è uscito l’8 Novembre scorso, mentre sarà disponibile in Fumetteria dal 22 novembre e ricordiamo che dal 12 novembre sarà possibile acquistarlo anche tramite le librerie ( vero esordio), oltre che sul sito del nuovo editore e negli store online [per esempio sono già qui i numeri 1 e 2: https://amzn.to/4qP8pqB – NdD].

Dopo quasi mezzo secolo di storia, Fumo di China, la più longeva e autorevole rivista italiana dedicata alla critica e all’informazione sul fumetto, inaugura una nuova era. Sotto l’egida di If Edizioni, la testata si rinnova completamente: nuovo formato, nuova struttura editoriale, nuovi orizzonti social e intermediali.
Fondata nel 1978 come fanzine e sbarcata in edicola nel 1989, Fumo di China ha attraversato decenni di fumetto diventando un punto di riferimento per lettori, studiosi e autori. Oggi riparte con l’obiettivo di raccontare ancor più la Nona Arte in dialogo con gli altri linguaggi della contemporaneità — dal cinema ai videogiochi, dal design all’arte, fino ai nuovi media digitali.
Un nuovo formato, una nuova direzione
Fumo di China assume ora la forma di una rivista-libro di 164 pagine, con una rinnovata organizzazione dei contenuti e un prezzo di copertina di 9,90 euro. Le tradizionali rubriche lasciano spazio a sezioni tematiche dedicate a:
- Viaggi e luoghi – dal reportage “Pratt torna a Siena” alle scoperte sul fumetto indiano;
- Design e arte, per esplorare le connessioni tra fumetto e culture visive;
- Attualità e società, con storie di librerie e edicole che diventano centri culturali;
- Intersezioni con cinema, videogiochi e webtoon, con approfondimenti come quello su Hideo Kojima;
- Cibo e anime, la rubrica a cura di Silvia Casini che racconta l’intreccio tra cultura pop e gastronomia.
Il numero d’esordio include inoltre interviste esclusive a Tetsuo Hara (a cura di Emanuele Vietina) e Rébecca Dautremer (a cura di Cosimo Lorenzo Pancini).
L’arrivo di If Edizioni segna l’inizio di una fase di consolidamento e rilancio. Con la direzione editoriale di Davide Barzi, la rete organizzativa si estende un po’ ovunque: dalle fiere storiche come l’ANAFI di Bologna a eventi contemporanei come Lucca Comics&Games, Etna Comics, ecc..
La nuova squadra mantiene molti dei collaboratori storici, affiancati da nuove voci e giovani redattori provenienti anche dallo staff interno di If Edizioni.
Intermedialità e nuovi canali
Fumo di China non sarà più solo una rivista, ma un media brand capace di raccontare il fumetto su più fronti: carta, web, eventi e social. Sono già attivi i nuovi profili social ufficiali, mentre è in arrivo un nuovo sito web con contenuti esclusivi e archivi digitali.
Obiettivi e prospettive
Lo scopo è di far dialogare mondi che spesso restano separati: il fumetto, il cinema, la musica, i videogiochi. Il motto per questa nuova fase è: portare il fumetto oltre il Fumetto.
Anche lo storico co-direttore editoriale Loris Cantarelli sostiene l’importanza di far scoprire alle nuove generazioni che il fumetto è un linguaggio vivo, contaminato, capace ancora di emozionare e sorprendere.
Social ufficiali:
E fin qui il comunicato Stampa di Edizioni IF. Vogliamo però aggiungere una nota di commento, che non vuole essere di “critica”, ma solo le osservazioni di un vecio lettore, quale è lo scrivente.

La rivista è bella. Buon formato, carta ben interessante. Da vero MAGAZINE da Libreria, diretto ad un pubblico generalista. Punta moltissimo, basta sfogliarlo, sulle foto, di grandi dimensioni, sull’elemento visivo, e su un linguaggio discorsivo, e questo non è un problema in sé. Fumo di China non è mai stata una rivista per “Nerd”, o per colti puristi della NONA ARTE. Si è sempre rivolta a tutti. Anche i contenuti di questo numero, per quanto fortemente influenzati dal contesto “Lucchese”, non sono affatto disprezzabili. ( di grande interesse l’intervista a Stefano Tamiazzo). Spiace però dire che i “Consigli di Lettura“, dedicate a varie proposte editoriali, inframezzati fra le pagine, si disperdono e non sono incisivi.
L’impressione generale -volendo chiudere questa parte con un commento personalissimo- avuta una volta chiusa la rivista è che pur restando il focus della rivista sul “fumetto e dintorni”, è stata quella di trovarsi davanti ad un Magazine generalista, come altri presenti in edicola… Una rivista contenitore che punta sui colori, sull’impaginazione, sulle fotografie… Cercando di “fermare lo sguardo” del lettore.
Probabilmente sono io ad essere abituato troppo bene.
Fonti Consultate: Comunicato stampa, le foto nell’articolo provengono nell’ordine dall’EdicoladistefanoedAnnarita, la seconda è stata scattata e proposta sui Social Media da Gabriele Bernabei.
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