Se ne era parlato, con ben altre speranze e prospettive, ma parrebbe proprio che al di là delle “buone intenzioni” questo Sistema Paese non riesca proprio a prendere sul serio un linguaggio che pare ottenere rispetto solo in base a, spesso estemporanei, numeri ed exploit editoriali e/o mediatici…
“… Gianfranco Manfredi, amatissimo sceneggiatore di Magico Vento, era di Senigallia; Carlo Peroni, disegnatore di Gianconiglio che si firmava Perogatt era di Senigallia; Giancarlo Alessandrini è di Jesi, a mezz’ora da Senigallia, eppure nessuno mai ha pensato di rendere pop il fumetto senigalliese o di investirci creando l’hype.”

“… cento vignette di Hugo Pratt sul molo di levante di Senigallia, ecco che alla luce di tutto, è un semplice “pacchetto” preso in mezzo ad altri, senza una seria idea di perseguire il fumetto come cultura e proposta e priva della giusta visibilità.”

“Mortificante, per essere Pratt. Vignette mute dietro bidoni e panchine, proprio perché senza balloon per cui, di nuovo, sacrificabili […] biciclette parcheggiate e appoggiate sopra, una lettura zoppicante e poco fluida.
Per quanto l’effetto possa anche essere gradevole, che occasione sprecata.
E di nuovo quell’amara sensazione che il fumetto sia un’arte bistrattata, non riconosciuta, sacrificabile nelle sue vignette più poetiche (e le vignette mute di Pratt sono poesia pura, da sole raccontano storie dentro la storia) dietro ai bidoni dell’immondizia. Di nuovo, il fumetto preso come fosse carta di giornale nel quale infilarci il pesce che puzza.”

Il reportage completo di Mabel Morri, fiera e irriducibile “fumettara”, su QUASI, la rivista che non legge (quasi) nessuno.
Noi sì.
E rilanciamo, grati per il servizio.


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