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Ad Annecy 2025 l’appello di Cartoon Italia alla RAI affinché si possa continuare- tramite l’Animazione – a “educare divertendo”

Un appello dell’associazione dei produttori di animazione durante il festival di Annecy la più grande manifestazione dell’animazione a livello mondiale.

Nonostante l’ incoraggiante e strategica presentazione della nuova Rai Kids al pubblico di produttori internazionali da parte del direttore Roberto Genovesi, l’associazione di produttori di Cartoon Italia esprime la propria preoccupazione per il futuro del settore.

Sono 6000 i posti di lavoro del comparto dell’animazione in Italia, un settore virtuoso messo a rischio dal mancato rispetto dell’obbligo di investimento da parte del servizio pubblico.  La legge, infatti,  prevede che lo 0,7% del fatturato RAI sia dedicato alla produzione di cartoni animati ed è grazie a questa piccola percentuale che è nata e cresciuta l’industria dell’animazione italiana, che oggi garantisce il lavoro a migliaia di giovani artisti e tecnici sotto i 35 anni. Stiamo parlando di investimenti che servono a coprire al massimo il 30% del budget di una serie televisiva, il resto è frutto dell’impegno dei produttori italiani e della loro capacità di trovare partner internazionali. A dimostrazione del fatto che non si tratta di un settore assistito: “Non chiediamo assistenzialismo ma che le regole del gioco vengano rispettate” dichiara Maria Carolina Terzi, presidente dell’associazione dei produttori di animazione ad Annecy.

La BBC, anch’essa presente alla manifestazione, è talmente cosciente e fiera dei suoi programmi per bambini che investe fino a 10 volte di più rispetto a RAI nelle coproduzioni per l’infanzia. Uno dei suoi motti più famosi recita: ‘L’identità e la memoria di una nazione, nascono dai suoi programmi per i bambini’. Al contrario il Made in Italy, che ha prodotto grandi successi internazionali e merita la giusta e piena considerazione del servizio televisivo pubblico italiano, rischia di essere gravemente penalizzato.

Ricordiamo che i nostri cartoni animati sono venduti in più di 150 PaesiCaRai contribuendo a diffondere la cultura e l’identità italiana nel mondo” ribadisce Terzi. Ma non solo, è fondamentale che venga sbloccato lo stallo produttivo di RAI nei confronti dell’animazione italiana destinata ai bambini sopra i 7 anni: “E’ nell’interesse del Paese che i nostri figli non crescano con l’esclusiva visione di contenuti stranieri” conclude Terzi.


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