Secondo articolo sui lungometraggi visti come Work In Progress durante le passate edizioni e presenti al festival di Annecy 2025. Questo sarà dedicato al film “Space Cadet”.

Il film è un lungometraggio canadese scritto e diretto dal poliedrico artista Kid Koala. Famoso principalmente per la sua musica e le sue collaborazioni con gruppi come i Gorillaz, l’artista è anche impegnato nella realizzazione di spettacoli, installazioni e lavori teatrali realizzati con pupazzi giganti animati e burattini. Oltre a questo negli anni ha realizzato illustrazioni e pubblicato Graphic novel di successo, tra cui quella da cui è stata tratta questo film.
Durante la presentazione al pubblico del 2024 ha raccontato la sua carriera e cosa lo ha portato a dirigere un lungometraggio.
Fin da quando era piccolo ha avuto un grande amore per il cinema, soprattutto grazie a sua nonna, che lo portava al cinema e gli faceva vedere i film dei grandi registi. Racconta che sua nonna era una massaia di origini asiatiche come tante, ma la sua passione e cultura cinematografica era tanta da stupire ed essere contagiosa.
Il film preferito di sua nonna era “Tempi moderni”, lo videro insieme più volte e questo lo segnò per sempre, sia per la storia che per l’uso della musica e del suono. Si dice fortunato ad aver avuto una famiglia che lo ha sempre sostenuto e a cui si sente molto legato, com’è legato alle sue origini asiatiche e alla multietnica città di Vancouver.

Racconta che ama da sempre il cinema d’animazione, ma la prima volta in cui fu coinvolto direttamente fu quando la sua amica Lillian Chan gli propose di realizzare la musica del suo film di diploma, per questo l’ha coinvolto fin dall’inizio in questo film chiedendole di fare l’art director. Per le scenografie ha coinvolto Corinne Merrell, già sua collaboratrice negli spettacoli con pupazzi e marionette, che ha lavorato per i set della parte in Stop Motion del film “Il piccolo principe” di Marc Osborne.
Il libro fu realizzato in un periodo molto difficile per lui, quello tra la morte di sua nonna e la nascita della figlia. Per promuoverne la pubblicazione organizzò uno show per cui scrisse una serie di ninne nanne. Gli venne naturale pensare che si dovesse assistergli da sdraiati, ascoltandolo con le cuffie e con scene animate proiettate sul soffitto. Così fece lo spettacolo “Space Cadet, Headphone Concert”.

Questo avveniva nel 2015 a Vancouver, per essere poi replicato in un tour mondiale. Fu allora che entrò in scena Ginette Petit, la produttrice del film. Che andò a vedere lo spettacolo per riprendersi da un brutto periodo e gli piacque così tanto che decise di farlo diventare un film.
La storia racconta di un modello di robot ormai obsoleto e pieno di malfunzionamenti programmato per assistere una ragazzina orfana che sta frequentando una scuola per diventare astronauta. Ogni giorno il robot perde capacità tecniche, ma la ragazzina lo adora e insieme sono felici. Il giorno in cui lei diventa adulta e parte per la sua prima missione lui si sente solo e senza scopo, preparandosi a essere rottamato. Ma quando qualcosa va storto e la giovane astronauta è in pericolo il vecchio robot parte al salvataggio.

Nel libro Space Cadet ha messo i suoi sentimenti nel diventare padre, il conflitto tra il voler proteggere chi ama e il rendersi conto che deve lasciarla diventare indipendente più la coscienza dell’invecchiamento.

L’autore non nascondeva che il design del robot e degli ambienti, inspirati agli anni ’90, non rispetta i canoni in voga. Ma quello che voleva fare era un film pieno di emozioni per le famiglie.
Diceva che il film sarebbe stato senza dialoghi e solo con una colonna sonora realizzata da lui e ha in progetto di fare delle proiezioni speciali dove proietterà il film con accompagnamento musicale live.
Sembra che tutti quelli che hanno lavorato al film siano stati molto felici di averne preso parte e avvicinandosi alla fine volevano ancora viaggiaci insieme. Per questo pensano di farne un videogioco, ma diverso dagli altri, un videogioco zen. Rispondendo al pubblico dicono senza problemi che il design retro e minimalista sia dovuto sia a una ricerca di stile che al bisogno di risparmiare trovando un modo per evitare che le scene dessero un senso di vuoto.

Il fascino dell’autore aveva convinto facilmente la sala della validità del progetto. Si sentiva subito che si tratta di una persona piena di talento e che si impegna seriamente in quello che fa. Ha portato alcune copie della Graphic novel, da cui è stato tratto il film e le ha regalate a chi tra il pubblico faceva domande interessanti. Ha divertito sentirgli dire che, visto che già veniva a Annecy, aveva organizzato una serata di dj set in un locale della città invitando tutte le persone in sala a venire. Ma è stata importanti anche la tenerezza scaturita dal design dei personaggi e dal loro rapporto padre-figlia, unita alle musiche dolci e ipnotiche che riesce a comporre, a far venire voglia di vedere il film.
Alla fine del wip aveva promesso che il film sarebbe stato presente nell’edizione dell’anno seguente, ha mantenuto la sua parola.
Il film verrà presentato nella categoria Contrechamp e proiettato quattro volte, in orari non proprio comodi perché sempre a ridosso di eventi importanti. Ma chi scrive non se lo vuole perdere e consiglia di provare ad andare a vederlo.
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