Sul numero 74 (autunno 2022) della rivista dell’associazione Les amis de Hergé troviamo una vera chicca. La trascrizione dell’incontro tra due giganti della Nona Arte: Georges Prosper Remi, detto Hergé e Jean-Jacques Sempé (detto Sempé), nell’ambito della trasmissione “L’invité du dimanche“ dell’Office de Radiodiffusion Télévision Française (ORTF).
L’incontro ebbe come moderatore d’eccellenza Pierre Tchernia, eclettica figura dell’entertainment francese, molto amico di Goscinny & Uderzo nonché doppiatore/attore nel franchise cinematografico derivato da Asterix (sia in animazione che nelle discutibili versioni ‘live action’).

Nel dialogo, Sempé conferma la propria “parsimonia” nell’esprimersi in pubblico, talvolta rimanendo pressoché silente di fronte alle complesse analisi del collega, il quale qui esprime, oltre alla comprensibile stima per l’opera del collega, anche un profondo amore e una spiccata sensibilità verso la comune professione, sottolineando al contempo alcune sostanziali differenze tra i due che diventano fondamentali per la definizione e la pratica della professione stessa.
Proprio Hergé, citando l’albo “Monsieur Lambert” di Sempé, lo definisce “molto vicino alla bande dessinée per il largo impiego di immagini e dialogo al fine di raccontare una storia”. Ipotizzando che al collega possa non piacere il termine BD – che, nota, “è un modo di esprimersi” – sottolinea comunque come nell’opera in questione Sempé di fatto utilizzi tale linguaggio.
Inoltre, egli rileva come Sempé, in alcuni dei suoi disegni, si differenzi totalmente da caricaturisti/vignettisti “puri” come Jean Bellus e Jacques Faizant che “fanno cartoons“, utilizzando qui correttamente il termine che ha contribuito a creare l’equivoco sui cosiddetti “cartoni animati”, e che in origine identificava proprio le strisce o le vignette umoristiche principalmente di genere satirico che uscivano sulla stampa quotidiana e sui periodici.
Hergé poi insiste sul fatto che, consapevolmente o meno, Sempé in questo specifico caso abbia realizzato un “fumetto” vero proprio, e che di tanto in tanto egli continui a effettuare “incursioni” in questa peculiare forma di espressione. Di fronte al silenzio, probabilmente imbarazzato, dell’interlocutore, Hergé arriva a definirlo “un moralista” che si esprime tramite il disegno, suggestione subito rilanciata dall’arguto conduttore Tchernia, il quale interviene sottolineando come Sempé “sa prendere, del mondo in cui viviamo, i suoi tratti più caratteristici rendendoli sotto forma grafica“, con il valore aggiunto di una sintesi capace di rendere i concetti forse ancor meglio che nella ponderosa trattazione di un saggio.
Hergé domanda poi a Sempé se un tale processo creativo richieda molto tempo, e finalmente quest’ultimo pare uscire dalla propria apparente ritrosia, pungolato forse dal termine “moralista” usato dal collega, che spiega di non condividere in quanto non considerandosi un autore che pretende di “fornire – appunto – una morale al lettore“, soprattutto se intesa quale giudizio a posteriori di chi si pone in una posizione di superiorità rispetto al prossimo. A ciò il papà di Tintin ribatte prontamente di aver inteso il termine “moralista” secondo l’accezione di Jean de La Bruyère, ovvero di “colui che vede la propria epoca… con profonda lucidità… irritandosi e infuriandosi anche violentemente contro di essa“.
Nel caso specifico di Sempé fa altresì esplicito riferimento al contesto della contemporaneità, definita dal duopolio “informazione-consumismo“.
Sempé approva questa analisi, ma ribatte che la propria non è “collera vendicatrice“, e tantomeno “santa” come giunge a sostenere Hergé; piuttosto trattasi di uno “sforzo“, seppur parzialissimo, di constatare la situazione più che di “criticarla“, esercizio che egli del resto non ha mai amato gran che. Un’analisi non deve per forza essere una critica, e del resto quest’ultima risulta spesso falsata dall’arbitrio e dalla soggettività.

Sempé paragona la contemporaneità a una sua vignetta in cui alcune persone vengono intervistate e, nel loro utilizzo di parole roboanti, dimostrano di avere ben poco da dire; Hergè reagisce replicando di non ritenerle “roboanti” quanto piuttosto “semplici“, facendo intervenire Tchernia che ricorda un’altra vignetta di Sempé in cui un rigido e serissimo funzionario comunica all’aspirante scrittore che ora avrebbero riletto il suo romanzo aggiungendovi “alcuni gag esilaranti“: l’imbarazzo di Sempé è comprensibile, a suo dire, poiché nel valutare acutamente ciò che accade, occorre sempre guardare anzitutto sé stessi.
“Specialmente – aggiunge, con un pizzico di ironia – nel caso delle interviste: è sempre seccante parlare di sé.”
Tchernia riporta la conversazione sul tema lanciato da Hergé, chiedendo a Sempé se abbia mai realizzato un “vero” fumetto; l’artista risponde di aver fatto un paio di tentativi sempre però venendogli a mancare la disciplina necessaria. L’ultima fatica, “Marcelin Caillou” (Marcellino, Donzelli, 2014), è quantomeno un’avventura raccontata con i disegni, non inquadrati in vignette regolari ma comunque concepito seguendo un procedimento analogo. Sempé definisce l’opera non propriamente un’avventura quanto piuttosto una storia in cui non accadono cose rilevanti, se non – come insiste Tchernia – “dentro le persone“, secondo un procedimento narrativo che risulta analogo a quello della BD.

Lo stesso Tchernia, per far convergere l’incontro verso una possibile conclusione, propone a Hergé l’ipotesi che la differenza tra lui e il collega risieda nel rigore che il primo necessariamente deve imporsi nel proprio lavoro rispetto alla maggiore libertà di Sempé, il quale può raccontare una piccola vicenda scegliendo se farlo con pochi o molti disegni, senza rigidi e immutabili inquadramenti strutturali ed editoriali.
“E’ molto più libero di me, credo...” – conviene Hergé.
“Sì, senza alcun dubbio.” – approva Sempé.
Almeno su questo punto, i due giganti del Fumetto paiono trovare infine una piena sintonia.
(La trascrizione della conversazione, nella versione originale, è merito di Gérald Dewinter, storico segretario dell’associazione Les Amis de Hergé, scomparso nel 2021)
Scopri di più da afNews.info: Fumetti, bande dessinée, comics, manga, animazione, Tintin, Syldavia, Disney, cartoons, BD et al. Fumetto e dintorni ogni giorno dal 1995 una storica ricca rete di connessioni informatiche e umane, web social etc. - non profit journalism - daily news press agency founded and directed by Gianfranco Goria
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



