Se non vuoi farti la figuraccia da ignorante “fascistadimmerda“, evita di porre questo quesito in questi termini. 🙂

Per sapere quali sono le lingue ufficiali nelle “terre di confine” (in qualunque parte d’Italia e del mondo) basta informarsi prima in rete, e per scoprire come mai ci sono più lingue ufficiali in un certo posto, basterebbe studiare la Storia (ok, anche questo lo trovi in rete, se fai troppa fatica a leggere i libri di Storia italiani ed esteri – servono entrambi, se vuoi davvero capire).

E non esiste una regola universale se non il rispetto per gli esseri umani e per le loro diversità (se non fanno del male agli altri). Negli U.S.A. non c’è una lingua ufficiale, per dire, a livello federale e ognuno può liberamente parlare la propria. L’inglese-americano viene usato come lingua burocratica ed è la lingua franca – altre lingue degli USA sono spagnolo, francese, lingue amerinde, italiano, irlandese, cinese, tagalog, vietnamita, coreano, tedesco, persiano, hawaiano, chamorro, inupiaq… In Belgio le lingue ufficiali sono 2 (olandese e francese), ma ci sono anche altre lingue minoritarie parlate e tutt’altro che vietate. In Italia c’è il Friuli in cui… Ma torno al punto, che è meglio.
Il Sud Tirolo comprendeva diverse zone del Tirolo a seconda delle epoche storiche.
Wikipedia: “Südtirol (letteralmente «Sud Tirolo») è un toponimo tedesco che storicamente è stato usato per indicare aree differenti:
- la provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige, così ufficialmente denominata in tedesco dal 1972, ma storicamente in uso sin dall’annessione del Tirolo meridionale all’Italia nel 1919;
- storicamente anche il Trentino, denominato Tirolo italiano o Tirolo meridionale (talvolta identificato con l’esonimo tedesco Welschtirol o Welsch-Südtirol in quanto parte di lingua italiana del Tirolo), mentre la provincia di Bolzano faceva parte del Deutsch-Südtirol[2], o più raramente Mitteltirol, in italiano Tirolo centrale;
- storicamente in senso largo l’intera regione Trentino-Alto Adige.”
Quindi l’attuale Sud Tirolo comprende oggi solo la provincia di Bolzano, nella quale le lingue ufficiali sono 3 (quelle parlate sono di più): Tedesco (sudtirolese), Ladino e Italiano standard, com’è cosa buona e giusta in ogni stato/nazione/regione in cui prevalgano il rispetto reciproco e l’amicale e profittevole commistione di culture e lingue, maggioritarie o minoritarie che siano, giacché ognuna porta con sé ricchezza culturale.
E questo nonostante ci siano stati periodi di astio e odio dovuti all’acquisizione vigliacca del Sud Tirolo come bottino di guerra (tutto: Bolzano di lingua tedesca e Trento di lingua italiana) da parte del Regno d’Italia, ottenuta con una manovra disonorevole, ma comune all’epoca (e pure oggi) di salto della quaglia dalla Triplice Alleanza alla Triplice Intesa. Vediamo se erro.
Wikipedia: “Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, l’Italia, dopo un lungo percorso di avvicinamento e di accordi con la Francia, con il Regno Unito e con la Russia, in forza dell’articolo 4 del trattato, dichiarò la sua neutralità.
Nel 1915 la Triplice intesa propose all’Italia, in cambio della sua entrata in guerra contro l’Austria, ampliamenti territoriali a scapito di Vienna e una posizione di dominio nell’Adriatico. Lo stesso anno l’Italia rifiutò le inferiori proposte dei governi di Vienna e Berlino, denunciò la Triplice alleanza ed entrò nel conflitto contro l’Austria.”
Ovviamente le popolazioni non vennero minimante prese in considerazione. La “auto determinazione dei popoli” era pura fantascienza. Milioni di morti sacrificati per ottenere vantaggi in ricchezze e potere, imbottendo le teste di tutte quelle giovani vite di bugie patriottiche, come al solito.
I sud tirolesi di lingua tedesca (locale, un tedesco sudtirolese) non avevano niente in comune con i Savoia piemontesi, mentre avevano quasi tutto in comune con i sudtirolesi di lingua italiana (trentina) essendo insieme da tempi storici e vivendo tutti l’ardua vita della montagna, dove persino coltivare le patate poteva essere un’impresa.

Ma ti hanno detto che Cesare Battisti (leader del socialismo trentino)… Eh, un momento, meglio approfondire.
Wikipedia: Cesare Battisti … “deputato al Parlamento di Vienna, … si batté per ottenere l’autonomia amministrativa del Trentino e la nascita di un’università italiana a Trieste, passando attraverso l’obiettivo intermedio della trasformazione dell’Università di Innsbruck da tedesca a bilingue.”
Battisti non chiedeva lo stravolgimento totale delle vite delle popolazioni di lingua italiana (locale) di Trento e tanto meno il passaggio della provincia di Bolzano all’Italia! Poi arrivò la guerra e le cose andarono come andarono. Cioé molto male per tutte le persone normali, molto bene per ricchi e potenti e signori della guerra, come al solito, IMHO.
Piccolo inciso: parlo di “lingua italiana locale” per il banalissimo motivo che in Italia l’italiano standard non è diventato di uso comune tra le popolazioni italiche se non negli anni 50 del secolo scorso, grazie alla Televisione (e tantissimo a quel sant’uomo del Maestro Manzi). In Italia si sono parlate per secoli tantissime lingue diverse fra loro, a volte diversissime e financo incomprensibili reciprocamente, giacché si può cominciare a parlare di “italiano standard” (che oggi è quello che parlo io e che usano gli attori dell’Accademia) con I Promessi Sposi del Manzoni, e si trattava di un fiorentino rielaborato, diciamo così. Veniva usato qua e là come lingua franca o come lingua burocratica, ma se andiamo a leggerci i testi delle varie parti d’Italia possiamo apprezzare le meravigliose differenze (che talora sono rimaste in quelli che oggi chiamiamo con intento spregiativo “dialetti dell’italiano”).

La bellezza della penisola italica stava nella diversità della natura e degli esseri umani che la abitavano e negli scambi proficui fra di loro.
Metternich ne parlava ironizzando, ma non troppo (e comunque in fondo a ragione per l’epoca), sostenendo che Italia era solo una semplice espressione geografica. In effetti il pregio dell’Italia, stava proprio nelle enormi differenze distribuite lungo lo stivale, linguistiche, culturali, nazionali, istituzionali ecc. e nella mescolanza continua di culture e popolazioni che hanno stimolato creatività, innovazione e progresso. Differenze tutte connesse fra loro dalla (relativa) facilità di spostamento da un punto all’altro che consentiva mescolanze, diffusione di cibi, materiali, risorse ecc. Si ringraziano sempre i Romani Antichi per le strade, gli acquedotti ecc.
L’unificazione dell’Italia sotto i Savoia piemontesi fu traumatica per tutti, si sa, e non andò certo nella direzione desiderata da Mazzini, che auspicava una Nazione Repubblicana, eh no, proprio no.
Per giunta si disse grosso modo che “ora che si è fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani!“, frase pericolosissima…
Fatta l’Italia, ok, voleva dire che col sangue , come d’uso, si erano acquisiti tantissimi territori molto diversi fra loro, utili ad arricchire la Monarchia Sabauda. Fare gli italiani voleva forse dire omogeneizzarli tutti a forza? Unica lingua, unica cultura, uniche leggi, unici padroni, uniche abitudini piantate a suon di botte sulla grande e meravigliosa diversità italica? Non mi pare, ma potrei sbagliare, che Cavour fosse dell’idea di fare una cosa mostruosa del genere. In ogni caso si sarebbe trattato di una impresa disumana e fondata sulle baionette…
Fatto sta che al progetto savoiardo mancavano ancora dei pezzi (perché i ricchi e i potenti non si accontentano mai?) e arrivò in aiuto la Grande Guerra, orrenda e disastrosa, IMVHO.
Per i sud tirolesi fu un dramma, con elementi di tragedia, il post Prima Guerra Mondiale. E peggiorò di molto con l’avvento del fascismo, e dovettero subire, per forza, il cambio di tutta la toponomastica, una “fascistissima italianizzazione”, il divieto dell’uso delle lingue locali, che non si potevano parlare o scrivere nemmeno dentro le mura domestiche, pena… bé… puoi immaginare. Mi sbaglio? Ricordo male? Vediamo.
Wikipedia: “… nel 1939, previo accordo tra Regno d’Italia e Germania nazista, per risolvere il contenzioso sull’Alto Adige e sulle altre isole linguistiche tedesche e ladine presenti in Italia … alla popolazione di lingua tedesca [sudtirolese], ladina, mochena e cimbra fu chiesto di scegliere se diventare cittadini tedeschi e conseguentemente trasferirsi nei territori del Terzo Reich o se rimanere cittadini italiani, integrandosi nella cultura italiana e rinunciando a essere riconosciuti come minoranza linguistica…”
Hai presente la sofferenza di Garibaldi perché i Savoia, passando as usual sulla testa delle popolazioni locali, avevano dato alla Francia le regioni di Nizza e Savoia in cambio di un aiuto militare (che poi, beffa!, la Francia non diede, giacché, si sa bene, gli accordi fatti in base a convenienze e interessi, e non in base a veri Ideali, non hanno mai nulla a che fare con onore, dignità e rispetto).
Ecco, nel Sud Tirolo per certi versi fu peggio, temo.

Per questo ti dico di non andare a chiedere perché oggi non c’è come lingua ufficiale solo l’italiano! Qualche anziano che ancora ricorda il passato, qualche studioso di storia, e qualcun altro che potrebbe non aver ancora superato la purtroppo comprensibile fase di odio e astio nei confronti degli italiani fascisti, rischierebbe di prenderti per uno di quelli, e trattarti come Asterix coi romani, mi spiego?

L’albo di Asterix in Sud Tirolese contiene anche un glossario, perché non è uguale al tedesco, ovviamente, e ha anche tutte le normali contaminazioni delle terre di frontiera:
Oggi in quei territori le popolazioni vivono in pace, insieme, come dovrebbe essere ovunque, e non odiano più i “taliani” (nota: anche nella provincia di Trento, quando si parlava di chi abitava oltre i confini della provincia, tipo veneti, lombardi ecc., li si chiamava “taliani“). E’ roba del passato, è Storia, e ci si augura che lì resti (anche se i segnali dell’Italia di oggi non fanno ben sperare per il futuro).
Ci si mangia da Dio, come turisti ci si sta da nababbi, i posti sono unici al mondo e spettacolari, la natura meravigliosa (anche se meriterebbe ancor maggiore rispetto) e il turismo ha fatto gradatamente uscire dalla durissima povertà (man mano, dal dopo guerra in avanti) gli abitanti di quelle montagne.

Riassumendo: Italia, famosissima penisola a forma di stivale, moltissime belle lingue, svariate popolazioni ovunque, con affascinanti e variegati usi e costumi e gastronomie e musiche e letterature ecc.
Il Sud Tirolo, mia terra natìa e avìta, non fa eccezione.
Si vive in pace, si fa dell’ottimo turismo ed è un bene anche mentale che siano più di una, le lingue ufficiali. Il rischio, lì come dappertutto, è che arrivino nuove generazioni di fanatici fondamentalisti integralisti che vogliano omogeneizzare tutto (che palle, però, gente!).
Ma per evitare le società omogeneizzate (a forza) ci vuole vigilanza costante ed essere disposti a lottare sul serio quando serve. Se possibile (purtroppo non lo è sempre, nonostante la buona volontà) con la nonviolenza, giusto per evitare di ravvivare l’incendio fatale delle tragiche faide tanto stupide quanto tendenzialmente eterne.
Se possibile.

Il tutto detto IMVHO e SE&O, naturalmente.
Un paio di video per conoscere di più:
https://www.arte.tv/it/videos/109319-000-A/dolomiti-un-estate-sui-monti-pallidi/
https://www.arte.tv/it/videos/104430-009-A/re-sguardi-sulla-societa/
Scopri di più da afNews.info: Fumetti, bande dessinee, comics, manga, animazione, Tintin, Syldavia, Disney, cartoons, BD et al. Fumetto e dintorni dal 1995 non profit journalism
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.







