afNews 27 Gennaio 2024 12:11

Essere tedesca è un lutto, così spiego la Shoah ai miei figli

Lo stesso ragionamento avrebbero dovuto fare tanti italiani, non antifascisti, e assumersi la responsabilità delle loro azioni e delle loro non azioni. Lo stesso ragionamento dovrebbero farlo i “fascistoidi” di oggi, se avessero coscienza, dignità e onore.

… Vent’anni fa, quando i miei due figli grandi lessero per la prima volta a scuola La notte di Elie Wiesel, e a casa parlammo dell’Olocausto, ne soffrii: «Come posso spiegare ai bambini che il popolo della loro mamma voleva annientare il popolo del loro papà, e che c’era quasi riuscito? Che il popolo della mamma aveva assassinato il popolo del papà in modo brutale, come dei mostri, e cioè bambini, donne, uomini, persone anziane e giovani, innocenti, buone, intelligenti, care, negando loro il diritto alla vita? Come faccio a spiegare ai miei bambini che il popolo della mamma si e dichiarato superuomo, e che ha disconosciuto e portato via la dignità umana al popolo del papà? Che il popolo della mamma ha ucciso senza cuore e freddamente sei milioni di persone del popolo del papà?». Ho dovuto rispondere alle stesse domande scioccanti anche vent’anni dopo, ai miei bambini più piccoli…

Leggi il resto su: Essere tedesca è un lutto, così spiego la Shoah ai miei figli – La Stampa


Scopri di più da afNews

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli via e-mail.

Questo articolo è stato inserito da:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *