afNews 22 Dicembre 2023 20:50

Quando le marmotte danzavano nelle piazze: al Cartoon Movie il nuovo progetto di Alain Ughetto

Un altro progetto, attualmente in fase di concept, che si potrà ammirare al prossimo Cartoon Movie di Bordeaux (5-7 marzo 2024) è senz’altro il nuovo film di Alain Ughetto, attualmente in auge col suo bellissimo e pluripremiato lungometraggio in stop motion “Manodopera-Interdit aux chiens et aux Italiens“.

Il nuovo progetto, dal titolo provvisorio “Rose et les marmottes (Rosa e le marmotte), scritto insieme ad Alex­is Galmot, parrebbe riprendere il viaggio nella memoria di quelle valli piemontesi in cui i suoi nonni, come narrato in “Manodopera”, lasciarono origini e un pezzo di cuore intraprendendo il cammino oltralpe che li porterà alla naturalizzazione in terra francese. Anche qui, una storia che affonda le proprie radici nella Memoria degli avi, intrisa di fatica e di un intimo quanto sofferto – perché fatto di sfruttamento e di necessità – legame con una Natura al contempo madre e matrigna, una lotta quotidiana per la sopravvivenza che riesce a farsi, tra immani difficoltà, anche espressione di un’innata propensione verso le arti, la musica in particolare, come nel caso della protagonista .

Non è casuale il riferimento in una delle pochissime immagini diffuse, a una iconica foto già utilizzata per l’album più famoso del gruppo “Li Troubaires de Coumboscuro”, emanazione diretta del Centro Provenzale del villaggio di Sancto Lucio de Coumboscuro, frazione del Comune di Monterosso nel vallone laterale della Valle Grana in provincia di Cuneo, ma soprattutto della famiglia di Sergio Arneodo, poeta, folklorista, operatore culturale e strenuo ‘evangelista’ della lingua franco-provenzale in Italia e della cultura particolarissima e antichissima ad essa correlata.

A toun souléi” è stato il loro album più famoso: tra il collaboratori, Fabrizio De André, Franco Mussida, Jahamgir Selimkanov, Gabriel Yacoub e Alan Stivell. Soprattutto, la spina dorsale era costituita da mezzo clan Arneodo, dal figlio Dave (Davide), per gli arrangiamenti, all’indimenticabile voce della figlia Clareto (Clara).

Ebbene, la foto di copertina rappresentava proprio due bambini delle valli alpine di Cuneo in Provenza, i quali tenevano al guinzaglio una marmotta catturata sui loro monti. Animali che, debitamente addestrati, venivano fatti danzare nelle piazze urbane consentendo ai girovaghi e migranti di guadagnarsi la giornata, proprio come la piccola Rosa nella nuova storia di Ughetto.

Sono storie di ieri – o forse no? – che mescolavano mirabilmente realismo magico e cruda realtà, neorealismo e fantasia, le uniche fiabe possibili in quel mondo dei vinti in cui ‘dio non ama i bambini’ e, spesso, per questi ultimi, gli animali – anche quelli più ‘selvaggi’ – diventano gli unici compagni possibili, uniti dal destino di trovarsi storicamente relegati all’ultimo anello della catena alimentare, in un riluttante e ambiguo legame di dipendenza reciproca, perché da esso dipendeva la loro sopravvivenza.

Hansel e Gretel non hanno niente da insegnare, a una bambina delle nostre valli: le streghe, anzi le ‘masche’, lei ha imparato ad affrontarle sin da quando è nata.

Con la danza delle marmotte.

Nel giardino di mio padre ci son tanti bei pini,
nel giardino di mio padre ci son tanti bei pini,
ci son tanti bei pini, amore mio, ci son tanti bei pini.

Ci son quattro ragazze e con me fan cinque,
Ci son quattro ragazze e con me fan cinque,
con me fan cinque, amore mio, con me fan cinque.
..


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