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Gipi a ruota libera su Esquire

Gianni Pacinotti è un essere umano giovane giovane (ah, quando avevo solo 60 anni!) che non ha ancora finito di crescere e di cambiare.
Le sue interviste a seguito del nuovo libro, possono dare l’impressione che da giovanissimo fosse uno stupido che faceva un sacco di stupidaggini (nel caso sarebbe stato semplicemente “normale”). Anche grazie alla sua dote (poter e saper raccontare col fumetto) pare riuscire mettere a fuoco man mano nel tempo la propria personalità, acquisire (e anche perdere) un po’ di saggezza e di equilibrio. Lasciar perdere alcune stupidaggini (e farne di nuove). Imparare qualcosa che avrebbe dovuto (o potuto) imparare molto prima, e disimparare qualcosa che magari era meglio non disimparare. Insomma, è proprio uno come te (ovviamente).
La differenza sta, come sempre, nelle doti specifiche che ciascuno ha a disposizione per esprimersi e per crescere, cioè per adattarsi al cambiamento (personale, fisico, ambientale ecc.).
Non necessariamente si cambia in meglio, questo va ricordato ogni tanto. Però si cambia, poco o tanto. Il Pacinotti è ancora un giovinotto: se il cervello tiene e il corpo non schiatta, potrà anch’egli, come te, cambiare ancora. E se la mano lo sostiene (ma Milton Caniff, disegnò anche negli anni dell’artrite, usando una patata per infilarci matita e penna, visto che la mano non si chiudeva più, come ho raccontato più volte su afNews) scaricherà i suoi cambiamenti in altri fumetti (per il bene suo e il piacere dei suoi lettori). Fumetti che contestualmente forse lo aiuteranno di nuovo a capire e a cambiare ancora.

Fra le tante cose che ha detto (alcune le puoi leggere nell’articolo citato più avanti) è da evidenziare l’aver parlato del non poter avere figli. Fece benissimo, ché la sua cassa di risonanza è diversa da quella di tanti altri e condividere certe faccende è di aiuto a chi ne soffre “in solitaria”.

Tu che sei uno dei 4 lettori di afNews sai bene che non di rado io parlo (fra il resto) dei problemi mentali, dal disagio alla malattia, perché so che per alcuni è una difficoltà enorme, parlarne, e ci si sente soli e “sbagliati”, mentre invece è bene che si sappia: il nostro fantastico cervello è tutto meno che perfettamente funzionante. Come qualunque altra parte del nostro corpo, è soggetto a “difettucci”, avarie, malfunzionamenti e disastri. Parlarne pubblicamente aiuta chi si sente inadeguato a gestire il proprio problema a capire che non è solo, non è “sbagliato” ed è bene farsi aiutare quando si ha bisogno di aiuto, senza mai vergognarsene, perché non c’è proprio nulla di cui vergognarsi.
Chi si dovrebbe vergognare è chi approfitta degli altri, chi li maltratta, chi li ferisce, chi li imbroglia ecc. Non chi ha dei problemi da affrontare e magari non sa dove sbattere la testa.
Va da sé che se ne parlo io è una cosa, se ne parla una persona che ha risonanza mediatica raggiunge molte più persone (spesso persone che, a torto o a ragione, le riconoscono un “plus valore” per cui val la pena ascoltarla), e allora: grazie, gente dello spettacolo, scrittori, fumettisti, musicisti ecc. quando svelate parti di voi che altri terrebbero nascoste per “vergogna”.
E non è una banale questione di “like” sciocchini (ma “carini”) – è una faccenda seria e utile a molti.

Nel settore della “letteratura disegnata”, facci caso, non sono molte le persone che possono avere un effetto mediatico di un certo rilievo (nel bene o nel male). Se sei una persona non fan dei fumetti, se ci pensi su, oggi forse ti vengono in mente solo Zerocalcare e Gipi. Per via della televisione e dei giornali, certo. Oggi son loro, ieri erano altri, domani saranno altre persone ancora. E’ così, non è né giusto né sbagliato, è solo un fatto.

Ovvio che ci sarebbe una gran quantità di persone che potrebbero parlare degli stessi argomenti, condividere sofferenze di vario genere e altrettante “soluzioni” forse. Non è che le persone “famose” siano meglio delle altre. Semplicemente sono (per vari motivi) in posizioni che consentono temporaneamente di avere gran casse di risonanza, che altre persone (magari splendide e decisamente “migliori”, per così dire) non hanno. Amabile lettore di afNews, non sentirti “meno” di un Presidente o di una Rockstar: non sei né più né meno: sei come lui. Sulla stessa barca. Un essere umano su un pianeta che sembra detestarti tanto prova a farti fuori, e un corpo che cerca di suicidarsi ogni due per tre. E, come tutti, anche tu hai bisogno degli altri e puoi essere d’aiuto ad altri.

Tutto ciò detto oggi, as usual, IMVHO.

E ora passiamo a una delle interviste a Gipi di questi giorni. Ci troverai parecchi stimoli su cui riflettere, disquisire e ragionare.

A Lucca Comics & Games 2023 Gipi presenta Stacy, e critica il peso eccessivo che diamo alle parole, e al politicamente corretto, a scapito della realtà…

Leggi il resto su: Lucca Comics 2023: Gipi a ruota libera | Esquire

Senza dimenticare il libro, ovviamente:

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