afNews 26 Ottobre 2023 12:10

“Be kind, Remake!”: la nuova edizione del FFF al DumBo all’insegna del ‘cinema tarocco’ di qualità e della grande Animazione portoghese

Cinema sweded, grande animazione e intelligenza artificiale per una 23esima edizione del Future Film Festival (Bologna, 15-19 novembre / Modena,  24-26 novembre) all’insegna della contaminazione che si terrà a DumBo, area rigenerata trasformata in un distretto creativo alle porte del centro, condiviso da varie realtà sociali e culturali bolognesi.

Anche il tema scelto quest’anno – “Be Kind, Remake” – evidenzia il legame con gli spazi interdisciplinari, sperimentali e collettivi che sono alla radice del festival fin dai suoi esordi: si parla di cinema handcrafted, fatto a mano, nel segno di Michel Gondry. Esattamente quindici anni fa il regista, con il suo capolavoro Be Kind Rewind, ha dato nuova linfa al mondo del cinema “sweded”, in francese suédé: remake di popolari blockbuster realizzati con budget limitati, povertà di mezzi, recitazione e strumenti amatoriali. Il Future Film Festival apre una finestra su questo mondo, ospitando eventi e pellicole che ne riprendono lo spirito anarcoide e immaginifico, figlio del postmodernismo e dell’etica DIY, Do It Yourself.

Trailer:

 

E’ prevista la proiezione di Be Kind Rewind, in lingua originale sottotitolata (come tutte le opere presentate al festival). Inoltre, una sala di DumBO, attrezzata con monitor e strumentazioni varie, sarà dedicata ad accogliere numerosi stand, workshop e proiezioni legati al tema. In particolare, prenderà il via una rassegna con titoli provenienti dal Sweded Film Festival of Palm Beach, la principale manifestazione del settore. Inoltre, saranno presentati i lavori degli studenti del primo, secondo e terzo anno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, guidati dal professore e grande collezionista di opere sweded, Maurizio Finotto, che hanno realizzato interamente una serie di corti ispirati a film noti, utilizzando tante tecniche differenti, dal passo uno agli effetti speciali. In uno spazio dedicato sarà lo stesso pubblico a potersi cimentare nell’arte del cinema handmade: sempre con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti, nasce un laboratorio di dedicato alla creazione da zero – storia compresa – di un cortometraggio personale, interpretato da pupazzi e girato con tecnica a passo uno. Un’esperienza creativa che permette di immergersi nella magia del cinema.

Infine, con la collaborazione di Demetra, ente di formazione di Rete Doc, un gruppo di studenti produrrà vari cortometraggi: il loro obiettivo è quello di simulare l’estetica sweded riproducendola con mezzi digitali, creando un cortocircuito tra DIY ed effetti speciali.

Il cinema sweded, sorta di collage che unisce esperienze diverse, opera su un doppio binario: da un lato lo sguardo retrò e nostalgico, dall’altro la contemporaneità più dirompente, post-post moderna. Questa “cucitura” tra passato e futuro si rende evidente nell’opera scelta dalla manifestazione per rappresentare questa edizione: Winter is coming. Il fotografo e designer Josè A. Hernandez ha scelto di abbracciare – anche provocatoriamente – la rivoluzione innestata dall’intelligenza artificiale, creando un ponte, anzi un mashup tra la creatività umana e gli algoritmi. Un innesto che mette in discussione i concetti di naturale e artificiale, umano e transumano, aprendo la porta a nuove esperienze: il FFF è anche questo.

“Winter is coming” rappresenta gruppi di persone che creano insieme, all’uncinetto, bozzoli colorati per proteggersi dal clima gelido in arrivo. La soluzione ai tempi difficili che si intravedono all’orizzonte è tessere legami, creare relazioni che riscaldano e tengono insieme la comunità.

L’opera fa parte della serie AIdeal world, che utilizza immagini generate dall’intelligenza artificiale per mostrare ciò che non appartiene a questa realtà, ma che secondo l’autore potrebbe e dovrebbe esistere. Nasce così un mondo ideale, che amplia le possibilità della fotografia e gioca con i limiti. Hernandez ha creato queste immagini grazie a Midjourney, andando poi a manipolarle in postproduzione.

I tessitori immaginari di Mr Jose si sovrappongono a quelli reali: ospite del Future Film Festival è Uncinucci, collettivo bolognese che con l’uncinetto fa cultura e controcultura, diritto e rovescio. Creatività, pensiero laterale e ironia, applicati all’esercizio zen e “svuotapensieri” di dare struttura ai fili di lana, fanno miracoli. Oltre ad organizzare workshop aperti al pubblico ogni pomeriggio nei giorni del festival, Uncinucci ha realizzato i gadget di questa edizione: una serie di amigurumi – l’arte giapponese di creare all’uncinetto animali o figure antropomorfe – con soggetto i protagonisti di Be Kind Rewind.

E poi ci sarà il focus sul Portogallorealizzato in collaborazione con Tecnica Mista, collettivo che dà vita a cicli di proiezioni e dibattiti per invitare il pubblico alla scoperta di un campo di sperimentazione ancora largamente sconosciuto – quello dell’animazione. il Focus sul Portogallo è stato scelto in quanto paese europeo più stimolante per quanto riguarda l’animazione contemporanea indipendente. Al festival saranno presenti importanti esponenti di questa corrente del cinema, come Bap Animation Studio, Regina Pessoa, regista e animatrice, e il collettivo Cola Studio.

Sarà inoltre proiettata una selezione di corti in concorso al Monstra Festival di Lisbona tenutosi a marzo 2023.

Il DumBO nuova casa del FFF

Il futuro abita a DumBO: il festival nel 2023 trasloca in questo distretto culturale e sociale di quasi 40mila metri quadrati che ha trovato posto dove sorge il dismesso scalo ferroviario Ravone. Qui convivono e si intrecciano elementi della scena underground bolognese e progettualità promosse dal Comune di Bologna. DumBO è un crogiolo di collettivi multidisciplinari, laboratori artistici e di performance e progetti di musica sperimentale. È la casa di BOOMing Contemporary Art Show, fiera bolognese dell’arte emergente prodotta, come FFF, da Rete Doc, il più grande network cooperativo di professionisti dell’industria culturale e creativa.

Ed è proprio per queste sue caratteristiche che l’area è stata scelta per ospitare il calendario bolognese del FFF, che punta alla contaminazione di linguaggi e forme d’arte e trae nuova linfa dalla contaminazione con altre realtà.

I LUNGOMETRAGGI IN CONCORSO A TFF

 

 

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