afNews 12 Settembre 2023 18:32

“Ma quanti -fascistidimmerda- ci sono ancora in Italia e perché non sono in prigione?”

La domanda brutale è stimolata in rete dalla lettura dei quotidiani e dalla continua scoperta di sempre nuovi episodi (sia di cronaca, sia di politica governativa e non) di “fascismodimmerda“.
Di che si tratta?
Si definiva e tuttora si definisce “fascistadimmerda” chi, in estrema sintesi, con parole e/o azioni e/o comportamenti, manifesta adesione ai principi malati del fascismo storico e/o dei fascismi derivati e travestiti, la cui ideologia è intrisa di violenza, sopraffazione, discriminazione, maschilismo, sessismo, omofobia, antisemitismo, violazione dei diritti umani, antidemocrazia, e rifiuto del valore fondamentale di Libertà-Uguaglianza-Solidarietà e del rispetto della dignità degli altri esseri viventi e del mondo. Etc.
Il fascismodimmerda (scritto proprio così) usa la democrazia per scalarne le istituzioni, intortando gli elettori, allo scopo di insediarvisi per distruggerla man mano fino a sostituirla con una forma di totalitarismo autoritario repressivo.
Il fascismodimmerda usa in modo blasfemo termini come Dio Patria Famiglia et similia per costruire una società disumana (anti empatica) rigidamente controllata.
Il fascismodimmerda, come da tradizione, è “vile e traditore” e si inchina volentieri a Potere e Denaro, è forte coi deboli e debole coi forti.
Ciò detto giusto a scopo didattico, financo un po’ didascalico.

Poi si torna alla domanda iniziale. E alla opportunità di chiamare le cose col proprio nome, senza nascondersi dietro a giochi linguistici di comodo.
Tipici solo gli esempi di fascisti (di varia specie) che quando vengono apostrofati come “fascisti” si offendono, invece di esserne orgogliosi, perché in fondo lo sanno che il fascismo è merda e se ti danno del “fascista” (magari anche “fascistadimmerda”) vuol dire che gli altri pensano che tu sia una bruttissima persona, incapace di vivere degnamente in una società democratica e civile ecc. ecc. ecc. (vedi sopra).
Poi ci sono i casi di chi, di fronte al termine citato, dice “io non sono fascista, sono di destra!” (in alcuni di questi casi si è sentito cantare un gallo per tre volte), dimenticando che il fascismo non è di destra: è di merda, per cui non è possibile in una democrazia (in particolare nella Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza al nazifascismo) essere contemporaneamente di destra e fascista (o di sinistra e fascista, o di centro e fascista… ci siamo capiti: fascismo e democrazia sono antitetici). Comportamenti vili che si giustificano, di solito, con la paura di autoaccusarsi del reato di apologia del fascismo (o di ancora peggiori reati penali).

Purtroppo l’attuale recrudescenza, associata a un relativo senso di impunità (che diventa assoluto nel caso dei politici, e ciò andrebbe invece sanzionato severamente), del “fascismodimmerda” italiano (forse legato al fatto che l’attuale Governo sembra averne un tot dentro di quei fascistidimmerda di cui si parlava?) non lo si può allegramente lasciar correre come se fosse uno dei bei simpatici disegni del geniale Benito Jacovitti che rallegrano il lettore.

Qui la faccenda è molto più seria e non fa ridere, semmai fa pena e deve essere contrastata seriamente e costantemente fino alla risoluzione dell’enorme problema che l’Italia ancora ha col suo dannatissimo passato fascista (giacché, a quanto pare, così passato non è).

Eia Eia Baccalà! Benito Jacovitti e il fascismo e tutto il resto

 


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