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Rilancio: Tintin anti nazista durante il nazismo e altre Storie

Ancora un rilancio estivo, sempre dal Volume 1 di afNews.info. Qui si trattano, attraverso il fumetto, temi serissimi e tragici, come la Seconda Guerra Mondiale e la mostruosità del nazifascismo…


Tintin anti nazista durante il nazismo e altre Storie

22 Maggio 2015 18:30  

Una fra le tante particolarità delle Avventure di Tintin è l’utilizzo di paesi fittizi, ma verosimili, creati ex novo da Hergé, a fini narrativi.
L’accoppiata Syldavia e Borduria, due piccoli stati dell’Europa orientale inventati appositamente per l’avventura Lo Scettro di Ottokar, è probabilmente quella di maggior successo, tant’è che, ancora oggi, ne trovate abbondanti e dettagliate menzioni in rete. Hergé ne fa teatro di diverse storie e le carica di un realismo accentuato. Non è per niente una semplice ambientazione folcloristica: questi Stati sono vere “metafore” geopolitiche che hanno illustrato, in diretta, due periodi cruciali del ventesimo secolo.

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Syldavia e Borduria entrano, come dicevo, nel mondo di Tintin con l’albo Lo scettro di Ottokar (storia pubblicata prima a puntate, dal 1938 al 1939). Proprio nel 1938, un grande e drammatico evento è appena avvenuto: l’Anschluss, l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista, culmine logico e prevedibile di un processo avviato nel 1933, durante la presa del potere da parte dei nazionalsocialisti in Germania, seguita dalla creazione di uno stato totalitario. Nel luglio 1934, i nazisti promuovono in Austria un colpo di stato che fallisce, ma nel corso del quale viene ucciso il cancelliere austriaco, Dollfuss (capo di un governo autoritario di matrice fascista, filo italiano, e contrario all’annessione alla Germania, perorata, invece e ovviamente, dai nazisti austriaci).

Estratto da Quick et Flupke - (c) Hergé-Moulinsart
Estratto da Quick et Flupke – (c) Hergé-Moulinsart

Intanto, la Germania aveva iniziato a ricostruire il suo esercito e a rimilitarizzare la Renania. Nel mese di novembre 1936, si crea l’asse Roma-Berlino e l’Austria non può più contare sull’appoggio del governo fascista italiano. A metà febbraio 1938, Schussnigg, successore di Dollfuss, riceve un ultimatum dalla Germania, che gli impone di amnistiare e liberare tutti i prigionieri nazisti e nominare il nazista Seyss-Inquart Ministro degli Interni. Per tutta risposta, il cancelliere indice un referendum sull’indipendenza austriaca per contrastare le rivendicazioni territoriali di Hitler, ma, a seguito delle pressioni di Goering, Schussnigg deve dimettersi il 10 marzo, il referendum viene annullato e Seyss-Inquart prende il controllo del paese.

Estratto da Quick et Flupke - (c) Hergé-Moulinsart
Estratto da Quick et Flupke – (c) Hergé-Moulinsart

A quel punto, il destino dell’Austria è segnato: Seyss-Inquart chiede aiuto dalla Germania per “ristabilire la pace e l’ordine ed evitare un bagno di sangue” e le truppe tedesche invadono il paese senza trovare resistenza, l’11 marzo 1938. Due giorni dopo c’è la formale annessione (Anschluss) alla Germania: l’Austria diventa una provincia del Reich.

"Bundesarchiv Bild 146-1985-083-10, Anschluss Österreich, Wien" di Bundesarchiv, Bild 146-1985-083-10 / CC-BY-SA. Con licenza CC BY-SA 3.0 de tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bundesarchiv_Bild_146-1985-083-10,_Anschluss_%C3%96sterreich,_Wien.jpg#/media/File:Bundesarchiv_Bild_146-1985-083-10,_Anschluss_%C3%96sterreich,_Wien.jpg
“Bundesarchiv Bild 146-1985-083-10, Anschluss Österreich, Wien” di Bundesarchiv, Bild 146-1985-083-10 / CC-BY-SA. Wikimedia Commons

Nei mesi successivi, la Cecoslovacchia si sta disfacendo, l’Albania viene annessa l’Italia e, infine, la Germania nazista invade brutalmente la Polonia. Nulla e nessuno eviterà l’inizio delle ostilità, il 3 settembre 1939. Parte la grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Testimone in diretta, come tutti in quegli anni, di questi eventi, Hergé racconta la storia di un Anschluss fallito ne Lo scettro di Ottokar. La pubblicazione della storia inizia il 4 agosto 1938, quando l’evento reale è ancora fresco nella memoria di tutti.


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Si può collegare la Syldavia a tre paesi reali dei quali, in modi diversi, è la sintesi. Nel racconto c’è la presenza di una “quinta colonna” che infiltra e destabilizza il paese, rubando lo scettro (simbolo del potere regale, senza il quale il Re non può esercitare il governo), e si rivela una losca trama finalizzata a una successiva invasione: fatti che, come detto, ricordano il triste caso dell’Austria.
Ma ci sono anche collegamenti con la Polonia, di cui Hergé, come altri all’epoca, presagiva forse il destino: paesi legati da conflitti secolari, Polonia e Germania, così come Syldavia e Borduria. E ancora, il confine tra Syldavia e Borduria, stando al tragitto del volo di Tintin, sembra proprio essere quello con la Germania e la Cecoslovacchia. Per non parlare delle somiglianze tra le lingue e l’architettura. Infine, alcuni elementi slavi, la geografia e la storia, avvicinano la Syldavia (il cui nome è la sintesi intenzionale di Transilvania e Moldavia) alla Romania: in effetti, questo paese era una monarchia, nel periodo tra le due guerre, e aveva un partito fascista chiamato “La Guardia di Ferro”, molto simile a “La Guardia d’Acciaio” Syldava.

La Syldavia secondo Dodo Nita. (GEO HORS-SÉRIE 2015 Sophie Pauchet)
La Syldavia secondo Dodo Nita. (GEO HORS-SÉRIE 2015 Sophie Pauchet)

Per quanto riguarda la Borduria, questa ha diverse similitudini con la Germania. Ha invaso la Syldavia diverse volte in passato, come la Germania ha ripetutamente invaso la Polonia. Inoltre, il nome del leader del partito syldavo pro-borduria, “La Guardia d’Acciaio”, è rivelatore: Müsstler – è la più che evidente (e dichiaratamente intenzionale) combinazione dei cognomi Mussolini e Hitler. E ancora, l’uniforme del colonnello Boris evoca intenzionalmente l’uniforme delle SS (facile è fare il confronto con le foto di Himmler). Nella prima versione (quella del 1938, pubblicata su Le Petit Vingtième) gli indizi sono molteplici e chiari, compreso l’uso dell’esclamazione ripetuta “Amaih!” che deriva, sì, dal dialetto brussellese (usato a piene mani da Hergé nella creazione di lingue, nomi e località fittizie, creando divertenti inside jokes per pochi), ma il cui effetto è esattamente quello dello “Heil” hitleriano.

"Bundesarchiv Bild 101I-662-6659-37, Flugzeug Messerschmitt Me 109" di Bundesarchiv, Bild 101I-662-6659-37 / Hebenstreit / CC-BY-SA. Con licenza CC BY-SA 3.0 de tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bundesarchiv_Bild_101I-662-6659-37,_Flugzeug_Messerschmitt_Me_109.jpg#/media/File:Bundesarchiv_Bild_101I-662-6659-37,_Flugzeug_Messerschmitt_Me_109.jpg
“Bundesarchiv Bild 101I-662-6659-37, Flugzeug Messerschmitt Me 109” di Bundesarchiv, CC-BY-SA. Wikimedia Commons

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Cito ancora gli aerei borduri, che ricordano il famoso caccia Messerschmit BF-109 (del 1935, entrato in servizio nel 1937), portano un logo geometrico sulla coda che fa il verso alla svastica, e, nella versione in bianco e nero del racconto (in quella a colori non c’è più), si poteva anche notare il marchio di fabbrica della Heinkel, industria bellica tedesca.

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Bozza, scartata, di vignetta della sequenza conclusiva de Lo Scettro di Ottokar, in cui Tintin viene decorato dal Re Muskar XII per aver fatto fallire il complotto Borduro e impediot la conseguente annessione della Syldavia.

E’ più che evidente che tutto ciò non è casuale. Si tratta di indizi inseriti intenzionalmente da Hergé per indicare ai suoi giovani lettori il  bersaglio di questa avventura di Tintin: denunciare l’Anschluss prendendo una posizione netta contro la Germania nazista.


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E non è stata l’unica volta, in quegli anni, in cui Hergé ha preso posizione contro Hitler, proprio mentre gli eventi accadevano (e non, quindi, comodamente e senza rischi a posteriori), coi suoi disegni, con vignette, strisce e nelle storie umoristiche di Quick e Flupke, come anche iconograficamente documentato nei monumentali 7 volumi della serie Hergé: Chronologie d’une oeuvre.

Dopo questo episodio, ritroviamo il duo Syldavia – Borduria nell’albo L’Affare Girasole, racconto pubblicato prima a puntate dal 1954 al 1956.

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Il mondo è cambiato dopo vent’anni: la guerra fredda è in pieno svolgimento da quasi dieci anni. Nel 1946, l’Unione Sovietica, sotto il regime totalitario di Stalin, si assicura il controllo sull’Europa orientale con l’imposizione di regimi comunisti, anche con la forza, come nel caso del colpo di stato di Praga del 1948. Nel 1949, il blocco di Berlino, la spartizione della Germania e la creazione della NATO, aggravano le già alte tensioni. Nel 1950, con lo scoppio della guerra di Corea, ecco il primo confronto diretto tra i due blocchi, che dura fino al 1953. La tensione è alta in entrambi i blocchi. Negli Stati Uniti è il momento drammatico del maccartismo e dell’indiscriminata caccia alle streghe contro i comunisti, veri o presunti. In URSS, Stalin muore nel 1953; solo nel 1956 Krusciov inizia la “destalinizzazione”. Nel 1955, i membri del blocco sovietico stipulano il Patto di Varsavia. L’anno seguente, le truppe sovietiche schiacciano brutalmente il movimento di liberalizzazione avviato in Ungheria. Accanto a questi eventi, la corsa agli armamenti diventa febbrile; si cerca di mantenere una sorta di “equilibrio del terrore”. Nell’agosto del 1949 esplode la prima bomba atomica sovietica. In risposta, il presidente americano Truman annuncia la sua decisione di costruire una bomba “H”, all’idrogeno, fino a 1000 volte più potente. Nel 1952, ci sono i primi test degli Stati Uniti. I sovietici fanno esplodere la loro la prima vera bomba all’idrogeno nel mese di agosto 1953.

"Castle Romeo" di United States Department of Energy - This image is available from the National Nuclear Security Administration Nevada Site Office Photo Library under number XX-33.This tag does not indicate the copyright status of the attached work. A normal copyright tag is still required.. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Castle_Romeo.jpg#/media/File:Castle_Romeo.jpg
“Castle Romeo” di United States Department of Energy – Bikini, 1954. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons

L’anno successivo gli americani fanno lo stesso, la loro bomba, però, è ancora più potente. In sostanza, si cerca con tutti i mezzi di non essere superati dal nemico, costi quel che costi. In questo contesto, l’attività di spionaggio è frenetica. Rapidamente la tensione diventa altissima e il minimo incidente avrebbe potuto dar fuoco alle polveri di una disastrosa guerra nucleare

Ancora una volta, Hergé è [non più ingenuo e inconsapevole come agli inizi]  testimone del suo tempo e cerca di metterlo in scena nel suo lavoro, a beneficio dei suoi giovani lettori.
La coppia Syldavia – Borduria può facilmente essere vista ora come una metafora del confronto tra i due blocchi, così come aveva rappresentato in precedenza il conflitto tra le democrazie occidentali e la Germania di Hitler.

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Il testo, vero, su cui si è basato Hergé per l’l’invenzione del professor Girasole. Nella versione dell’albo questa copertina è stata riproposta identica, ma senza la svastica nazista.
Lo stesso volume usato per L'Affare Girasole, con copertina odierna.
Lo stesso volume usato per L’Affare Girasole, con copertina odierna.

Ne L’Affare Girasole, le vecchie Syldavia e Borduria sono cambiate: ora competono in uno scenario di guerra fredda e nella corsa agli armamenti. I due paesi stanno cercando di impossessarsi della nuova arma inventata dal professor Girasole e mandano delle spie a Moulinsart (dove Girasole risiede insieme all’amico Haddock), faccenda che ricorda proprio il comportamento delle due grandi potenze reali all’epoca.

E ancora, gli incidenti di frontiera, come la deviazione dell’aereo che trasporta Girasole, evocano chiaramente la guerra fredda, in particolare la tensione tra le due Germanie. In questo album, Tintin visita la Borduria, cosa che ci permette di studiarne con maggiore precisione le caratteristiche (così come fu per la Syldavia con Lo Scettro di Ottokar). Possiamo ragionevolmente posizionare il paese nel blocco comunista, per diversi motivi. In primo luogo, il culto della personalità del presidente Plekszy-Gladz (sì, suona come plexiglass: è intenzionale) e la presenza inquietante e continua di sue statue e di baffi come i suoi, evocano il culto della personalità di Stalin. Inoltre, gli “interpreti-guide” che accompagnano (forzatamente) Tintin e Haddock senza lasciarli un attimo, l’ironia sulle armi di qualità discutibile e l’architettura  in stile socialismo-reale, collocano chiaramente la Borduria tra i paesi dell’Est. Per contro, si può facilmente supporre che la Syldavia interpreti il ruolo di alleato occidentale.

Riassumendo, Borduria e Syldavia essendo rispettivamente stati-metafore del regimi orientali e occidentali, vengono posti da Hergé l’uno contro l’altro in uno scenario ispirato direttamente alla guerra fredda in atto proprio in quel periodo. Tuttavia Hergé non manca di far notare nel suo racconto che i comportamenti di tutti e due gli stati sono, in sostanza, equivalenti nelle loro aspirazioni guerrafondaie, sempre a caccia di nuove armi con cui prevalere sul “nemico” storico. Per vedere una Syldavia non ossessionata dalla corsa agli armamenti, si deve leggere l’avventura in due albi dedicata alla Luna (avventura pubblicata dal 1950 al 1953). Ma anche questa, a ben vedere, rispecchia solo una diversa fase della “competizione” tra USA e Unione Sovietica, quella della supremazia nel campo delle conquiste scientifiche e dello Spazio.

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Mi si perdoni l’estrema sintesi (molto altro ci sarebbe da dire), ma volevo che questo breve articolo uscisse oggi, perché è l’anniversario della nascita di Hergé. E’ un’occasione per far notare che queste storie, così elaborate e ricche di contenuti, erano rivolte a un pubblico di giovani lettori, cui veniva raccontata la realtà contemporanea con un linguaggio per loro pienamente comprensibile (oltre che con abbondanza di riferimenti adulti, colti dai loro genitori e da loro stessi più avanti negli anni) e, inoltre, mostrano il pensiero di Hergé, espresso attraverso la sua opera, sul nazismo, negli anni del nazismo.

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Per sapere altro di aggiornato sulla Syldavia, si può consultare il sito del Console Onorario di Syldavia in Italia: 

Consul Honoraire du Royaume de Syldavie en Taurinie

Copyright Hergé-Tintinimaginatio per le immagini di competenza.


Poiché certi argomenti riguardo Tintin e Hergé sono ancora considerati delicati (ancora circolano, manco fossero i Protocolli dei Savi di Sion – famosa quanto tragica bufala antiebraica, affermazioni su Hergé legate a un pamphlet storicamente screditato scritto da  un nazista belga allo scopo di fare credere di essere stato l’ispiratore del personaggio Tintin – di solito queste affermazioni, provatamente false, vengono riportate o da nazifascisti, o da estremisti di sinistra, sia pure per motivi opposti), mi permetto, sulla base delle decine di anni dedicati allo studio di Tintin e di Hergé, di consigliare la lettura della documentazione facilmente reperibile indicata in questo volume che propongo in coda, in modo da verificare personalmente le affermazioni di chiunque almeno sulla base di documenti non di parte, elaborati, negli ultimi decenni, sulla base di interviste (sia a Hergé sia a testimoni dell’epoca) e di documentazione la più varia raccolta dopo la morte di Hergé e resa disponibile ai ricercatori:

Se non avete voglia di leggere, ma solo di far due chiacchiere (o di litigare) su questi temi, non parlatene con me. Punto.
Non ho più l’età né la voglia di dar retta a troppe inutili fesserie: ho da vivere quel che mi resta da vivere e le fesserie con cui divertirmi preferisco scegliermele da solo. Chiedete direttamente ai massimi esperti e studiosi, come Benoit Peeters, Philippe Goddin ecc. Non sono di parte e sono stati accurati e severissimi nelle loro ricerche. Che, peraltro, ancora procedono…

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