afNews 12 Giugno 2023 07:58

Tintin nel Regno del Pellicano nero, dalla Ruritania alla Romania passando per…

Il Console Onorario del Regno di Syldavia in Taurinia (Italia) è lieto di segnalarti il saggio di Dodo Niță, Tintin en Roumanie. Questo lavoro offre una visione abbastanza precisa della supposta collocazione geografica della Syldavia (location dell’avventura di Tintin Lo Scettro di Ottokar) secondo Dodo Niță, un fumettologo romeno che lavora a questo argomento da anni. Ovviamente i tintinofili della Romania ne sono assai lieti (tutti vorrebbero essere Syldavi…). Tuttavia, Hergé non ha mai detto che la Syldavia corrispondesse esattamente a uno Stato specifico.
Sappiamo che fece un intenzionale gran calderone mescolando cose dall’Europa orientale ai Balcani e altro ancora, dall’Austria all’Albania, partendo culturalmente, in fondo, dalla Ruritania, nazione di fantasia (che rappresenta la tipica monarchia da fiaba, molto folkloristica), per mostrare uno stato altrettanto di fantasia. E quello stato era bene che non fosse riconoscibile e apertamente individuabile, ma che potesse essere associato con intelligenza, dai giovani lettori di Tintin, a quelli coinvolti nella realtà drammatica (e poi tragica) dell’Europa in quegli anni 30/40, attraverso un racconto avventuroso in cui il ruolo dei complottisti/annessori/invasori Borduri (confinanti e storici nemici della Syldavia) poteva essere, a turno, di competenza della Germania nazista e dell’Italia fascista, a seconda delle notizie che apparivano sui quotidiani del Belgio in quei giorni…
Una volta trasportata la realtà contemporanea nel mondo della fantasia e della narrativa letteraria con Tintin, il messaggio è diventato assoluto e generale: uno stato pacifico viene messo a rischio da un invasore guerrafondaio, imperialista, autoritario, fascista in senso lato (non storico cioè, ma un modo di vivere e di pensare dai contenuti violenti, discriminatori, antidemocratici e di sopraffazione: il cosiddetto “fascismodimmerda“, concetto facilmente applicabile a dittature di destra, di sinistra, di centro, di sopra e di sotto, e che comprende in un unicum disgustoso fascismo, nazismo, stalinismo, franchismo et similia – l’elenco purtroppo è lungo).

La storia di Tintin, insomma, pur se ispirata dalla Storia (che allora però era ancora solo cronaca contemporanea), funziona quindi anche oggi, trasformata com’è in un messaggio atemporale proprio dalla narrazione fumettistica.


Il saggio di Dodo Niță, Tintin en Roumanie, lo puoi ordinare inviando una richiesta all’indirizzo: bdargonaut@yahoo.com – il prezzo è di soli 7 euro più la spedizione. E’ in francese.


Ma ecco cosa si scrive in Romania del libro di Dodo Niță, Tintin en Roumanie:

… Lo scettro di Ottokar è rimasto un fumetto controverso fino ai giorni nostri per il semplice fatto che la Sildavia, secondo Hergé, si sarebbe trovata, vagamente, nei Balcani. Molte speculazioni hanno cercato l’identificazione di un possibile paese reale che avesse ispirato il fumettista belga. Alcuni sostenevano l’idea che la Sildavia non avrebbe avuto nessun corrispondente con nessun paese del sud-est europeo, ma sarebbe stata solo una semplice invenzione di Hergé; naturalmente, questa teoria non aveva molti aderenti. Restava però il sospetto che il creatore di Tintin si fosse ispirato a un paese balcanico quando creò la Sildavia accanto, per estensione, alla vicina Borduria…

Leggi il resto su: Tintin în regatul Pelicanului Negru – in italiano approssimativo: https://www-contributors-ro.translate.goog/tintin-in-regatul-pelicanului-negru/

Ecco cosa si è scritto nella francofonia:

… Dodo Niță è uno dei più eminenti specialisti di fumetti in Romania, autore di numerosi saggi ed enciclopedie sulla nona arte, tra cui una “Storia dei fumetti rumeni”. Scoprendo i fumetti franco-belgi in uno di quei “lettorati francesi” creati nelle università dopo la visita di De Gaulle a Ceaușescu nel maggio 1968 (studiava economia), scoprì “Tintin e lo scettro di Ottokar”, in particolare questo paese immaginario che è la Syldavia, si disse che era ovvio: sono proprio i rumeni di cui si parla in Tintin!…
È ovvio, conclude con umiltà Dodo Niță, che la Romania non è l’unica fonte di riferimento per l’albo. Così, il palazzo reale si ispira a quello di Bruxelles. Nella prima edizione le divise sono quelle delle guardie di Buckingham Palace a Londra. Ma è chiaro che l’influenza principale del magnifico paese di carta creato da Hergé rimane questo grande paese incuneato tra i Carpazi e il Mar Nero…

Leggi il resto su: https://www.actuabd.com/La-Syldavie-de-Tintin-est-elle-roumaine – in italiano approssimativo: https://www-actuabd-com.translate.goog/La-Syldavie-de-Tintin-est-elle-roumaine

Ecco altre posizioni, sempre nella francofonia:

… In verità, se Hergé si è ispirato alla geografia fisica della Romania per immaginare quella della Syldavia, si ispirò agli avvenimenti dell’Austria per concepire il tentativo di annessione di cui quest’ultima fu vittima, e dotò i Sildavi di un idioma che non somigliava né al rumeno né al tedesco. La Syldavia è una creazione composita. Ovviamente non è la Romania e la Borduria non è l’URSS. E fu l’Anschluss (e, prima ancora, il fallito colpo di stato del luglio 1934 in Austria) a ispirare Hergé “Lo scettro di Ottokar”…

Leggi il resto su: http://bdzoom.com/85569/patrimoine/tintin-en-roumanie/  – in italiano approssimativo: https://bdzoom-com.translate.goog/85569/patrimoine/tintin-en-roumanie/


Le mappe proposte da Dodo: 

Le ricerche di Dodo in alcune delle sue varie versioni: 


 


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