Tanti anni fa, quando si parlava piuttosto schiettamente, tirar fuori robaccia del genere avrebbe suscitato come risposta termini come “fascismodimmerda” (sì, tutto attaccato e con due emme). Sarebbe suonato davvero strano, in una nazione la cui Repubblica democratica e la relativa Costituzione (sì, la nostra) sono nate dalla Resistenza al nazi-fascismo, dire certe robe.
Ma viviamo tempi di drammatica decadenza, in certi ambiti, e pure chi se ne vergognava fino a poche decine di anni fa, ora non riesce più a trattenere le infami nefandezze legate al vergognoso e tragico passato della Storia Italiana, che evidentemente sono state conservate e covate a lungo (e non digerite e superate, come si sarebbe dovuto fare), fino a incancrenirsi.
Tant’è. Valga come monito a chi dice che l’antifascismo non serve più (e magari sono le stesse persone che dicevano che il femminismo non serve più, che il sindacato non serve più ecc. ecc. ecc.).
La Democrazia va sempre presidiata, attivamente, e saggezza vuole che non si dia mai nulla per scontato e acquisito per sempre. Le infiltrazioni subdole ancora sono sempre dietro l’angolo, travestite col vestito buono e parole addomesticate. Fortunatamente ogni tanto scappano anche le parole vere…
Sostituzione etnica. A parte l’idiozia di fondo, ma di quale etnia stiamo parlando? La Nazione Italiana è naturalmente composta, da secoli, da una pletora di “etnie”, se proprio vogliamo camminare su questo scivoloso sentiero, e proprio in questa continua mescolanza di esperienze umane sta la nostra forza creativa. Cos’hanno in comune l’etnia trentina e quella calabrese? Cosa, quella valdostana e quella pugliese? Posto che esistano le etnie regionali, ovviamente. Esiste una “etnia italiana” che potrebbe rischiare (se pure ciò avesse un qualche senso razionale, nella nostra fattispecie) una “sostituzione”? “Ma mi faccia il piacere!”
Grazie al prezioso blog Corrierino-Giornalino (che come al solito ti consiglio di visitare) puoi ammirare la diversità italica, com’era rappresentata qualche decennio fa da Dino Battaglia: https://corrierino-giornalino.blogspot.com/2014/11/i-costumi-delle-regioni-italiane.html
Sostituzione etnica… Va da sé che discorsi del genere sono semplicemente e inequivocabilmente razzisti. Razzismo. Una vergogna antiscientifica di cui l’Italia ha fatto professione con stupido e deleterio orgoglio, durante il periodo del fascismo storico. Una (infame) Vergogna Italiana, purtroppo. E nemmeno l’unica, ahinoi. E invece di ammetterla come tale, e quindi elaborarla e superarla definitivamente, dobbiamo ancora subire l’onta del ritorno? Inaccettabile. Anche questo è inaccettabile. La lista si allunga. E i presidi democratici sono sempre più un obbligo morale.
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