17 Luglio 2022 16:22

Diplomi CSC 2022. La felicità di diplomarsi con un cortometraggio d’animazione.

Venerdì otto luglio nel Cinema Massimo di Torino si è svolta la cerimonia di diploma degli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia sezione animazione.

Una celebrazione preceduta dal successo enorme ottenuto dai cortometraggi nei vari festival, un successo che ha portato ben tre di questi a essere selezionati dal Festival di Annecy nella categoria dei Corti di fine studio. Un riconoscimento alla qualità che non ha precedenti nella storia della scuola. Anche per questo l’atmosfera della sala era ancora più frizzante e gioiosa dell’usuale.

Prima di iniziare veniamo informati di un’altra novità. Questi sono i primi diplomi della scuola ad essere anche equipollenti, una cosa che sicuramente migliorerà la vita a tutti gli allievi.

Ad aprire la cerimonia ci ha pensato Monica Cipriani, direttrice del CSC di Roma da sempre appassionata della bravura della sezione torinese. Dedica i suoi ringraziamenti ai professori e direttori di Torino, che con la loro abilità le permettono di gestire la sede a distanza.

Dopo i complimenti e gli auguri il microfono è tornato a Chiara Magri per leggere il messaggio di auguri mandato dall’assessore alla cultura Vittoria Poggio. La regione continuerà a sostenere il settore e plaude il coraggio degli studenti, che hanno continuato a studiare durante un periodo di pandemia che ha bloccato molte produzioni e reso ancora più difficile realizzare tutto.

La parola passa all’assessore alla cultura Rosanna Purchia, venuta in rappresentanza del sindaco, fa un bel discorso su quanto i diplomati del CSC siano una risorsa e un vanto per la città. La loro abilità gli permette di diventare professionisti capaci, importanti per la cinematografia. Per questo spera che possano restare a Torino e aiutino il cinema nazionale.

Arriva il turno di passare il microfono a Nicola Scarlatelli della Camera di commercio di Torino. Venuto anche quest’anno a portare i saluti e assicurare che la Camera di commercio indirizza le risorse per lo sviluppo del territorio verso istituzioni che fanno progredire la città. La sua felicità nel fare i complimenti ai diplomati è sincera, racconta del sua amore per il cinema d’animazione iniziato quando era un bambino e di come lui, come artigiano, senta la vicinanza tra il suo mestiere e quello di un animatore, entrambi legati all’ingegno e alla manualità. Racconta di come l’animazione possa essere utile alle aziende in tanti aspetti, fra questi quello della realizzazione di filmati esplicativi sia per la formazione del personale che per far conoscere le aziende.

Anche quest’anno la Camera di Commercio offre borse di studio e chiama i vincitori delle stesse a mostrarsi al pubblico in sala. Il loro è un mestiere che fa bene alla società.

Si continua con un video messaggio mandato dal presidente di ASIFA Italia Marino Guarnieri, che dalla sua meravigliosa biblioteca fa i complimenti ai diplomati.

La parola passa a Anne-Sophie Vanhollebeke, presidente di Cartoon Italia. Lei ha già visto i cortometraggi quando hanno partecipato ad alcuni festival d’Europa. Sia come presidente di Cartoon Italia che come produttrice dello studio Campedelli assicura che gli studi sono sempre molto soddisfatti del livello di competenze dei diplomati del CSC. L’unico suo rimpianto è che sono pochi. Per soddisfare la domanda che hanno gli studi dovrebbero esserci molti più diplomati ogni anno, per questo gli studi finiscono con il contendersi i diplomati.

Assicura ai giovani che il loro settore sta per ricevere un grande sviluppo, infatti da quest’anno è in vigore una legge che impone ai vari canali di streaming internazionali di investire il 20% nelle produzioni locali e di questo beneficerà senza dubbio anche l’animazione con la realizzazione di nuovi contenuti indirizzati ai pubblici di varie età.

A quel punto era finalmente arrivato il momento di parlare direttamente dei cortometraggi. Di questi si è già parlato diffusamente in questo  precedente articolo di afNews, quindi qui ci limiteremo a dare un minimo di storia e riportare le dichiarazioni degli autori.

Si è iniziato con “Raices”, di Maddalena Brozzi, Laura Cagnoni e Sara Moschini. Il cortometraggi è stato tra i tre selezionati da Annecy nella sezione corti di fine studio e racconta un storia sull’elaborazione di un lutto con poesia e sensibilità, guardando le cose e le piante appartenute alla persona scomparsa che ancora ne conservano il ricordo.

Le autrici sono felici che tanta gente sia venuta alla cerimonia nonostante fosse l’otto luglio e facesse caldo. Il corto non è solo la necessità di raccontare un tipo di dolore che non conosceva, ma un modo di elaborarlo. Le amiche e compagne di corso hanno capito quanto questo fosse importante per lei e sono state subito prese alla pancia dalla storia. Per poterla raccontare bene hanno passato tanto tempo a fare la ricerca grafica per trovare lo stile che esprimesse al meglio le sensazioni che volevano rendere. Un lavoro difficile, ma che le ha divertite e che rifarebbero subito.

Il secondo cortometraggio è stato “Fly Hight” di Giuseppina Fais, Lorenzo Pappa Monteforte, Kevin Rosso e Yagiz Tunceli realizzato in CGI ma adattato per sembrare 2D. La storia racconta delle reazioni in una città dove un viene avvistato un uomo che vola. Tra chi lo reputa un miracolo e chi lo considera un pericolo da distruggere, l’uomo continua a volare indifferente.

Il corto nasce come riflessione sulla fantasia e i sogni dove si può volare e cerca di vedere come reagiremmo in una situazione simili. Il gruppo è soddisfatto del risultato ottenuto e della qualità del corto e ringrazia Amos Cappuccio, autore della colonna sonora, che con la sua musica ha aggiunto una parte importante.

Il terzo cortometraggio è stato “La mossa del capello” del duo Giuseppe Lo Verso e Andrea Pavone. Il loro discorso è stato esilarante e accompagnato dalle urla entusiaste di amici e compagni di scuola. Fin dall’inizio il loro intento è stato realizzare una storia di genere “All’italiana” inevitabilmente ambientata in Sicilia. Per i personaggi l’ispirazione è venuta sfogliando gli album di famiglia e schizzando subito i propri parenti su carta, inconsapevoli fonti di ispirazioni. La storia racconta di un uomo che torna in Sicilia dopo anni e viene subito coinvolto in un terribile crimine, nel piatto che ha appena ordinato c’è un capello! Un commissario dall’aria implacabile indaga per trovare il colpevole tra cuochi, clienti e una cameriera morta ammazzata.

Il corto è un omaggio al mediterraneo e ai romanzi di Andrea Camilleri, ma è anche un film fatto pensando al tipo di film che gli autori avrebbero voluto vedere. Per realizzarlo hanno fatto animazione in cut out e animazione disegnata tradizionale a passo uno. Ringraziano tutti gli amici e i professori, soprattutto il loro docente Gabriele Barrocu, che li ha spinti a dare il massimo e che è stato un esempio con il suo amore per l’animazione.

Il quarto cortometraggio è stato “Pentola” fatto da Leo Černic. Il cortometraggio è fatto a matite colorate su carta ed è stato tra i tre selezionati da Annecy nella sezione corti di fine studio. L’autore ha fatto il corto da solo, ma all’interno del CSC non si è mai sentito solo. Tutti loro che si stanno diplomando hanno lavorato con una tale unità che gli sembra che tutti abbiano lavorato insieme e che ci sia un po’ di lui in ogni corto. Il cortometraggio racconta di Pentola, un supereroe di mezz’età la cui relazione con la moglie finisce e inizia una nuova relazione con un vecchio amore represso da anni. Ma anche così, è difficile essere felici e cambiare vita dimenticando il passato.

Nel suo cortometraggio ha voluto parlare di un supereroe sfigato. Un concetto questo che gli piace e considera più meritevole da raccontare. Perché è più giusto parlare degli sfigati che di chi vince sempre, magari senza fare alcuna fatica. Ma alla fine, il suo è un film sull’amore.

Il quinto cortometraggio è stato “Vulcano” di Margherita Abbruzzi, Serena Miraglia, Giada Rizzi e Lara Zizzi. Realizzato in animazione2D è una storia mitologica che racconta del dio Vulcano, che rifiutato dagli dei per la sua deformità tenta di farsi riconoscere da questi e impressionare sua madre dimostrando il suo valore tramite la sua intelligenza e grazie all’aiuto del poco serio, ma fedele amico Mercurio.

L’idea di realizzare un racconto mitologico è stata scelta perché la mitologia greca parla di valori universali che possono essere adattati facilmente a ogni situazione. Vulcano è la divinità preferita del gruppo, simbolo della modestia e dell’ingegno. È stato divertente immaginare cosa ci fosse stato prima del suo essere ammesso all’olimpo e tutte le possibili avventure che lui e l’amico Mercurio possono avere avuto insieme nella Grecia antica. È stato difficile da fare, ma si sono divertite e ringraziano i docenti per l’aiuto. Il character design e gli ambienti sono stati molto curati è questo non è soltanto un corto di diploma, ma anche un pilota per una serie animata che vogliono provare a proporre e sperano di poter realizzare.

Il sesto cortometraggio è stato “Grazino e la giraffa” del duo Fabio Orlando e Tommaso Zerbi. Un cortometraggi a animazione 2D ed era tra i tre selezionati da Annecy. Racconta di un uomo dalla vita abitudinaria che compra un nuovo forno a microonde e questo si trasforma in un giraffa. La trasformazione si estende a tutto e porta il protagonista a abbandonare la tranquilla monotonia per l’istinto e la natura selvaggia.

C’è poco da dire su questo cortometraggio tutto da guardare. Infatti i due autori dicono ben poco. Solo che volevano fare un corto con un messaggio ecologista che non fosse pesante e, in più, c’è una giraffa.

Il settimo e ultimo cortometraggio è stato “Superfunny Button” del duo Elena Panetta e Valerio Sorcinelli. Un cortometraggio di animazione 2D con protagonista Marta, una ragazza svampita che non bada al fatto che c’è un attacco alieno e passa le ore annoiandosi fino a quando non scopre un bottone che la trasporta in un mondo di gatti carini che fanno feste continue. Ma lì il divertimento diventa estenuante.

È un cortometraggio che li ha divertiti e sono molto contenti del risultato. L’idea iniziale era di fare un inno alla noia. Ma la storia si è evoluta e hanno potuto metterci un sacco di gattini carini.

Questi sono stati i cortometraggi dei diplomati CSC 2022. Il segno di come la qualità di questa scuola stia crescendo e venga riconosciuta dal resto d’Europa. Auguriamo a questi diplomati di poter lavorare nel campo che loro amano e realizzare tanto cinema di qualità.

Questo articolo è stato inserito da: