220 originali vanno alla Fondazione Fossati

Riceviamo: Tutti matti allo stesso modo, noi, "quelli di Wow"! di Melina Gatto. Erano gli ultimi mesi del 2003, ottobre per la precisione, quando l'Associazione Franco Fossati accolse l'iniziativa del Museo Severo Vaccaro di Buenos Aires di promuovere tra tutti gli artisti argentini che esercitano l'arte del disegno come professionisti, di realizzare una loro opera su un mini cartoncino di 6x6 centimetri. Queste opere sarebbero state poi unite alla collezione di micro originali avviata in vita da Franco Fossati. Questa iniziativa veniva annunciata con entusiasmo su Bombastium, il primo bollettino della "fondazione". Nei due numeri sperimentali si spiegava che quella curiosa testata indicava "la materia di cui sono fatti i sogni". E i disegni sono arrivati numerosi: li vedevamo apparire nel sito del Museo Vaccaro, ogni settimana se ne aggiungevano, fino ad arrivare oggi a oltre 200 pezzi. Si fa presto a dirlo, ma significa oltre duecento autori – alcuni molto noti e altri alle prime armi – tutti hano lasciato un pezzetto dei loro sogni su quei cartoncini. Da allora sono trascorsi quasi cinque anni, e nel frattempo l'Associazione è diventata una Fondazione. Quel sogno accarezzato da Franco e Luigi, che suggestionati da Asimov l'avevano sempre chiamato "la Fondazione", oggi è un fatto concreto. Ma in quei tempi non sognavano da soli, c'eravamo a seguirli anche noi, "quelli di WOW", tutti matti allo stesso modo, costruttori e architetti dell'immaginario, stipatori di migliaia di introvabili pezzi di carta stampata e di originali d'autore. Ci chiamavano, in giro, "quelli di WOW" dal nome della rivista che abbiamo fatto per anni, guidati da un inesauribile Luigi F. Bona. Oggi, alcuni di "quelli", abbiamo intrapreso insieme questa faraonica avventura, questo sforzo estenuante per mantenere viva una maniera diversa di fare e diffondere la cultura, ma sopratutto c'è l'impegno personale di tutti noi per non far svanire nel nulla "la materia di cui sono fatti i sogni". Ho ricevuto, in una serata piena di emozioni, 220 pezzetti di sogni argentini, che sperano di trovarsi prima o poi esposti sulle ancora inesistenti pareti di una struttura museale da lungo attesa. Un ragazzino, studente dei corsi di disegno del Museo Vaccaro, mi ha chiesto di scrivergli su un pezzo di carta la frase che avevo ripetuto più volte mentre raccontavo ai presenti degli aneddoti di quella nostra gioventù piena di spinte e di grinta: "non mollare mai, non abbandonare mai i tuoi sogni". Chissà che un giorno non molto lontano possa essere chiamato da noi, "quelli della Fondazione", sempre tutti matti allo stesso modo, a prestarci le sue opere per una mostra personale tra le pareti del Museo Franco Fossati? Gracias Cesar, Nora, Marcelo y a todos los muchachos del Severo Vaccaro por ser parte de "esa materia de la que estan hechos los sueños"! [Melina Gatto]
Dettagli e immagini sulla consegna degli originali si trovano facendo click qui.

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 28/7/2008
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