Scaringi: Strisce di cinema
Cinema e fumetto “viaggiano” insieme da oltre un secolo, seguendo itinerari paralleli caratterizzati soprattutto dal comune ruolo che vi svolge l’immagine, statica o in movimento. Talvolta s’incontrano, adesso con una frequenza maggiore che nel passato quando questo “contatto” non sempre aveva dato risultati soddisfacenti. Ma oggi, grazie anche al peso crescente degli effetti speciali e del lavoro computerizzato, il cinema sta saccheggiando sempre più massicciamente il mondo delle “nuvolette”, con esiti decisamente migliori. In circolazione sugli schermi italiani ci sono ancora (e con incassi da record) Sin City tratto dalle storie di Frank Miller e l’ennesimo kolossal su Batman, che si sofferma sulle origini del celebre “pipistrello”. In arrivo sono altri due film di indubbio richiamo, uno legato al mondo western di Blueberry e l’altro a quello dei supereroi di Stan Lee, l’ultraottantenne “boss” della Marvel che adesso segue la produzione cinematografica legata agli infiniti personaggi che ha ideato e poi spesso trasportati a Hollywood, a cominciare dal più famoso di tutti, Spiderman. Il primo ad approdare in Italia il prossimo 15 luglio sarà Blueberry, ovviamente un western classico ispirato al personaggio ideato nel 1963 da Jean Michel Charlier e disegnato a lungo da Jean Giraud, meglio noto come Gir o Moebius. Blueberry è uno sceriffo alla prese con un misterioso assassino, ma anche con il suo inquietante passato. Attraverso lo sciamano Rumi, Blueberry entrerà in contatto con la cultura pellerossa del peyote, un fungo allucinogeno che lo trasporterà in un fantasioso viaggio all’interno della sua anima, e ovviamente alla cattura dell’assassino. Diretto da Jan Kouen, Blueberry è interpretato da Vincent Cassel, affiancato da Michael Madsen, Juliette Lewis e in un ruolo marginale ma significativo Ernest Borgnine. Più lineare è invece il film di Tim Story, i Fantastici Quattro, in arrivo in Italia dal 9 settembre. Ne sono interpreti Chris Evans, che sarà la Torcia, Jessica Alba (la Donna Invisibile), Michael Chiklis (la Cosa) e Joan Guffud. Non tutti gli attori conoscevano i fumetti (Evans ha confessato di non averli mai letti, ma a Hollywood è ormai indispensabile fare un’esperienza di questo tipo per essere considerato un attore di successo, mentre Jessica Alba è già apparsa in Sin City), e lo stesso regista ha evitato dichiarazioni trionfalistiche, affermando che forse “molti fans resteranno delusi, dato che i film ispirati ai fumetti sono sempre criticati, per la scelta degli interpreti per il lavoro del regista ma soprattutto perché il film non è riuscito a ricreare sullo schermo le sensazioni evocate dalle tavole disegnate. Ma questo, ha concluso il regista, è quasi impossibile perché il cinema è un mezzo diverso dai fumetti, con un proprio codice linguistico”. Comunque la presenza di Stan Lee come produttore esecutivo avrà senz’altro ridotto queste differenze, avvertibili in quasi tutti i film, anche i più riusciti. Concludiamo con una punta di rammarico: fra tanti film ispirati ai comics mancano quasi totalmente quelli con personaggi italiani. Ci sono stati pochi casi, con risultati nel complesso modesti, da Diabolik a Tex, a Valentina. Gli eroi di carta italiani non hanno certo la popolarità dei loro colleghi stranieri, ma molti hanno un tale spessore culturale e avventuroso (da Julia a Mister No, per non parlare di Corto Maltese, una miniera tutta da esplorare) che meriterebbero di venir trasferiti nel cinema. [Carlo Scaringi]

Print itManda/Send via eMailSabato, 23/7/2005 - Autore: afnews (se non altrimenti indicato)
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