afNews: Tintin

I Gioielli della Castafiore diventano Opera

OperaCastafiore

L’associazione OPERA POUR TOUS festeggerà questa estate i suoi 20 anni di produzione di spettacoli d’opera davanti ai castelli. 
Per l’occasione, d’intesa con la società Moulinsart, presenterà, nel corso di una conferenza stampa che si terrà il 7 aprile al Museo Hergé, la sua prossima produzione:  la commedia lirica Les Bijoux de la Castafiore (ovviamente ispirata all’albo di Tintin, I Gioielli della Castafiore).

Post pubblicato 2 giorni fa alle 16:26, venerdì 27 marzo 2015.
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Tintin in America, razzista? Naturalmente no

TintinAmericaCoverOriginaleArtcurialbSiamo alle solite? Sì. Sull’onda del successo e della relativa pubblicità connessa, è facilissimo trovare qualcuno che attacca un fumetto accusandolo di qualcosa di orribile. Come il razzismo, odioso pregiudizio sicuramente tanto orribile quanto (ancora enormemente) diffuso nella specie umana.
A chi è toccato stavolta? A Tintin. Ah, direte voi lettori accorti e fedeli seguaci delle afNews, sarà di nuovo per Tintin in Congo (1930)… Ma non c’era stata una sentenza definitiva a scagionarlo dall’accusa infamante?
Certo che c’è stata, nel 2012 e, infatti, non si tratta di quell’albo, bensì, udite udite, di Tintin in America (1931).
In America?!
Ma cosa c’è di razzista in quella storia naïf, vi chiederete? Certo non la rappresentazione degli afroamericani, che per giunta venne cambiata radicalmente, per l’edizione a colori del 1946, proprio per eliminare anche solo l’ombra degli stereotipi grafici tanto universalmente diffusi negli anni trenta del secolo scorso (anche) in Europa (e in Italia anche oggi, come vediamo purtroppo quasi ogni giorno). E allora?
Allora qui si tratta dei nativi americani (coloro che è politicamente assai scorretto chiamare “pellerossa”, nel caso vi fosse sfuggito). Tasha Spillet, educatrice delle First Nations, ha ravvisato elementi razzisti nel modo in cui gli Indiani (d’America – ma questa definizione è politically correct?) sono narrativamente rappresentati nell’albo di Tintin.
Al di là del fatto che, come ogni buon esperto di Tintin sa, Hergé e i suoi amici scout avevano una sorta di adorazione per i nativi americani, di cui apprezzavano in particolare il rapporto con la natura, la catena Chapters ha esaminato il caso sollevato a Winnipeg, dove l’albo era stato prudenzialmente ritirato, e ha rapidamente decretato che non c’è proprio nulla che non vada in Tintin in America e che venga pure nuovamente esposto. Così è stato, amen.
In effetti i criteri per togliere un libro dalla Chapters sono questi: che si tratti di pornografia infantile, che si tratti di libri contenenti istruzioni per costruire armi di distruzione di massa, che si tratti di scritti aventi lo scopo di incitare la società all’eliminazione di un gruppo di persone.

Per la cronaca, la sentenza belga che definì una volta per tutte la non colpevolezza di Tintin in Congo (anch’esso modificato drasticamente per la nuova edizione a colori del 1946), chiarì formalmente, per quanto lapalissiano, che si trattava di un libro scritto durante l’epoca coloniale e che non conteneva alcuna evidenza di una volontà da parte dell’autore di incitare all’odio razziale, anzi. E, che piaccia o no a estremisti integralisti et similia carichi di pregiudizi e odio, le cose stanno davvero e semplicemente così.

 

 

Post pubblicato 2 settimane fa alle 18:30, martedì 17 marzo 2015.
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Tintin vale più di Picasso?

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Foto: Galerie Maghen

Lo fa notare Jacques Langlois su ActuaBD (click qui): in vetrina da Christie c’è, per ora invenduto, un disegno a china del 1946 (66 centimetri per 50,5), valutato tra i 500.000 e i 700.000 euro.
Ma non è quello di Hergé che vedete qui sopra, che alla recente asta parigina è rimasto invenduto solo perché al battitore (battitrice, nello specifico), che ha fatto girare i pezzi alla velocità delle luce (tutti i lotti Hergé in un quarto d’ora!), l’offerta di 500.000 non è bastata (la ditta pretendeva un minimo più alto, cioè 650.000).
Perbaccolina, direte voi, hanno schifato mezzo milione di euro per una china di Hergé…
Vabbè, ma tornando al lotto del 1946 in vetrina, citato sopra, quello è firmato da un tal Pablo Picasso, per il quale 500.000, invece, bastano e avanzano.
Impressionante, visto che i due pezzi sono simili per formato, epoca e tecnica. Questo significa che, per Christie, Hergé vale più di Picasso? O che ci si è fatti prendere dall’avidità, stimolati dalle cifre impressionanti ottenute da Hergé in altre aste?
Mah. Fatto sta che l’altro pezzo forte dei lotti firmati Hergé, come vi abbiamo relazionato – quello che vedete qui sotto, ha effettivamente sforato ampiamente le previsioni, piazzandosi per 577.500 euro. Allora, avrà avuto ragione Christie a considerare mezzo milione troppo poco per un Hergé? Lo scopriremo alla prossima occasione.

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Post pubblicato 2 settimane fa alle 11:47, martedì 17 marzo 2015.
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Tintin negli USA con Rizzoli

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Problemi col francese? Niente paura, il volume Tintin – Hergé‘s Masterpiece di Pierre Sterckx, è in Inglese e approderà negli USA grazie a Rizzoli, tradotto da Michael Farr, nel prossimo settembre.

Tintin: Herge’s Masterpiece

Written by Pierre Sterckx, Translated by Michael Farr

  • September 29, 2015
  • Hardcover
  • Comics & Graphic Novels – Anthologies
  • Rizzoli
  • 9-1/4 x 11-1/4
  • $50.00
  • $50.00
  • 978-0-7893-2947-9

About This Book

The definitive monograph on the art of Tintin. Since he first appeared in Hergé’s weekly cartoon strip in Le Petit Vingtième in Paris in 1929, Tintin has become one of the most celebrated characters in the comic world. With more than 200 million copies of the famous twenty-three “albums” sold worldwide, Hergé’s iconic hero has exploded genres and expectations, bringing readers of all ages to his stories for their unique mixture of artistry, history, and adventure.   
Drawing on the archives of the Hergé Museum in Brussels, this book looks at the evolution of Hergé’s artwork, from the simplicity of the early newspaper strips to the sophisticated graphic work of the later books. An avid art collector, Hergé was inspired by Old Masters but infatuated with graphic design and modern art, from the Constructivist work he studied in his youth to the Lichtensteins and Mirós he would travel to see in his maturity.  
Written by the Belgian art critic Pierre Sterckx—and translated by the British expert on Tintin, Michael Farr—this is the definitive book on the art of Tintin. With rarely seen pencil sketches, character drawings, and watercolors alongside original artwork from the finished stories, the book illuminates Tintin’s progress from whimsical caricature to profound icon and reveals Hergé’s parallel development from cartoonist to artist.

About the Author

Pierre Sterckx is a journalist and art critic. He is the author of several books on Tintin and Hergé, as well as monographs on artists from Pablo Picasso to Andy Warhol. Michael Farr is a British journalist and an expert on the Tintin canon. As well as writing several original books on the subject, he has translated many of Hergé’s albums into English.

Post pubblicato 2 settimane fa alle 10:29, martedì 17 marzo 2015.
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Scoop! L’aereo di Tintin vola su Bruxelles! Foto e video

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In effetti ve lo avevamo preannunciato tempo fa, che sarebbe successo qualcosa di particolare all’aeroporto di Bruxelles. Eccolo!
Un aereo della Brussels Airlines (parte del Lufthansa Group e mebro di Star Alliance), un Airbus A320, ha ora in livrea il famoso giovane reporter belga insieme al suo Milou, con un disegno che richiama il sommergibile creato dal professor Girasole nel corso dell’avventura Il Tesoro di Rackham il Rosso (che, a quanto pare, sarà oggetto del prossimo film con Tintin). Non fatichiamo a immaginare che i fan di Tintin faranno carte false pur di poterci volare.
The velivolo è stato battezzato “Rackham” e sulla fusoliera si legge “Vi facciamo volare fino alla casa di Tintin”. Il disegno è stato realizzato da Andre Eisele, che ha dovuto adattare la grafica originale alle forme dell’aereo, e ha richiesto 1.500 ore/uomo di lavoro. La cosa sarebbe molto piaciuta a Hergé, che ha disseminato i suoi albi con un sacco di splendidi velivoli.

“This aircraft is a dream come true. The partnership with Brussels Airlines is a perfect marriage for us. Tintin is all about Belgium, all about Brussels, where he was born, as was Hergé. Tintin is also all about adventure and travelling, and with this plane we bring our two worlds together perfectly. We had many ideas about the design of the aircraft, it could have been the rocket from the album “Destination Moon” for example, but we unanimously chose the submarine, and we’re very happy with the result.” ha detto Nick Rodwell, boss della Moulinsart, la società che, come sapete, gestisce l’opera di Hergé.

“I was personally brought up with the comic albums of Tintin, I learned to read with them. This partnership means a lot to Brussels Airlines. Tintin is a frequent traveler, discovered countries around the world  and met people of different nationalities and cultures during his adventures.  Abroad, we feel like an ambassador of Belgium. In all we do, we build on our Belgitude while emphasizing  on ‘the best of Belgium’; Tintin fits perfectly into this positioning and represents the characteristics that we also want to put forward: being open minded and welcoming.” è quanto affermato da Bernard Gustin, CEO Brussels Airlines.

Dopo l’inaugurazione della mattina c’è stato il primo volo del Rackham, 1 ora e 45 minuti verso Toulouse. Appassionati di aerei e di Tintin possono buttare un occhio su brusselsairlines.com per scoprire dove e quando il Rackham sarà in volo dalle loro parti e sono invitati a condividere i loro scatti con l’hashtag #SNRackham. La livrea speciale Tintin resterà fino al 2019: approfittatene!

E qui un po’ di belle foto dell’evento per voi! Fateci click e gustatevele: scoprirete che anche l’interno del velivolo è fumettato!

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Ecco il sottomarino di Girasole per Tintin

Naturalmente il copyright di tutto quel che riguarda Tintin è Moulinsart, ça va sans dire.

Naturalmente non è la prima volta che succede, nel mondo e anche con la Brussels Airlines, e ci auguriamo ce ne siano molte altre!

Post pubblicato 2 settimane fa alle 17:13, lunedì 16 marzo 2015.
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