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Fuori di Trend

martedì 17 maggio 2011

“Nerbiniana” scientifica – due saggi imperdibili

I bambini e la guerraDopo alcuni titoli apparsi negli anni scorsi, tutti comunque di notevole interesse e in qualche caso segnalati anche da noi, le nuove Edizioni Nerbini tornano a proporsi all’attenzione di storici, collezionisti e appassionati con una nuova collana di saggi: “Nerbiniana. Storia della stampa periodica per l’infanzia e la gioventù”, diretta da Juri Meda. I primi due titoli usciti sono di grande interesse: I bambini e la guerra, di Fabiana Loparco e Da grande farò la santa, di Ilaria Mattioni. La Nerbini si conferma, con questa nuova collana, una casa editrice votata al rigore scientifico: si tratta infatti di saggi opera di “professioniste della Storia”, ovvero studiose di formazione accademica. Lo stesso direttore della collana e ispiratore del nuovo progetto Nerbini, Juri Meda, è Ricercatore presso il Dipartimento di scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Macerata. Il titolo che ci interessa di più è ovviamente il primo, che si occupa del ruolo svolto dal “Corriere dei Piccoli” durante la Prima Guerra Mondiale, come strumento propagandistico: l’autrice, laureata in Scienze Giornalistiche e Multimedialità, prende in esame autori celebri come Antonio Rubino e Attilio Mussino e  personaggi come Italino e Schizzo, interessandosi anche dei precursori e delle tavole pubblicate nell’immediato Dopoguerra. La collana diretta da Juri Meda va seguita con grande attenzione. È necessario infatti che il Fumetto esca dal limbo critico in cui da troppi anni è stato ricacciato, dopo la tutto sommato effimera stagione di studi degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. È opportuno che la Narrativa Grafica non resti a lungo appannaggio esclusivo di entusiasti “esperti” (come il sottoscritto), giornalisti o addirittura fans. I quali, intendiamoci, hanno i loro grandi meriti, ma che non possono supplire al necessario rigore che solo lo studio scientifico può assicurare alla nostra forma d’arte preferita. Unica nota negativa: i volumi sono privi di qualsiasi illustrazione. Per un saggio scientifico questo non è un problema, ma i “semplici” lettori colti, avrebbero trovato giovamento da un pur essenziale repertorio iconografico.
Fabiana Loparco, I bambini e la guerra – Il Corriere dei Piccoli e il primo conflitto mondiale (1915-1918), Nerbini, Firenze, 2011 pagg. 204 Euro 22,00. Ilaria Mattioni, Da grande farò la santa – modelli etici e valori religiosi nella stampa cattolica femminile per l’infanzia e la gioventù (1950-1979), Nerbini, Firenze, 2011 pagg. 240 Euro 22,00.


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giovedì 10 marzo 2011

Notiziario GAF e altre novità

Il GAF Firenze, la storica associazione dei collezionisti, in  occasione della Seconda Mostra Mercato di Scandicci organizzata insieme all’ANAFI, (26 e 27 marzo 2011, al Palazzetto dello Sport), edAlley Oop GAf 15ita una serie di appetibili pubblicazioni. Si tratta di tre albi (nn. 15, 16, 17) della serie «Gli Albi di Exploit Comics», riservati ai Soci, al prezzo di sei euro l’uno, che presentano, per la prima volta in Italia e a colori, le tavole  domenicali del periodo 1940/1942 di Alley Oop, il cavernicolo creato da Vincent T. Hamlin. Gli altri due albi (nn. 18 e 19), che completano la cronologia del suindicato periodo, usciranno il prossimo Maggio in occasione della Mostra ANAFI di Reggio Emilia. Esce inoltre anche il primo dei quattro numeri (il quarantaduesimo), previsti per il 2011, del Notiziario GAF, un imperdibile fascicolo,  anch’esso tutto a colori, riservato ai Soci, che presenta, tra l’altro, la recentissima scoperta di alcune tavole di Topolino disegnate da Guglielmo Guastaveglia per il quotidiano “Il Popolo di Roma”, una completa monografia sui rarissimi e semi-sconosciuti «Albi della Risata» ed una  accurata indagine sui protofumetti: rare testate quali “Il Messaggero della Gioventù”, “Il Messaggero dei Ragazzi”, “Letture per la Gioventù”, per la prima volta “vivisezionate”.
II Mostra mercato del Fumetto di Scandicci, al Palazzetto dello Sport in Via Rialdoli (in pieno centro, a fianco del Municipio, a due passi dalla fermata Resistenza della Tramvia), è aperta al pubblico sabato 26 dalle ore 14,00 alle ore 19,00 e domenica 27 dalle ore 9,00 alle ore 18,00. L’ingresso è libero.


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lunedì 10 gennaio 2011

Scoop! Il primissimo Topolino da un lontano passato

Guasta (a destra) con Bompiani e Fellini (Wikipedia)

Lo sapevamo già da molti anni, ovvero da quando ne dette notizia Italo Pileri su un leggendario supplemento ANAF. Ma in tutto questo tempo, avevamo potuto vedere solo due tavole della leggendaria prima versione italiana dei fumetti di Topolino! Invece adesso il ricercatore e filologo disneyano Massimo Bonura è riuscito, spulciando polverose collezioni, a rintracciare quella che pare essere l’unica serie completa delle tavole scritte e disegnate da Guglielmo Guastaveglia nel 1931 su “Il Popolo di Roma”. Si tratta di sei tavole, sorprendenti per la – relativa – modernità e che non tradiscono lo spirito del primissimo Mickey Mouse di Floyd Gottfredson, quello che lottavaGuasta sul Popolo di Roma 1931 col Gatto Nip. Ricordiamo che la serie a fumetti originale di Mickey Mouse era iniziata nel gennaio 1930, e che era approdata in Italia già nel marzo di quello stesso anno, su “L’Illustrazione del Popolo”, salvo poi abbandonare il Bel Paese fino al 1933. Le tavole di Guasta rintracciate da Bonura sono dunque le prime con un Topolino “apocrifo”, ovvero non autorizzato (a quanto ci è dato sapere), due anni prima di quelle nerbiniane. Presto altre notizie – e immagini – sul “Notiziario GAF”: ma già adesso, è davvero un sorprendente regalo da un lontano passato!


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mercoledì 17 novembre 2010

Filosofia e fumetti – Una magnifica novità

Andrea Sani - I filosofi e le nuvoletteGli appassionati di fumetti lamentano sempre che la loro forma d’espressione artistica preferita è ancora sottovalutata dalla Cultura Ufficiale. Un po’ è vero, ma per fortuna ci sono, ai livelli più “alti” delle discipline umanistiche (e non solo), notevoli eccezioni.
L’insegnante e storico della Filosofia Andrea Sani è anche un saggista di fumetti, e non è la prima volta che associa le sue due grandi passioni in monografie di notevole livello scientifico. Freschissima di stampa è I filosofi e le nuvolette, un fascicolo di grande formato, di 64 pagine in carta patinata e interamente a colori. In due corpose sezioni, Estetica del Fumetto e Filosofia del Fumetto, Sani si occupa della materia passando in rassegna i maggiori autori e personaggi, da Yellow Kid a Topolino e da Alfredo Castelli a Vittorio Giardino, con una prosa accattivante e sempre accessibile al lettore mediamente colto, anche quando l’analisi è approfondita e complessa. Come non restare affascinati anche dai semplici titoli dei capitoli, in cui compaiono nomi e concetti che non sospettavamo potessero venire accostati tra loro? Vedi per esempio Leibniz, Topolino e i mondi possibili, oppure Locke, Blake e Mortimer e l’identità personale, o Martin Mystère e il rapporto mente-corpo, oppure ancora Aristotele e la poetica dei fumetti di Vittorio Giardino… Un occhio di riguardo Andrea Sani lo ha per Jacovitti, a cui è dedicato il capitolo Bergson e l’umorismo di Benito Jacovitti.
Ogni concetto, adeguatamente approfondito, è illustrato con perfette riproduzioni a colori dei fumetti ai quali fa riferimento. Invidio i ragazzi dei licei di oggi, che hanno a disposizione testi come questo, invece dei malinconici manuali di Filosofia dei miei tempi: in cui, al massimo, c’era la riproduzione di un busto marmoreo di Socrate, a ravvivare le pagine dense di dottrina…
Andrea Sani, I filosofi e le nuvolette, Ed. D’Anna, Messina-Firenze, 2010, 64 pp. con illustrazioni a colori, formato 19×27, allegato al 1° volume del corso di storia della filosofia per le Scuole Medie Superiori,  La ricerca del sapere. Euro 25,00. Non vendibile separatamente al volume.


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mercoledì 8 settembre 2010

FdT – La maledizione di Mandrake

Seguendo i preziosi consigli che Fortunato Latella dispensa nel suo imperdibile blog La testa nelle nuvolette (e anche di persona, s’intende) ho acquistato gli ultimi sei numeri di Comics Revue, la rivista di ristampe (ma si tratta in pratica, molto spesso, di prime edizioni) di classici della syndication americana. Comics Revue, che non è facilissima a trovarsi (si può richiedere a Bud Plant, l’unico negozio in linea che la tiene sempre in catalogo) da novembre 2009, col numero 281, è diventata bimestrale, ha 128 pagine in nero e a colori (in parte su carta patinata), benché con una risoluzione appena accettabile, costa $ 19,95 – non poco – e pubblica Phantom, Mandrake, Tarzan, Buz Sawyer, Casey Ruggles e tanti altri, tra cui Mandrake di Lee Falk e Phil Davis, dall’inizio (1934).

Confesso che è proprio per il Mago in Marsina, mai visto finora su patinate, che ho acquistato i sei numeri della “nuova” Comics Revue. Continuerò a comprarla, perché è pur sempre una rivista ricchissima e piena di tesori, ma… Che delusione, almeno per quanto riguarda Mandrake!

Perché dovete sapere (ne ho parlato estesamente in altra sede), che nei remoti anni Trenta, l’editore Nerbini, per la pubblicazione delle strisce di Falk e Davis su L’avventuroso, mise mano a una serie di autocensure che fino a non moltissimi anni fa non sospettavamo neppure. Fu Enrique Zeiger della San Francisco Academy Of Comic Art, in una comunicazione personale, a rivelarcelo, come potete leggere nell’archivio di cui vi ho fornito poco sopra il collegamento.

Ebbene, gli amici di Comics Revue (o chi per loro) cosa hanno fatto? Hanno preso da microfilm i balloons originali (come del resto aveva fatto Zeiger per l’archivio SFACA) e li hanno sovrapposti… alle pagine – censurate quasi ottant’anni fa – de L’Avventuroso! Sembra una maledizione, destinata a protrarsi nei secoli a venire… Guardare le immagini postate, per credere.


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mercoledì 23 giugno 2010

FdT – The Phantom: il Mistero delle patinate introvabili

La Hermes, casa editrice americana finora benemerita, ha finalmente pubblicato il primo volume della serie cronologica delle daily strips di The Phantom, il nostro Uomo Mascherato, creato da Lee Falk e disegnato, nei primi gloriosi anni, da Ray Moore. L’attesa, per questo volume – il primo, in settant’anni, a proporre le strisce con criteri filologici – è durata oltre due anni. Come mai tanto tempo, che nel mondo dei forum in lingua inglese ha fatto sensazione? Il patron della Hermes ha confessato di non essere stato in grado di trovare le patinate (le proofs) originali, e di aver dovuto ripiegare su un collage da varie fonti, cercate in tutto il mondo, ivi comprese le clippings, ovvero le strisce ritagliate dai quotidiani dell’epoca. Peccato, perché proprio le patinate, in Europa, eravamo ansiosi di vedere: Phantom è stato riedito, dopo gli anni Trenta (in Italia è apparso la prima volta su L’avventuroso, nel 1936) in vari volumi e collane, ma mai in lingua originale e con tutto il corredo annesso alle strisce: titolini (diversi per ogni striscia), copyrights, firme, eccetera.
Tanta attesa, dicevamo, e alla fine una mezza delusione, tanto che sui forum e sulle mailing list, molti indici accusatori hanno iniziato a levarsi contro questo primo volume.
Ma che pasticcio ha fatto la Hermes? Non c’è, purtroppo, solo la mancanza delle patinate. A quanto pare, è stato utilizzato materiale di seconda o terza mano, con vari errori di montaggio. Su questo blog sono stati postati alcuni esempi. Quel che ci ha fatto accapponare la pelle, però, da antichi fan dell’Ombra che Cammina, è stata la coppia di strisce che pubblichiamo, accanto alla versione italiana edita da Comic Art.

Due anni per cercare ogni fonte possibile, in tutto il mondo, per avere un simile risultato? Vignette ripetute, al posto di quelle mancanti! Ma alla Hermes non sapevano delle edizioni italiane?
Una grande occasione sprecata, purtroppo, con ben poche speranze di avere, in futuro, un’edizione realmente corretta di The Phantom.

[Leonardo Gori & Fortunato Latella]

The Mystery of Unobtainable Proofs.
American publishing house Hermes Press has finally published the first volume of a chronological series of THE PHANTOM daily strips (known in Italy as L’UOMO MASCHERATO), created by Lee Falk with art, in the early glorious years, by Ray Moore.
The waiting for this book (first, in 70 years, to propose this strips with a complete chronological criterion) went on more then two years. Why a so great expectation, that has made sensation in the English-speaking forums? Hermes Press boss have declared his inability to find many original proofs and having to make up for this lack with a patchwork from various sources (clippings from old newspapers), searched all over the world. And it’s a pity, because we Europeans were anxious to see exactly the proofs: THE PHANTOM was reedited, from the Thirties on, (in Italy it was first presented in 1936 in “L’Avventuroso” weekly magazine) in many books and collections, but never in its original language and in all its completeness: with daily episode titles (different for each strip), copyrights indicia, signatures and so on.
A so great expectation, as we’ve said, and, in the end, a half delusion, that, in forums and mailing list, generated many accusing fingers pointed at this first volume.
What a mess made Hermes Press? It isn’t only the partial lack of proofs. It seems that some material presented is second, or third hand, and with some editing error too. In this blog, some examples are exposed.
But what made us (old fans of the Ghost Who Walks) shiver, are this couple of strips, that you can see in the Hermes version and in the italian Comic Art edition.

Two years researching all over the world every possible source for such an achievement? Panels repeated in the place of those missing! Nobody at Hermes Press ever heard of Italian (better) reprints?
A great opportunity wasted, sadly, with very few hopes to have, in the future, a really correct edition of THE PHANTOM.


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venerdì 11 giugno 2010

FdT – Due novità filologiche NPE

Il vostro recensore riemerge da un lungo letargo, con decine di libri da consigliarvi. Inizio con due gemme, edite dall’incoraggiante NPE (Nicola Pesce Editore). Incoraggiante perché se c’è qualcuno, in Italia, che affronta il delicatissimo settore delle ristampe di fumetti classici a questi livelli di amore e di impegno, allora ci sentiamo autorizzati a risollevarci un po’ di morale.

Un americano alla corte di Re Artù, di Lino Landolfi, egregiamente prefato da Gianni Brunoro, esemplifica in modo ideale le caratteristiche che deve avere un volume allo stesso tempo filologico e godibile da un pubblico molto vasto. Il tomo, con bellissima copertina a colori ed eleganti sguardie, 104 pagine in bianco e nero nitido su carta sopraffina, è uno e bino: pubblica infatti sia la prima edizione italiana del racconto omonimo, presentato nel 1963 dal Messaggero dei Ragazzi, che una seconda versione apparsa pochi anni dopo sul britannico Hurricane. Attenzione, non si tratta di due storie uguali, ma proprio di due versioni diverse della stessa sceneggiatura: il che ne fa un caso quasi unico, nel Fumetto italiano.

Aggiungiamo a tutto ciò un’intervista al figlio dell’autore, Lamberto, due doverose schede bio-bibliografiche e un fumetto in appendice, Il furto dell’elefante bianco (ancora Messaggero dei Ragazzi, 1968) e il nuovo volume della NPE si aggiudica un voto molto alto. Messo sullo scaffale accanto al Don Chisciotte landolfiano dell’anno scorso, ci fa sperare in un radioso futuro di ristampe colte e consapevoli. Speriamo, e intanto compriamo, per sostenere l’iniziativa.

(Lino Landolfi – Un americano alla corte di Re Artù, NPE, Euro 19,90)

Due parole sole sulla seconda novità NPE, ovvero il godibilissimo Jacovitti Beppe & co, ancora con prefazione di Gianni Brunoro: volume elegante come e più dell’altro, 88 pagine di analoga, brillante monocromia, con alcune affollate semi-panoramiche del genio termolese e le surreali vicenduole, mute e fumettate,  del Beppe che dà il titolo al tomo. Manca forse una scheda bibliografica, ma all’inquadramento storico-critico di questi fumetti anni Settanta pensa egregiamente la già citata prefazione di Brunoro.

(Jacovitti – Beppe & co., NPE, Euro 17,90)


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martedì 15 dicembre 2009

FdT – Una grande scoperta

Molti di noi giudicano gli appassionati di fumetti di “alta epoca” (gli anni Venti e Trenta, ma anche molto prima) solo dei simpatici fissati immersi nelle loro raccolte di carte ingiallite. Ma a volte – spesso – accade che tra quelle carte profumate dal tempo si nascondano straordinarie informazioni, capaci di illuminare il presente. Ed è proprio questo il risultato raggiunto da Sergio Lama, collezionista e studioso e quasi “one man band” del Notiziario GAF, che in questo blog racconta una sua appassionante indagine (direi senz’altro poliziesca) alla ricerca delle identità di alcuni autori che, nel lontano 1945, erano… troppo bravi per far parte di un oscuro settimanale a fumetti, “L’Ometto Pic”. Così spuntano i nomi di Giovanni Gianese, Franco Coarelli e soprattutto Niso Ramponi, più tardi conosciuto sul “Travaso” con lo pseudonimo Kremos, autore di indimenticabili “donnine” e di cui presto uscirà negli USA un’antologia curata da Craig Yoe. E cosa fa, su “L’ometto Pic”, Niso Ramponi/Kremos? Ma funny animals simili a quelli disneiani, epperò originali. Ma nella ricerca di Lama, che presto rimbalzerà sull’ottimo blog di Luca Boschi, spuntano addirittura i nomi di Federico Fellini e Roberto Rossellini, e un leggendario cortometraggio d’animazione perduto… Lunga vita alla Ricerca nel campo del Fumetto!


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giovedì 22 ottobre 2009

FdT – Don Chisciotte di Landolfi, un capolavoro ritrovato

Ho sempre recensito, nella rubrica Fuori di Trend, altamente irregolare (in tutti i sensi, credo e spero), solo volumi che ho acquistato e attentamente letto o consultato, giudicandoli senza alcun condizionamento o remora. Per una volta, però, faccio un’eccezione e “vado sulla fiducia”, come si dice, annunciandovi un volume che non ho ancora visto. Si tratta del Don Chisciotte di Lino Landolfi, un Maestro quasi dimenticato del Fumetto italiano. Il libro, che sarà presentato durante l’imminente Salone di Lucca, segna anche l’esordio di una casa editrice, la Nicola Pesce Editore, identificabile per brevità con l’acronimo NPE. Il libro si avvale di un ricco apparato critico di Gianni Brunoro e la cartella stampa promette una resa tipografica adeguata all’importanza del Maestro e della sua opera. Come ho detto ampiamente altrove, Lino Landolfi è stato uno degli autori “umoristico-avventurosi” più importanti, specialmente fra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Settanta: attivo inizialmente sulle pagine de “Il Vittorioso”, specie con la originale saga di Procopio, è approdato a “Il Giornalino” con serie longeve e indimenticabili, come Caster ‘Bum e Piccolo Dente. Don Chisciotte, pubblicato sul Vitt tra il 1968 e il 1969, è però un’opera di diverso spessore e per molti versi adulta. Scrive Gianni Brunoro, nella prefazione al volume: “Nel Don Chisciotte di Landolfi si evidenzia tutta la sua originalità innovatrice. Infatti, ai precedenti autori, che si sono più o meno adeguati alle variazioni su un tema obbligato – la fedeltà all’impostazione iconica tradizionale – si potrebbe in fondo rimproverare di aver mancato di donchisciottismo, per aver sacrificato l’omaggio allo spirito dell’opera in nome dell’attenzione pignola verso il dettaglio. Landolfi compie invece un salto netto nei confronti della tradizione, se ne distacca completamente, sostituendo alla tradizionale figura ascetica del Don Chisciotte una figura di tonto sprovveduto (relegando il rispetto della tradizione nella “aulicità” dei dialoghi). Ne consegue quindi una nuova e diversa interpretazione psicologica del personaggio, ciò che dà un differente spessore a questa nuova angolatura visuale dell’eroe cervantino.” Bene, vi consiglio a prescindere, come diceva Totò, questo volume della NPE. Sarò pronto, nel caso poi gli esiti tipografici fossero deludenti (ma non credo proprio), a rendervene conto in questa stessa sede. (Articolo di Leonardo Gori)


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lunedì 31 agosto 2009

FdT – La sorpresa di Prince Valiant

click per ingrandirePuò capitare anche questo, in pieno Rinascimento Americano della Striscia Classica Sindacata. Arriva il primo volume della nuova edizione dell’immortale Prince Valiant di Harold Foster ad opera della Fantagraphics, con i primi due anni di produzione (Prince Valiant vol. I: 1937-1938 by Hal Foster, Fantagraphics books, 2009, 112 pagg., col., cm. 25,5 x 36, ril.) e lo sfogliamo con curiosità, ammirando subito la straordinaria resa dei colori (con qualche minima perplessità, diremo poi), la perfetta scelta della carta, il grande formato, la cura sopraffina dell’edizione. Rileggiamo dopo tanti anni la prima tavola, ma non certo con l’intenzione di affrontare di nuovo l’intera epopea del giovane Principe di Thule. Troppi pregiudizi ci frenano: i fumetti degli anni Trenta, anche i più grandi, sono ormai da leggersi eventualmente contestualizzati; troppo tempo è passato, affiora inevitabile l’ingenuità delle trame e anche del disegno; molti stereotipi (razziali, ideologici, ecc.) sono disgraziatamente da considerarsi scorretti; e via di questo passo. Càpita, invece, che dopo la prima tavola leggiamo affascinati la seconda, avvinti dall’intreccio e dalle sfaccettature psicologiche del personaggio, oltre che dallo strepitoso segno di Foster… E poi divoriamo la terza, la quarta e tutte le altre. Solleviamo la testa dopo un paio d’ore, affascinati, con la voglia di un secondo volume (che apparirà solo a primavera, ahimè) e sazi della soddisfazione di chi ha letto un gran romanzo. Com’è possibile? Poi ci ricordiamo di aver letto Valiant, l’ultima volta, quasi trent’anni fa, nell’edizione Conti, e in seguito di averlo solo guardato. E poi qualcosa di molto simile ci è successo, nei mesi scorsi, con Terry di Caniff e Dick Tracy di Gould. Altro che contestualizzazione, distacco critico, e altre cervellotici atteggiamenti mentali: Prince Valiant, oltre settant’anni (!) dopo la sua prima edizione sui quotidiani statunitensi, resta fresco, avvincente, godibile, e proprio niente affatto banale. E meravigliosamente disegnato, come abbiamo sempre saputo. Fatta questa lunga premessa, diciamo qualcosa su questa nuova edizione. Come spiega una nota in coda al volume, la fonte di quasi tutte le pagine è una collezione pressoché completa di prove di stampa. Il formato, la carta patinata semi matt, gli inchiostri, tutto fortunatamente contribuisce a una resa grafica strepitosa: tutt’altra cosa rispetto alla precedente edizione Fantagraphics, basata su di un’iniziativa europea, con i colori rifatti e il tratto ingrossato. Qui sembra di avere davanti una patinata d’epoca. Basta solo non osservare le vignette troppo da vicino, magari con una lente: perché allora scopriamo che il tratto nero è stato fotografato (scansionato) insieme al colore, con una perdita di “compattezza” che a quanto pare è lo scotto da pagare alle nuove tecniche di riproduzione. Ma basta allontanare gli occhi di qualche centimetro e tutto torna glorioso. Acquisto obbligatorio. [FdT è una rubrica di Leonardo Gori]


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sabato 21 marzo 2009

FdT – Il cuore di Giulietta Jones

Eravamo rimasti male, quando la piccola casa editrice Classic Comics Press aveva presentato il primo volume dell’integrale di On Stage di Leonard Starr, una delle serie fondamentali del cosiddetto fotorealismo americano, ovvero la scuola della striscia sofisticata inaugurata a suo tempo dal grandissimo Alex Raymond con Rip Kirby. Il volume, infatti, presentava vistose distorsioni delle strisce e delle tavole, come se al tavolo dell’impaginatore si fosse seduta una scimmia impazzita. Nulla di tutto questo per il primo volume della seconda grande serie sofisticata, ovvero The Heart of Juliet Jones, opera di Stan Drake, amico personale di Leonard Starr, che firma l’introduzione al ricco tomo: 280 pagine e oltre due anni di produzione, solo giornaliera, dall’inizio (9 marzo 1953 – 13 agosto 1955), ottimamente riprodotte – senza distorsioni! – su buona carta. Juliet Jones è una commedia sentimentale, con risvolti drammatici ma senza vera e propria azione. Ma oltre che essere splendidamente disegnata – Drake è un maestro nell’unire l’eleganza della linea al chiaroscuro – è anche avvincente nelle trame e nei dialoghi, mai banali. Un volume che merita certamente la modesta spesa (24,95 dollari), ancor meno su Amazon.


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giovedì 19 marzo 2009

FdT – Big Fun 6

Viviamo in una nuova “età d’oro” della striscia classica americana, come da più parti si dice. Fioriscono le iniziative di ristampa, che, come ha giustamente affermato Fortunato Latella nel suo blog, derivano tutte – anche come forma editoriale: corposi volumi rilegati – dall’edizione Fantagraphics dei Peanuts di Schulz, collana che ebbe il coraggio di uscire dal ghetto delle “fumetterie” per affrontare il mercato delle librerie generaliste. Il risultato fu che se ne accorsero i grandi mezzi di comunicazione, come il New York Times. Ma ci sono ancora piccoli e piccolissimi editori che presentano autentiche gemme, e se non Fosse per Amazon o Bud Plant (ma a volte bisogna cercare più a fondo, in rete), passerebbero praticamente sotto silenzio.Fra queste edizioni quasi sotterranee, segnalo l’uscita del nuovo numero, il sesto, di Big Fun, rivista ormai monografica, diretta da Mark Schwartz per l’American Comic Archive e acquistabile direttamente sul sito per 16 dollari. Big Fun, purtroppo, già da tempo non è più stampata in tipografia, e la differenza si nota. Più, devo dire, quando è alle prese col colore (la poderosa monografia su Lance di Warren Tufts, per quanto imperdibile, soffre decisamente da questo punto di vista); col bianco e nero, siamo a livello di perfette fotocopie. È questo il caso del numero attualmente in distribuzione, che presenta una corposa messe di strisce di Scorchy Smith: un pezzo della produzione di Bert Christman, dall’aprile al novembre del 1937, e una sequenza dal periodo disegnato da Frank Robbins (maggio/dicembre 1939). Correda il vero e proprio volume – perché sono ben 138 pagine – un interessantissimo articolo di Ron Golulart sul contributo di Noel Sickles a Patsy, striscia che in seguito sarà disegnata da Mel Graff. Nomi stellari, come si vede, e un sapiente lavoro di patchwork: sì, perché le strisce di Christman sono in diretta continuazione con quelle già pubblicate su alcuni numeri precedenti di Big Fun, che a loro volta si agganciano al meraviglioso volume IDW dedicato a Noel Sickles e al suo Scorchy: e il pezzo di Goulart, corredato da quindici strisce di Patsy ghosted by Sickles, è un perfetto complemento al suddetto, imperdibile tomo. Consigliato col cuore a tutti gli appassionati di Fumetto classico americano, e anche agli altri, perché si rifacciano un po’ gli occhi, perbacco. Bert Christman, eroe della Seconda Guerra Mondiale fu abbattuto col suo aereo sul cielo di Rangoon, in Birmania, nel 1942: una pagina di Big Fun riporta un disegno dell’epoca, opera di Frank Robbins, che ne ricostruisce la fine grazie alle testimonianze dei commilitoni.


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venerdì 6 febbraio 2009

La testa nelle nuvolette

Fortunato Latella apre il suo bloge ci viene in soccorso, perché il vostro affezionato recensore è di nuovo sotto pressione per mille impegni. Ma siamo nel bel mezzo dellla nuova Età d’oro delle Ristampe Classiche (del Fumetto americano “sindacato”) e non si possono lasciar passare sotto silenzio tesori preziosissimi che ogni mese raggiungono gli scaffali virtuali di Amazon e quelli ben reali delle nostre fumettoteche! Fortunato Latella è un appassionato, collezionista, storico del fumetto, grafico e fumettista, collaboratore fisso (direi una vera e propria colonna) dell’ANAFI. Il suo blog, che affianca un sito già noto nel giro degli “addetti ai lavori” ma ultimamente un po’ trascurato, promette non solo accurate recensioni, come quella già in linea del secondo volume dell’integrale di Little Orphan Annie, ma una vera e propria miniera di notizie. Visitatelo e, come si dice, non ve ne pentirete.


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venerdì 9 gennaio 2009

Un libro pericoloso

Santo Alligo Antonio Rubino, i libri illustrati – Torino, Little Nemo Editore, 2008. Cartonato, 240 pagine in nero e a colori. Questo è un libro bellissimo e pericoloso. È edito dallo Studio Bibliografico Little Nemo di Torino (un marchio che è un programma), ma è opera esclusiva – come dichiara perentoriamente una nota nella pagina davanti al frontespizio – Rubino i libri illustrati - coverdi Santo Alligo. Ciò significa che l’autore, come nella meravigliosa serie dei Pittori di Carta, che ho già segnalato a suo tempo e che ha riscosso un ampio e meritato successo di pubblico e di critica, ha curato il testo, la scelta delle immagini, la stessa impaginazione del volume. Cominciamo da quest’ultima: come si potrebbe fare di meglio? Tutto è impostato alla raffinatezza, dalla carta alle sguardie figurate, alla stampa. Anche la semplice sensazione tattile, sfogliando le pagine in carta patinata pesante, ma non troppo lucida, regala un godimento. La “gabbia” è raffinata ma semplice, senza i virtuosismi inutili, oggi tanto di moda, che vanno sempre a discapito della leggibilità delle illustrazioni; la resa tipografica, sia del nero che della quadricromia, è perfetta. Ma quel che conta di più è il contenuto. Il voluRubino interno 1me è aperto da una bella e a tratti commovente biografia di Antonio Rubino. Seguono saggi sulla fortuna critica del grande illustratore ligure, sulla sua collaborazione al leggendario “Corriere dei Piccoli”, e varie altre interessanti sezioni. Infine un capitolo firmato da Paola Pallottino introduce il corpo centrale del volume, ovvero la bibliografia completa dei libri illustrati da Rubino, da “L’albatro” di Alberto Colantuoni (1905) a “Fiorella” dello stesso Rubino, della fine degli anni Cinquanta: 116 magnifiche ed esaurienti schede, illustratissime (anche con opere inedite) e tutte a colori.Rubino interno 2 Perché Antonio Rubino – i libri illustrati è un volume pericoloso? Perché è un’istigazione a ricercare sul mercato antiquariale tutti questi preziosi libri, in cui il Liberty – stemperato nel Déco – si intreccia ad alcune suggestioni del Futurismo, come nel caso dei libri-oggetto che tanto ricordano Fortunato Depero. Un modo straordinariamente appagante per liberarsi del proprio denaro, comunque. E, volendo, si può cominciare proprio acquistando la preziosissima edizione in soli trenta esemplari numerati e firmati dall’autore, in un cofanetto arricchito oltre misura da una china originale di Antonio Rubino!


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