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Le rubriche di afNews.info

BD3D

Fumetti 3D!

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No, non si tratta di nuove tecniche di visualizzazione del fumetto… Parliamo, invece, della tridimensionalizzazione dei nostri eroi preferiti, trasformati in bellissime statuette. Oggetti assai desiderati e talora decisamente costosi. Il volume Les sculpteurs de BD : Dans l’atelier des créateurs de figurines di Bruno Cabanis è uscito da poco (ma potete già trovarlo con un poco di sconto qui di seguito) e presenta proprio questa arte tanto gradita, oggetto anche di un museo ad hoc (il MOOF: click qui). Ve ne parla in dettaglio il collega Didier Pasamonik: click qui.

Post pubblicato alle 18:00, giovedì 30 ottobre 2014.

Il Monello

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Altro settimanale per ragazzi edito negli anni Cinquanta fu “il Monello”. In verità una prima edizione fu pubblicata dal 1933 al 1939 mutuando il nome dall’omonimo film di Charlie Chaplin, il cui protagonista, il piccolo Jackie Coogan, è rimasto nel cuore di intere generazioni.

Coogan, fallito come attore, si rifece più tardi interpretando zio Fester nella fortunata serie televisiva “la famiglia Addams”.

Il primo numero de “il Monello” nel dopoguerra uscì nel 1953, edito dai fratelli Del Duca attraverso varie ragioni sociali e durò fino al 1990 quando chiuse definitivamente le pubblicazioni.

In formato libretto, la copertina si distingueva perchè portava l’effige della testa di un ragazzo fra l’articolo e il sostantivo, evidenziandosi, sul banco del giornalaio, tra le varie riviste a fumetti dell’epoca.

Fra tanti personaggi come Superbone, Piccola Eva, Cuoricino e Fiordistella, spiccavano le storielle di Pedrito el drito, maldestro cow boy poi promosso sceriffo, cacciatore di malfattori verso il confine col Messico, vittima a sua volta della terribile moglie Paquita armata di matterello, che interveniva quando Pedrito sgarrava per le serate passate a giocare e bere nei saloon o altre malefatte.

Il personaggio, disegnato da Antonio Terenghi in modo buffo, portava un cappello troppo piccolo per la sua testa calva, un corto gilè con tanto di stella ed improbabili stivali rossi. Ornato di enormi baffoni a manico di triciclo, a volte prensili, era definito un pistolero sui generis.

Il successo delle sue avventure gli consentì di essere pubblicato anche dalla Bonelli editore e di entrare nel Gotha dei personaggi fumettistici.

Poco più tardi apparvero le storie di Arturo e Zoe, una coppia di bambini terribili originari degli Stati Uniti, apparsi poi su vari altri fumetti ed ancora oggi pubblicati, saltuariamente, su vari quotidiani.

Il Monello si distingueva per un maggior spessore culturale rispetto gli altri fumetti, in quanto nelle pagine centrali, a partire dagli anni sessanta, informava il lettore di sport, musica leggera e pubblicava le classifiche dei dischi venduti. Giunse ad ospitare articoli di Renzo Arbore, del discografico Alfredo Rossi, del telecronista Gianni Vasino e tanti altri giornalisti sportivi e di spettacolo.

Cessò la pubblicazione periodica, come si è detto, nel 1990 ma albi speciali vengono proposti, ogni tanto, nelle edicole.

Angelo Libranti

Post pubblicato alle 9:06, giovedì 30 ottobre 2014.

Centenari dell’Animazione, mille auguri … e grazie!

“In a time when the word “legend” is flaunted around indiscriminately, we can say with absolute certainty that 101-year-old Don Lusk and 100-year-old Willis Pyle are worthy of the label …” 

Don Lusk, storico regista e animatore di Disney e di Hanna&Barbera, ha tagliato ieri il traguardo dei 101 anni, mentre il suo collega Willis Pyle ne aveva compiuti 100 tondi il 3 settembre. Tra gli ultimi supersititi della gloriosa ‘Golden Age’ dell’animazione USA degli anni ’30, vengono entrambi celebrati in questo bel post di Amid Amidi su Cartoon Brew.

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Don Lusk / Willis Pyle
Post pubblicato alle 10:14, mercoledì 29 ottobre 2014.

Happy Birthday, dr. Salk!

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Jonas Edward Salk (New York, 28 ottobre 1914-La Jolla, 32 giugno 1995), è il medico e scienziato americano cui dobbiamo il primo vaccino contro il virus della poliomelite.

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Il suo unico obiettivo era stato sviluppare un vaccino sicuro ed efficace il più rapidamente possibile, senza nessun interesse al profitto personale. Quando in una intervista televisiva gli fu chiesto chi possedesse il brevetto del vaccino, lui rispose: “Non c’è brevetto. Si potrebbe brevettare il sole?”

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Grazie, dottor Salk, e buon compleanno.

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Post pubblicato alle 8:59, martedì 28 ottobre 2014.

Blatero ergo sum

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“Una bambina tenuta fuori da una scuola di Fiumicino da un cordone sanitario di madri invasate. La sua colpa: essere appena tornata dall’Uganda, dove il padre presta servizio come carabiniere. Giova ricordare che l’Uganda non è tra le nazioni africane piagate dal virus di Ebola, che i controlli a cui la piccola si è sottoposta per precauzione hanno dato esito negativo e che la bambina non solo non ha la febbre ma neanche un accenno di raffreddore? Naturalmente no, perché questi sono fatti. Mentre alle mamme di Fiumicino interessano le suggestioni. Si trovano in ottima compagnia: basti pensare ai politici di Genova che negano qualsiasi collegamento fra la cementificazione del territorio e le alluvioni, ai commentatori sdraiati che spacciano la prescrizione di un potente per assoluzione piena, ai tifosi del povero Pantani che si abbeverano a ipotesi suggestive di omicidio sorvolando sul particolare che la porta della camera in cui il campione è morto era chiusa dall’interno.

I fatti non contano più. Qualcuno li ignora. Qualcun altro li degrada a semplici opinioni. E il giudizio emotivo, che è quasi sempre un pregiudizio, regna incontrastato. L’assenza di gerarchie della Rete, per altri versi benedetta, contribuisce a un livellamento surreale in cui la notizia dell’Ansa e quella di un ipotetico comitato per la difesa dello gnu sdentato vengono messe sullo stesso piano e considerate egualmente credibili o incredibili. In questo mondo di ignoranti informatissimi si dubita di tutto e al tempo stesso si crede a tutto. Finendo per non capirci più niente.” (Massimo Gramellini, rubrica ‘Buongiorno’ su La Stampa di oggi)

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Post pubblicato alle 12:29, giovedì 23 ottobre 2014.

‘The Who, The What, and The When’: the secret sidekicks of genius

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The Who, the What, and the When is a new book by Jenny Volvovski, Julia Rothman and Matt Lamothe that celebrates the “secret sidekicks of history” who propelled famous historical figures to greatness. Each of the 65 sidekicks receives a one-page write-up and an illustration … ” [full post here]: parenti, amici, partners, amanti, collaboratori che, più o meno nell’ombra, sono stati decisivi per l’ascesa e la gloria di illustri personaggi storici e dell’arte. Fra questi anche la mamma di Andy Warhol, il ‘mentore’ di Al Capone e il grande animatore Ward Kimball, il quale ‘accese’ tra l’altro in Walt Disney la passione per i treni. Storie affascinanti, non sempre edificanti, ma che servono per comprendere meglio quanta complessità, e quanta vita, vi sia dietro il successo. Buona lettura!

 

Post pubblicato alle 9:26, giovedì 23 ottobre 2014.

Song of the Sea: prime recensioni italiane

In attesa di quella del collega Aladar, il quale fortuna sua era presente a Roma per godersene la visione, segnaliamo qui una recensione in italiano del film di animazione ‘Song of the Sea’ diretto dal regista e animatore irlandese Tomm Moore (presentato ieri al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione parallela ‘Alice nella Città’) e di cui riportiamo l’incipit:

Ciò che siamo proviene dai racconti tramandati dai nostri avi, attraverso Secoli di storia e di evoluzione antropologica che, di fatto, hanno espanso, modificato, stravolto queste favole per adattarle alla contemporaneità, pur mantenendo salde le radici alle origini, dove tutto parte e, forse, dove tutto, prima o poi, farà ritorno. Un cerchio che si chiude, quindi, nel quale nulla cambia davvero ma resta costante nel tempo, una realtà all’interno di un’altra e un’altra ancora: la notte, il giorno, il mare e la terra, la natura tutta e la fondamentale immaginazione intrisa nell’uomo che gli permette di elevarsi e inseguire i propri sogni, ovunque essi si trovino, sfidando le tempeste e gli ostacoli, seguendo le luci che riescono ad illuminare anche il più buio, profondo e desolato cammino perché sfoci, finalmente, nella consapevolezza assoluta di ciò che può significare emozione … “.

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Post pubblicato alle 15:50, mercoledì 22 ottobre 2014.

Dialogo vero e quaquaraquà

È giusto tutelare i diritti di tutti; ma i veri diritti, non i diritti immaginari. Se c’è qualche diritto attualmente non tutelato che è giusto tutelare, e ne dubito, per farlo non c’è bisogno di riconoscere le coppie come tali; basta affermare i diritti dei singoli. Mi pare l’unico modo per non imboccare la strada che porta al matrimonio tra coppie dello stesso sesso … [...] Negli Anni 70 anche molti non marxisti erano convinti che il marxismo fosse un orizzonte insuperabile per la cultura e la storia. Ma poi il marxismo si è dissolto e sono subentrate prospettive diverse. Allora mi occupavo di giovani: nel giro di pochi anni è cambiato tutto; Marx non interessava più. Non so dire se accadrà qualcosa di analogo con l’attuale tendenza libertaria; ma non lo escludo» (dall’intervista di Aldo Cazzullo al cardinale Camillo Ruini sul Corriere della Sera di oggi)

Mi dispiace non disporre di una vignetta di Altan contenuta nella raccolta ‘Sempre più fitta, Cipputi!’ del ’79, e che così recitava:

(Un bambino, rivolgendosi deciso a un parroco dall’aria scettica):
“È la Terra che gira intorno al Sole, non viceversa!”
(risposta:) “Ma quanto durerà? La Chiesa non può andare dietro alle mode.”

Ecco, sarebbe stata perfetta per commentare le dichiarazioni dell’alto prelato, storico alfiere di un fiero ‘monismo’ ostile a qualsiasi cambiamento, tantomeno riguardo a ‘valori’ propagandati come ‘non negoziabili’

A scavare nelle parole di Sua Eminenza, però, si ritrova tutta l’ipocrisia di fondo dell’integralismo cattolico (ma non solo), e un invito più o meno esplicito a praticare la sempiterna ‘doppia morale’, tanto cara alla cultura nostrana  … insomma, siamo pieni di armadi ben illuminati, nessuno verrà mai a disturbarti a meno che non si pretenda un riconoscimento sociale e costituzionale; ergo, continuiamo a farci i nostri comodi in ‘religioso’ silenzio e vivremo tutti felici e contenti, magari qualcuno un po’ meno ma … c’est la vie.

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Parafrasando la Vulvia di Corrado Guzzanti: “Che altro dovrebbe fare la Chiesa, spazzarvi pure per terra??!” – loro ce la mettono tutta, a forza di mollette sul naso e spremute di tolleranza, ma insomma, mica si potrà passare sopra così a 2.000 (e rotti) anni di fedeltà più o meno canina alla Verità Rivelata?!

Nelle dichiarazioni di Ruini, inoltre, si può cogliere un neanche troppo velato ‘richiamo’ all’attuale pontefice sui suoi presunti ‘doveri’ nei confronti delle voci (a suo dire, molteplici e variegate) dissenzienti dal nuovo approccio patrocinato da papa Francesco I nei confronti di categorie che si ostinano a voler far sapere di esistere malgrado la condanna secolare che pende su di esse … e pensare che queste non hanno nemmeno assassinato Nostro Signore, come certi ‘cugini’ che hanno pure il coraggio di lamentarsi se non risultano simpatici ai fieri Militi della Tradizione che spesso ‘scortano’ le benemerite adunanze delle Sentinelle in Piedi!

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Da piccolo i miei genitori, pur non costringendomi ad andare regolarmente al catechismo, mi insegnarono (con l’esempio della loro condotta quotidiana) che, per quanto si possano sempre avere perplessità e obiezioni sulla condotta altrui – e la vita di ogni giorno spesso contribuisce non poco all’incancrenirsi di certe opinioni – alla fine è sempre fuorviante e pericoloso giudicare ‘a priori‘ il prossimo senza conoscerlo e senza concedergli le nostre stesse condizioni di partenza: sarebbe come sentenziare dall’alto di un pulpito (appunto!) che in Natura esistono categorie ‘giuste’ e altre ‘sbagliate’, in partenza, poiché nate con le stimmate di una ‘diversità’ che le condanna irrevocabilmente ad essere marginali o addirittura estranee alla rispettabilità sociale. A questo punto, torniamo a misurare il cranio ai bambini e ai detenuti e con un cenno di bacchetta destiniamoli al successo o al fallimento: comodo, eh? Ma allora non lamentatevi delle ‘abominevoli’ pratiche eugenetiche, che potrebbero perfino aiutare a creare una società ‘perfetta’, senza più ‘devianze’ né ‘perversioni’! O, più semplicemente, torniamo alle discriminazioni classiste denunciate a suo tempo da don Milani e, tutto sommato, mai scomparse davvero dal pensiero e dalla pratica collettivi.

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Esagerazioni? Forse.

Ma non lo è anche accusare gli insegnanti di ‘violare il diritto dei genitori a insegnare ai figli ciò essi credono‘ quando si limitano ad esporre loro la realtà di una società, di un’UMANITA’ multirazziale e sessualmente affatto ortodossa? Non lo è sproloquiare di fantomatiche ‘lobbies’ omosessuali che cospirano per traviare la mente dei giovani e impadronirsi delle istituzioni? Si parla sempre tanto di ‘tutela’ dei ‘minori‘, ma è tutela negar loro informazione, istruzione, consapevolezza di ciò che è, davvero, il mondo (e quindi di loro stessi) per crogiolarli in stereotipi traballanti, contradditori e spesso realmente ‘diseducativi‘? Dopo decenni di progressi nel campo della pedagogia e dell’educazione, sarebbe ora di riconoscere che nessuno può più ritenersi ‘padrone’ della propria prole: come Peter Parker imparò a proprie spese, ‘a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità’ e formare cittadini ed esseri umani migliori dovrebbe costituire il compito e il fine dell’intero corpo sociale e istituzionale, insomma di tutta una comunità realmente civile.

Roma non fu costruita in un giorno, è vero, ma alla fine ne valse decisamente la pena, che ne dite? Tale impegno collettivo purtroppo non lo riscontro nel dibattito attuale in Italia, anzi. Si preferisce divergere e confliggere, piuttosto che dialogare.

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Scrive Zygmunt Bauman su Repubblica di ieri:

Il monoteismo produce solo monologhi ma il nostro è un mondo polifonico … [...] Maciej Zieba [teologo e filosofo domenicano, n.d.r.]  adopera il concetto di “società veritale” per significare quella forma di coesistenza umana in cui «l’intera vita individuale, dalla culla alla tomba, così come la vita collettiva» sono imperniate su «una verità trascendente universalmente riconosciuta [...]  questo vale [...] anche per i seguaci di Marx e Mao, e per chi nutre una fiducia acritica e quasi-religiosa nella fisica e nella genetica». Nell’idea di “verità”, non importa se associata o no al termine “uno”, c’è dal principio un suggerimento arduo da togliere che qualcosa di “unico” ci sia o almeno vada presupposto. Quella di verità è un’idea agnostica per la sua origine e la sua natura. È infatti un concetto che può emergere solo dall’incontro col suo contrario, con un antagonista. La necessità del concetto di verità è avvertita dal momento in cui l’affermazione «è quel che è» diventa insufficiente e occorre aggiungere «e non è quel che dicono alcuni (chiunque siano) ». “Verità” è a suo agio in un lessico del monoteismo, e, in ultima analisi, in un monologo. Ed effettivamente, usare “verità” al singolare in un mondo polifonico è come voler applaudire con una mano sola… Con una mano si può dare un ceffone, ma non applaudire. [...] … papa Francesco non solo predica la necessità del dialogo, ma la pratica. Di un dialogo vero, tra persone con punti di vista esplicitamente diversi, che comunicano per comprendersi. Non di un dialogo all’insegna dell’elogio reciproco, pensato dall’inizio per concludersi con una standing ovation; né un “dialogo” (solo in apparenza di tipo opposto) che sia in realtà una mera giustapposizione di monologhi. [...] Di sicuro l’arte che papa Francesco predica, e pratica lui stesso ogni giorno, è difficile da imparare e, più ancora, da attuare quotidianamente. La sua meno rischiosa alternativa è molto più allettante. Dopo tutto, in un dialogo degno del nome si deve mettere in conto anche l’insuccesso; la possibilità che il nostro punto di vista, ciò in cui crediamo, risulti errato, o che il nostro interlocutore risulti più nel giusto di noi… Simili timori tendono ad aggravarsi e moltiplicarsi, perché meno ci confrontiamo con persone e punti di vista diversi dai nostri, più si indebolisce la nostra capacità di provare i meriti della nostra posizione (che è tutt’altro, naturalmente, dal cercare di aver la meglio alzando la voce, o dal turarsi le orecchie per non sentire le ragioni di chi consideriamo nient’altro che un nemico) e aumentano i nostri motivi di temere il confronto. Ma non lasciamoci indurre in tentazione! Sottrarci al dialogo, voltare le spalle al dovere di confrontarci con la varietà delle umane ricette per una vita decente, ci darà forse la pace mentale (benché, senza dubbio, solo per un po’) ma non risolverà nessuno dei problemi che minacciano il pianeta di estinzione e avvelenano la vita dei suoi abitanti. Per il futuro dell’umanità in un mondo irreversibilmente multiculturale e multicentrico, l’accettazione del dialogo è una questione di vita o di morte.”

Abbiamo sopportato, e PERDONATO, scandali e bassezze di ogni risma e di ogni colore, fede e ideologia, dato fiducia a personaggi che definire improbabili è far loro un complimento; abbiamo sempre concesso loro il beneficio del dubbio in nome del ‘prima proviamo e poi giudichiamo‘ e, malgrado spesso essi ci abbiano pesantemente delusi, gli è stato permesso di ritentare ancora, e ancora, e ancora.

Dunque, perché non si dovrebbe ora dare una chance ad un nuovo tipo di società, di cultura e di civiltà? Proviamola, e dopo giudicheremo se è buona o cattiva. O, magari, soltanto adeguata ai nostri tempi.

E, anche alla luce di tanti scandali non solo recenti, consentitemi una chiosa ‘biblica': – “chi è senza peccato, scagli la prima pietra” … se ne ha il coraggio.

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Post pubblicato alle 12:54, mercoledì 22 ottobre 2014.

Kahlil Gibran’s The Prophet: una recensione in anteprima

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“Ha già trovato una distribuzione italiana [con Good Films, n.d.r.] Kahlil Gibran’s The Prophet’, lungometraggio animato diretto dal co-regista de ‘Il Re Leone’, Roger Allers. Presentata al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione parallela Alice nella Città, la pellicola ha tramutato in immagini l’opera del filosofo e pittore libanese Kahlil Gibran. ‘The Prophet’, per l’appunto. Un libro tradotto in oltre 40 lingue, pubblicato nel 1923 e riuscito a vendere oltre 100 milioni di copie … ” [articolo completo e recensione qui]

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Post pubblicato alle 23:22, domenica 19 ottobre 2014.

La crociata del Pensiero Monista

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“Il  pluralismo culturale, caro a Isaiah Berlin, che ne è stato il più noto sostenitore nel secolo sorso, è una prospettiva filosofica e politica che ha dei nemici, i quali aiutano a capire la natura e la portata della sfida.

 A questi nemici lo stesso Berlin ha dato un nome: sono i «monisti», i tenaci difensori di una philosophia perennis , per i quali la storia del pensiero è sempre alla ricerca dell’unica risposta vera a tutte le domande.      

 I monisti sono fedeli a un unico sistema di valori, il «mio», il «nostro », quello ereditato.

 Peccato però che tanti e diversi si possano intitolare quel «noi» e farci sopra interminabili guerre. Il monista si riconosce subito dal suo punto debole, dal drappo rosso che ne scatena le reazioni, dalla bestia nera che ne disturba i sonni: il relativismo.

 Ma attenzione, noi non dobbiamo identificare il pluralismo con il relativismo, questa sovrapposizione è un esercizio retorico, che appartiene tipicamente alla strategia «monista» che attraverso l’accusa di «deriva » riduce il primo al secondo, presentandolo come un vizio che rischia sempre di «scivolare» verso la condizione del parente degenere. E vale per il pluralismo filosofico in generale, per la teoria della conoscenza (pluralismo cognitivo) quel che vale per il pluralismo culturale e morale … ” [leggi qui l'intero articolo di Giancarlo Bosetti]

Post pubblicato alle 14:13, sabato 18 ottobre 2014.

Elizabeth Pena passed away

Dopo una breve malattia, a soli 55 anni è venuta a mancare martedì scorso l’attrice e doppiatrice statunitense Elizabeth Pena, che fu anche la ‘voce’ della sensuale e ambigua Mirage nel capolavoro Pixar, ‘Gli Incredibili’, diretto da Brad Bid.

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E’ stata anche fra i soci fondatori dell’Organization of Latin Actors.

Post pubblicato alle 8:12, venerdì 17 ottobre 2014.

Saving Ms Travers … revealing the ‘real’ Mary

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  “Winds from the east… Mist comin’ in… Like something’s a brewin’, about to begin… Can’t put me finger on what lies in store… But I feel what’s to ‘appen, all ‘appened before…!”

“Vento dall’est | la nebbia è là | qualcosa di strano fra poco accadrà | Troppo difficile capire cos’è | ma penso che un ospite arrivi per me … “

Ho sempre amato questo brano, che nel film Disney del 1964 preannunciava l’arrivo di Mary Poppins per bocca del simpatico vagabondo-tuttofare Bert, interpretato da Dick Van Dyke.
 
Come tanti della mia generazione, ho visto prima il lungometraggio Disney e soltanto molto dopo (anche a causa di una assai difficile reperibilità dei medesimi) lessi il libro, anzi i libri, che compongono la serie ideata e scritta da Pamela Lyndon Travers (pseudonimo di Helen Lyndon Goff, 1899-1996).
 
Poco tempo fa ho anche avuto modo di vedere un altro film, ‘Saving Mr. Banks’, che la Disney ha dedicato al proprio ‘punto di vista’ sulla lavorazione di ‘Mary Poppins’ sotto il (stando a tale ricostruzione) dispotico e incontentabile ‘giogo’ della ‘vecchia zitella’ Pam (come viene definita, più o meno esplicitamente da Tom Hanks/Walt e dai suoi collaboratori); proprio nel finale della pellicola, quando vengono finalmente fatte ascoltare le bobine con le autentiche registrazioni delle discussioni fra lo staff degli Studios e la scrittrice, ebbene, io ho avuto la netta sensazione che qualcosa stonasse nella pur divertente e ben fatta versione cinematografica … e ho deciso pertanto di approfondire la questione, traendo spunto dai libri della ‘tata’ più famosa del mondo e dagli altri testi di Miss Travers, maturando sempre più la convinzione che tra quest’ultima e il bisbetico personaggio descritto nel lungometraggio Disney passi la medesima, profonda deformazione prospettica che avevo già avuto modo di rilevare nel caso di Walt Disney e della sua raffigurazione paranoica e reazionaria nell’opera lirica di Philip Glass, ‘The Perfect American’.
 

“Travers wrote the “Mary Poppins” books. They are brilliant and profound works, but few people seem willing to overcome their prejudices and entertain that possibility. When I’ve pressed those books on friends, their eyes seem to fill with saccharine memories (of Disney’s film and Julie Andrews and her umbrella) and they smile indulgently as if this is one more proof of my eccentricity.” - anche io mi sono macchiato di tale pregiudizio, e al fine di fare ammenda e tentare di sfatarlo chiederò aiuto proprio all’autore di questa citazione, ovvero Jerry Griswold, specialista in Cultura e Letteratura Americana e in Letteratura per l’Infanzia. Autore di numerosi libri, fra cui ‘Audacious Kids, or The Classic American Children’s Story’, ‘The Meaning of ‘Beauty and the Beast’ e ‘Feeling like a Kid’, ha collaborato spesso con il Los Angeles Times ed il New York Book Review. Professore emerito di letteratura alla San Diego State University, è stato anche ‘visiting professor’ alla UCLA e alla UCSD, e per un anno alla National University of Ireland a Galway. Vincitore di numerosi premi e onoreficenze in tutto il mondo, è stato direttore del National Center for the Study of Children’s Literature, sul cui blog ho rintracciato e tentato (sperando, senza aver fatto troppi danni) di tradurre il testo che segue: 

Salvare Mr. Banks”, gettando P. L. Travers sotto un autobus”

[se vi interessa, traduzione e resto del post sono sul nostro blog]

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Julie Andrews (Mary Poppins nel film), Walt Disney e Pamela Lyndon Travers (autrice della serie di libri dedicati alla tata Mary Poppins)

 

Post pubblicato alle 7:42, venerdì 17 ottobre 2014.
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Giorgio Rebuffi passed away

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Il prode Giorgio in una mia foto del 2009, simpatico e sorridente!

Così anche il buon Giorgio Rebuffi è partito per la Grande Avventura. E’ una di quelle belle persone rare e mi mancherà e resterà sempre nella mia memoria. Se non avete avuto la fortuna di conoscerlo, non sapete cosa vi siete persi. Allora cominciate a leggerne il ricordo di Luca Boschi facendo click qui e poi fate un giro nel sito a lui dedicato.

Era nato il 7 novembre 1928. Ci sarebbe molto da dire sul suo ruolo nel fumetto comico italiano e sulle difficoltà fisiche che l’uomo ha dovuto affrontare, ma in questo momento concedetemi di limitarmi a pensarlo con affetto e riconoscenza.

I suoi funerali si svolgeranno a Torino: “Sabato 18 Ottobre 2014 alle ore 14.30 al Tempio Crematorio al Cimitero monumentale di Torino”.

Un affettuoso abbraccio ai suoi cari.

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I personaggi di Giorgio, col suo tratto pulito, elegante, moderno.

Post pubblicato alle 8:45, giovedì 16 ottobre 2014.

Piccoli contributi al Sinodo

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“Same-Sex Unions in Premodern Europe” by John Boswell.
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“Hold on, Old Dude … for they don’t know what they are doing”

 (Giusto per non creare equivoci: NON considero malati né zoppi, o diversamente deambulanti, le persone omosessuali: il concetto dell’ultima vignetta è riferito allo spirito che, in generale, TUTTI dovremmo avere verso i nostri simili … se vivessimo nel mondo auspicato da Voltaire nel suo ‘Candide’, ovviamente. O nel paese degli Alberi dei Dolcetti.)

Post pubblicato alle 10:44, martedì 14 ottobre 2014.

Hannah Arendt, la banalità dell’intelligenza

 hannah-arendt-quotes-the-quotes-tree-960x720Google celebra oggi il 108.mo ‘compleanno’ della filosofa Hannah Arendt (14/10/1906-4/12/1975), autrice di numerosi saggi fondamentali di cui forse il più noto resta ‘La banalità del male’ (1964), che riprende i suoi resoconti per il settimanale New Yorker da Gerusalemme sul processo ad Adolf Eichmann, considerato lo stratega e il pianificatore dello sterminio sistematico degli Ebrei durante il Nazismo, catturato e processato dallo Stato di Israele fra non poche polemiche internazionali.

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Post pubblicato alle 10:09, martedì 14 ottobre 2014.

I Demoni di Mike Mignola: recensione

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I Demoni di Mike Mignola

Valentino Sergi

- Nicola Pesci Editore -

 

Come si diventa uno dei più grandi autori della storia del fumetto? Quali sono le tappe che hanno segnato il suo percorso?
Ci sono molti fumettisti degni di nota, sia come sceneggiatori, sia come disegnatori, inchiostratori o coloristi, ma non così tanti hanno raggiunto le vette conquistate dal celebre Mike Mignola. L’artista californiano (Berkeley, 1962) si è meritato un posto di tutto rispetto nella storia del fumetto grazie sia alla sua abilità con la matita, che alle sue capacità narrative.

Per meglio comprendere la sua bravura, è necessario sapere che realizzare un fumetto è un po’ come girare un film e, in una certa misura, altrettanto impegnativo. C’è bisogno di una storia coinvolgente e ben articolata, ricca di elementi originali, in modo da non annoiare il lettore con un surrogato delle trame più classiche e ormai scontate e prevedibili. Dopodichè bisognerà scrivere una sceneggiatura e disegnare uno storyboard, nel quale si mettono in pratica tutte le proprie abilità di “regista” nella scelta delle inquadrature, nei tagli di scena, nelle impostazioni delle vignette (comprese forma, posizione e dimensioni) e via dicendo. Alla fine può iniziare il disegno vero e proprio, che sarà seguito dall’inchiostrazione e dalla (eventuale) colorazione, per poi concludersi con l’inserimento del lettering e la cura della grafica generale. Queste, sommariamente, le principali fasi necessarie alla realizzazione di un fumetto, che (ricordiamolo) è un’opera di narrazione per immagini. Data la sua complessità, ci è facile capire perché spesso, per la sua realizzazione, si vengono a formare team composti da diverse figure professionali in modo da impiegarne una o più per ognuna di queste fasi.

Consapevoli di quanto detto finora, risulta ancora più impressionante sapere che Mignola lavora al fumetto sia nella fase creativa iniziale (la storia) che nella realizzazione grafica (il disegno) e, anche quando è affiancato da collaboratori, si impegna nella cura dell’intero progetto. Ma cos’hanno di speciale le sue opere?

Dal punto di vista grafico, a mio parere, prima di tutto l’originalità dello stile. Forte, incisivo, figlio dell’espressionismo tedesco, istantaneamente riconoscibile per il modo in cui Mignola è capace di sintetizzare le forme e i volumi in figure geometriche, campite con colori piatti in estremo contrasto a ombre di neri pieni, nette e taglienti. Esemplare poi la scelta delle inquadrature delle vignette e la gestione dei tempi narrativi, che non rendono mai troppo lenta o troppo veloce la narrazione.

Dal punto di vista della storia, scopriamo la capacità di inserire elementi estratti da diverse fonti, in primis dalle leggende folkloristiche, misti a correnti artistiche adatte ad ambientazioni “oscure” quali il gotico, il noir e lo steampunk. Le sue trame sono ricche di simbolismi e intrise di mistero e mitologia, il tutto immerso nelle atmosfere cupe e inquietanti alla Edgar Alan Poe.

Delle sue opere, Hell Boy rappresenta senza dubbio la summa delle sue qualità stilistiche e narrative. Un titolo che ha visto un successo enorme fin dal primo volume del 1994 intitolato Hell BoyIl seme della distruzione, guadagnando poi un pubblico sempre maggiore con i successivi numeri, oltre a due trasposizioni cinematografiche (Hell Boy e Hell Boy 2 – The Golden Army).
A oggi, l’opera prosegue nel ciclo a fumetti Hell Boy in Hell e il suo successo sembra non voler conoscere il tramonto. Tutto ciò, come scrive Valentino Sergi, grazie al fatto che:
 

«Hell Boy riesce a mantenere salda non solo la propria caratterizzazione, ma soprattutto l’impronta autoriale del suo creatore. In ogni trasposizione un nucleo narrativo e discorsivo impedisce la deriva, mantenendoci ancorati al mondo originale descritto da Mignola […]».

Quando nacque la passione di Mignola per il mostruoso? Come si è evoluto il suo stile nel corso degli anni? Come giunse al successo? Come nacque la sua arte e cosa rappresenta per noi?
Per conoscere il percorso evolutivo e riuscire comprendere l’arte di Mignola, non vi resta che leggere I Demoni di Mike Mignola!

 

I Demoni di Mike Mignola è un saggio di Valentino Sergi, proposto da Nicola Pesci Editore per la Collana L’Arte delle Nuvole. Conta 156 pagine e attualmente è acquistabile al prezzo di 14,90€.

[Recensione di Alessio Furfaro]

 

Post pubblicato alle 10:33, lunedì 13 ottobre 2014.

Jan ‘Manjula’ Hooks passed away

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Janice ‘Jan‘ Hooks, la ‘voce’ di Manjula Nahasapeemapetilon, moglie di Apu, il gestore indiano del Kwik-E-Mart di Springfield, la cittadina teatro delle vicende de ‘I Simpsons’, è morta giovedì a Manhattan a soli 57 anni per una grave malattia. Era stata una protagonista fissa del ‘Saturday Night Show’ dal 1886 al 1991 e un’apprezzata attrice comica in diverse serie televisive.

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Post pubblicato alle 11:09, sabato 11 ottobre 2014.

Miyazaki: sul patriottismo, Westall e altro ancora

Dopo quella con Isao Takahata, con piacere rimandiamo a un’altra intervista, risalente al 2013, apparsa nel 2013 su Neppu, mensile dello Studio Ghibli, in cui il Maestro Hayao Miyazaki dice la sua su svariati argomenti, fra cui la propria concezione di ‘patriottismo‘, la Storia, il cinema e la politica, senza tralasciare la sua passione per la letteratura occidentale, e per autori come Robert Atkinson Westall: di nuovo, un grazie enorme al sito italiano dello Studio Ghibli che ne ha reso possibile la traduzione in italiano … e buona lettura!!!

Hayao Miyazaki

Post pubblicato alle 17:01, giovedì 9 ottobre 2014.

Isao Takahata: un’intervista di Alex Billington

PKaguyaITakahatainterviewWideft1Dal 3 al 5 novembre avremo finalmente l’opportunità di vedere nelle sale italiane il capolavoro del Maestro Isao Takahata, ‘Kaguya-hime: la principessa splendente': nell’attesa godiamoci quest’intervista al grande regista giapponese rilasciata al giornalista americano Alex Billington per firstshowing.net e mirabilmente tradotta  nel nostro patrio idioma sul sito italiano dello Studio Ghibli, buona lettura!

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Post pubblicato alle 16:52, giovedì 9 ottobre 2014.

Superchicche … o supersexy?!

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Abbiamo recuperato questo post di Amid Amidi su Cartoon Brew in quanto ci pare susciti interessanti interrogativi: quanto è legittimo ‘rinfrescare’ un brand come questo, seppur in declino, attribuendogli una patina ‘sexy’ e ammiccante che però ‘cozza’ pesantemente con il suo spirito originario? Certo, tale nuova ‘estetica’ appartiene (per ora) alla trasposizione giapponese della serie, ma il tentativo di rendere ‘più mature’ le Superchicche, ammiccando così a nuove categorie di fans, appare evidente … ebbene, è il destino di tutte le eroine al femminile, dover ricorrere ad una sempre più ostentata ‘femminilità‘, o il punto è che ormai nessuno può più sfuggire a questo processo di ‘eroticizzazione’ mediatica?

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E ancora, dato che in questo caso l’artista ‘incriminato’ non è maschio, come nel caso dello ‘scandalo Spiderwoman’ di Milo Manara, bensì una donna, ovvero Mimi Yoon, la quale come si può vedere dall’immagine sotto non è nuova a queste rappresentazioni ‘conturbanti’ di protagoniste celebri del mondo dei comics, il fenomeno va dunque inserito in un contesto di ‘riappropriazionefemminile della propria anatomia anche in campo artistico e mediatico, oppure ci si è semplicemente arrese al cliché più ovvio e ‘redditizio’ 

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Chissà. Il discorso è troppo complesso per esaurirlo in poche righe … però, egoisticamente, noi auguriamo alle mitiche ‘superpesti’ di potersi ancora a lungo dedicare a ‘salvarci la giornata’ senza troppe preoccupazioni per il trucco o  per la biancheria intima coordinata.

Post pubblicato alle 9:50, giovedì 9 ottobre 2014.

Sentinelle … alzate gli occhi, per favore

Il grandissimo inganno delle politiche Lgbt, portato avanti da una lobby piccola ma potente, alimenta la presunta contrapposizione fra omosessuali ed eterosessuali. Non esistono un “voi” e un “noi” che si combattono. Questa lobby si arroga il diritto di parlare a nome di tutte le persone omosessuali o transessuali. Non sanno che molte di loro vegliano nelle piazze e sono Sentinelle.” (Portavoce del Movimento delle Sentinelle in Piedi, su Repubblica del 7 ottobre 2014)

Belle parole. Sarebbe bello però risentirle in una effettiva condizione di pari diritti fra cittadini, dato che purtroppo le differenze tra “noi” e “voi” esistono, eccome!

Altrimenti continueranno a sembrare null’altro che una versione edulcorata e ‘diplomatica’ dei consueti pregiudizi omofobici, nel senso proprio dell’eterna paura di veder assurgere al proprio livello di accettabilità sociale (e di privilegi, ormai sempre più precari) categorie che nella migliore delle ipotesi si preferirebbe continuare a compatire e relegare nella cesta degli ‘sventurati’ da ‘tollerare’ con ‘cristiana misericordia’.

Vegliamo per la libertà di espressione  – la vostra, non certo quella altrui dato che manifestate affinché venga negato un diritto a degli altri cittadini, e per mantenere uno status quo –  e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione di uomo e donna – giustappunto, voi vorreste imporre un punto di vista unilaterale all’intera società, spacciandovi per difensori dell’abusato e sempre più ambiguo termine ‘libertà d’espressione‘, occupando spazi pubblici e bollando ogni reazione contraria – fermo restando che quelle ottusamente violente sono stupide e controproducenti – come attacchi intolleranti al vostro diritto di manifestare … – ma pensiamoci bene: chi è la vera lobby? Chi contrabbanda tuttora come ‘sani’ i propri valori sui media, approfittando dell’influenza di associazioni e gruppi di opinione che condizionano continuamente la programmazione televisiva e financo quella scolastica, che mobilita talvolta con inusitata ferocia i propri membri anche solo per negare la possibilità di vedere di persona un evento giudicandolo in partenza ‘diseducativo e dannoso’, impedendo di fatto che ci si possa formare un’opinione obiettiva sull’argomento? Chi davvero sollecita la ‘separazione’ fra “noi” e “voi”? Chi continua a basare la rispettabilità e il diritto all’esistenza sociale esclusivamente sull’inclinazione sessuale?

Oserei dire che  è molto comodo fare i perseguitati mentre si ha la frusta dalla parte del manico, davvero.

Parlerò a nome mio, e di nessun altro (come invece sento fare troppo spesso da chi si arroga il diritto di rappresentare l’opinione pubblica): NON reputo un rischio per la società civile concedere eguali diritti e opportunità ai cittadini, a prescindere dalle loro convinzioni religiose e orientamento sessuale, a patto che essi mostrino di meritarli con le loro azioni e comportamenti; NON reputo dannoso, anzi, che nelle scuole si insegni ai bambini la meravigliosa varietà della Natura, anche in campo sessuale, in modo che abbiano gli strumenti per capire se stessi, per non vergognarsi di ciò che sentono di essere e, soprattutto, per aiutarli a difendersi da quanti, proprio sfruttandone l’ignoranza e la paura, proveranno a traviarli assai di più di quanto potrebbe la lettura di un libro che parla di amore ‘gay'; NON ritengo che tutte le persone LGBT siano fantastiche, evitiamo questa retorica del ‘buon selvaggio': essendo esseri umani, fra loro ci saranno una quantità di individui antipatici, egoisti, cattivi, financo dei delinquenti, del tutto inadatti a prendersi cura di figli adottivi o nati da inseminazione artificiale … esattamente come fra noi ‘etero’.

Quanto ai rappresentanti ‘gay’, ‘lesbo’ e ‘trans’ nelle file delle ‘Sentinelle’, il concetto vale anche per loro: siete liberi di non utilizzarlo mai, ma anche a voi converrebbe fare affidamento su un diritto riconosciuto piuttosto che sulla ondivaga ‘comprensione’ dei vostri (momentanei) compagni di ‘sit-in’. Perché le idee possono cambiare, come la vita, ed è sempre meglio poter contare su qualcosa di concreto per non ritrovarsi troppo soli fra le grinfie di una società che sa essere spaventosa, quando vuole.

Parliamoci chiaro: estendere un diritto ad altri non  significa portarlo via a chi già ne beneficiava. Ho il forte sospetto che dietro tutte le chiacchiere sulla “tutela delle minoranza debole e silente che non può esprimersi, ovvero i bambini” (cui non viene comunque chiesto un parere, tanto non sanno esprimersi!) vi siano, comme toujours, le solite questioni economiche: insomma, dati i recenti chiari di luna, si teme che apparecchiando per troppi alla fine non resti più da mangiare per tutti.

I diritti degli omosessuali non debbono negare i diritti degli altri. Per questo non accetto che a insegnare l’educazione sessuale nelle scuole siano i rappresentanti delle lobby gay e lesbiche … ” – e come li riconosci, dalla spilletta sul petto? Siamo seri, con questo principio dovremmo avere paura anche che ogni insegnante di religione maschio-etero insidi le alunne (impossibile!) o imponga una mentalità machista e vetero-maschilista in classe (sarebbe forse meno grave?!), e dunque affidarne il compito soltanto a esponenti del clero, votati alla castità … ehi, ma forse è proprio questo che vorreste, giusto?! Non male come pensata. Peccato che la cronaca recente faccia traballare anche questa teoria.

“… noi difendiamo la tradizione e c’è invece chi dice che la sessualità è una scelta, come se fosse un’opinione” – già, non equipariamola alla ‘libertà di espressione’ se no si rischia di andare in contraddizione con se stessi, e non sia mai! No, no, la sessualità, quella ‘sana’, è un’incontrovertibile dato naturale, punto e basta – “Papà e mamma per loro non esistono più, ci sono soltanto il genitore 1 e il genitore 2. … ” – ma, benedetti, credete davvero che sia il testo redatto in burocratichese di un decreto legge a decidere come un figlio chiamerà i propri genitori? “papà-mamma“, come tutto il resto, non sono che convenzioni terminologiche che usiamo per rendere possibile la comunicazione: saranno soltanto l’affetto, il rispetto e la fiducia che sapremo conquistarci a fare di noi dei ‘veri’ genitori, non un qualche ‘diritto naturale’ imposto dall’alto.

Provate dunque a domandarvi DAVVERO che cosa sia importante, alzando lo sguardo dal vostro ombelico.

Ciò che io vorrei, anzi esigo, da una società che si autodefinisce laica e moderna, è che tutti si possa partire con le stesse possibilità e senza aprioristiche discriminazioni. Dimostrare di essere ‘adeguati’ coi fatti, non con le ideologie.

Ne siamo ben lontani, lo so, ma è verso questo orizzonte che preferisco tendere … piuttosto che abbassare lo sguardo su un libro che ormai non ha più niente da insegnarmi.

(eric rittatore. – Le dichiarazioni virgolettate sono tratte dal medesimo articolo citato in testa)

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Post pubblicato alle 10:32, martedì 7 ottobre 2014.

The Perfect Target: per favore, non sparate (più) su zio Walt

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Gennaio 2014:

“Alla consueta cena del National Board of Review, la celebre e pluripremiata attrice Meryl Streep, presentando il premio per la miglior performance femminile assegnato alla sua collega Emma Thompson per il ruolo di P. L. Travers in ‘Saving Mr. Banks’, si lancia in giudizi alquanto pesanti su Walt Disney, accusandolo di essere stato razzista, antisemita e, soprattutto, irriducibilmente misogino … “

Un altro post su Walt Disney? Ebbene, sì. E questa volta il terreno temo sarà ancor più spinoso … ma come sempre invitiamo a leggere prima e, se si vuole, a commentare (e a criticare) dopo, anche perché qui non si vogliono imporre verità rivelate ma soltanto, umilmente, creare spunti per un sempre più proficuo dibattito. Se siete interessati, il post è qui.

Post pubblicato alle 19:26, lunedì 6 ottobre 2014.

Gianfranco Costagliola passed away

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E’ con immenso dolore che l’Anonima Fumetti e afNews annunciano che il loro grande amico e collaboratore Gianfranco Costagliola è mancato. 
E’ stato uno dei migliori amanti dell’arte che io abbia mai conosciuto. Professore di scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti, la sua fame per l’innovazione e la scoperta di nuove frontiere d’espressione ci aveva avvicinato, da anni, in una serie innumerevole di progetti. Dalle mostre come “Nuovi Mondi”, ai workshop, alle sperimentazioni di giornalini a fumetti on line, la nostra collaborazione è stata costante e ricca di frutti. Voleva che i suoi allievi di talento trovassero negli spazi creativi e comunicativi che l’Anonima poteva mettere a disposizione una vetrina che facesse conoscere al mondo la loro bravura. Abbiamo iniziato le pubblicazioni dei lavori dei suoi ragazzi ne “La Città Nascosta”, abbiamo proseguito con “Ultrame”, con risultati eccezionali. 
Il Piemonte perde un insegnante visionario, colto, carismatico, come mai ne ha avuti, io e l’Anonima un’ anima bella, un amico sincero, un fratello d’arte. Continueremo a lavorare sulle sue indicazioni e le suggestioni che ci ha lasciato quando si è ammalato, quasi fosse consapevole della brevità di una lunga collaborazione. Oggi lui vivrà in Nuovi Mondi ed esplorerà, con la sua fantastica curiosità, universi che noi cercheremo solo di immaginare. 
Non è un addio Gianfranco, sarai sempre accanto a noi.

Nico Vassallo – Anonima Fumetti

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- Il funerale di Gianfranco sarà mercoledì 8, alle ore 10.00, nella Parrocchia di San Pietro ad Asti. La tumulazione avverrà nel cimitero di Castagliole Lanze (San Bartolomeo). Rosario : martedì 7 alle ore 19.00 nella Chiesa di San Pietro in Asti.

 

Post pubblicato alle 14:25, lunedì 6 ottobre 2014.

In ricordo di Lorenzo Bartoli

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Scrive Roberto Recchioni nel suo spazio su FaceBook: “Roberto Recchioni – Io e qualche amico abbiamo pensato di mettere a disposizione di tutti una delle storie più belle di Lorenzo Bartoli. Per farlo conoscere a chi non lo ha mai letto, e per farlo ricordare a chi, invece, lo conosceva. Il link per scaricarla lo trovate all’indirizzo qui sotto. Se volete condividerla, a noi fa piacere.
http://prontoallaresa.blogspot.it/2014/10/lorenzo-bartoli.html

Post pubblicato alle 10:54, lunedì 6 ottobre 2014.

I paperi hanno guanti bianchi?!

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Oh, oh. L’occhio cade a pagina 147 di Topolino 3071 e coglie, ahinoi, un’affermazione scientifica farlocca. Come non inserirla nella sezione dei blooper fumettistici? Impossibile resistere. Intendiamoci, tutti sanno che i topi Disney portano dei guanti bianchi, anacronistico residuo di un passato lontano nel cinema di animazione, in cui, a motivo dei limiti di allora (diciamo così per semplificare), per poter far vedere chiaramente i movimenti delle mani di un corpo che veniva colorato interamente di nero, era d’obbligo mettere qualcosa di bianco. Altrettanto bene tutti sanno che i paperi Disney, anch’essi di provenienza dal cinema d’animazione, sono colorati di bianco e, quindi, non necessitavano di guanti di sorta, per cui non li hanno mai avuti. Eppure… ecco qua:

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E’ una bufala. Non credeteci assolutamente! I paperi non hanno guanti bianchi. I topi, sì. I paperi, no. Questa è Scienza!

 

Post pubblicato alle 8:04, lunedì 6 ottobre 2014.

Lorenzo Bartoli passed away

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Lorenzo Bartoli è morto oggi. Era nato nel 1966…
 
I funerali si terranno martedì 7, alla chiesa si Santa Maria Ausiliatrice di Roma, alle 10.

Continua su: http://www.fanpage.it/e-morto-lorenzo-bartoli-papa-di-john-doe-con-roberto-recchioni/#ixzz3FH4hmMzW
http://www.fanpage.it

Post pubblicato alle 14:37, domenica 5 ottobre 2014.

Matite di Guerra, le foto

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Sono in linea le foto scattate all’inaugurazione della mostra Matite di Guerra: click qui. Dino Aloi e Claudio Mellana hanno presentato il tutto dando il tocco di chi vive il segno in prima persona, mentre lo storico ha inquadrato storicamente (ovvio) la spinosa faccenda della disastrosa prima Guerra Mondiale. E’ interessante notare, qui come dappertutto, quanto faccia effetto, a chi non “frequenta” regolarmente segno e disegno, la capacità del tratto di raccontare con efficacia cose (anche quelle drammatiche e tragiche) che altrimenti richiederebbero ben altri strumenti. Per noi che ci viviamo in mezzo, a queste forme di narrazione per immagini, è del tutto naturale aspettarci che l’immagine (giusta) raggiunga in un lampo i centri cerebrali giusti. Se mai la nostra ricerca sta proprio nel trovare le immagini “giuste”, quelle che toccano subito le corde interiori, fanno ridere, piangere, emozionano, fustigano, consolano. Cosa per certi versi “istintiva”, ma non semplice. La mostra è da vedere (aperta fino al 3 dicembre 2014 – trovate tutte le informazioni facendo click qui), il catalogo è un must: bello e utile.

Post pubblicato alle 19:08, venerdì 3 ottobre 2014.