Blob
venerdì 12 agosto 2011
Duck tales 3: il peggior fumetto Disney di tutti i tempi?
Se non sapete disegnare i personaggi Disney e, anzi, non sapete proprio disegnare fumetti in generale e, addirittura, non sapete proprio disegnare, KaBoom avrebbe potuto offrirvi comunque una chance. Questo sarebbe potuto sembrare il messaggio recondito legato alla pubblicazione dell’albo Duck Tales 3 negli USA, stando a quanto mostrato (e, purtroppo, dimostrato) qui. Tanto che Cartoon Brew ha titolato “E’ questo il peggior fumetto Disney di tutti i tempi?” (click qui). fate click sui link, dove troverete altre immagini e i relativi commenti dettagliati, e giudicate voi stessi. Com’è potuto succedere, vi chiederete? Chissà. Negli articoli troverete delle ipotesi. Il prossimo passaggio delle licenze Disney alla Marvel porterà a una maggiore attenzione? Si spera. ![]()
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martedì 9 agosto 2011
Benetton e Anonima Fumetti?
Ma che sorpresa, scorgere in un grande negozio Benetton il famoso
Procione dell’Anonima Fumetti, quello disegnato da Vittorio Pavesio e depositato nel 1994 presso il Notaio Bima da Goria e Pavesio a nome dell’associazione di professionisti del fumetto di cui è marchio, logo ufficiale e mascotte. Appare poco credibilmente travestito (giusto qualche baffo allungato e qualche ciuffo spostato), ma nessuno ci casca: a colpo
d’occhio chiunque direbbe che è proprio lui (lo vedete qui accanto nel logo e nella tessera disegnata da Pavesio), a far bella mostra di sé su una abbondante pila di magliette del famoso grande Marchio dell’abbigliamento. Dopo Diabolik e Manara, recentemente utilizzati proprio in questo settore, che si tratti di una sorta di test, che preluda a una serie di prodotti con l’originale simpatica mascotte dell’Anonima Fumetti? In fondo, si sa, è un logo che piace, tanto che, in altre occasioni, è stato utilizzato di straforo. Si vedrà. Nel caso, noi ne prenotiamo un tot. E, comunque, “quando meno te lo aspetti, c’è l’Anonima Fumetti!”.
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venerdì 29 luglio 2011
Grafica: il Ministero ha un logo scopiazzato?
Spesso i disegnatori di fumetti vengono additati al
pubblico ludibrio (o quanto meno alla simpatica ironia popolare) per le loro, evidenti e talora nemmeno troppo difficili da scoprire, scopiazzature. Ora tocca al Ministero dell’Interno (proprio nei giorni in cui si parla di trasportare allegramente ministeri di qua e di là, come niente fosse) fare la figura del taroccato/taroccatore. A diffondere lo scoop il sito Draft.it, che di grafica si occupa, dove è stata pubblicata anche l’autodifesa dei grafici coinvolti nella faccenda. Amici fumettisti, illustratori ecc. leggetela qui: metti mai potesse servirvi in qualche analoga, imbarazzante circostanza… Nel frattempo godetevi, sull’onda della notizia, i nuovissimi loghi del Ministero proposti in allegria dai grafici: click qui, ce ne sono ormai più di venti pagine e alcuni sono davvero divertenti.
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lunedì 6 giugno 2011
Italia unita su Topolino! Ma “quale” Italia?…
Come dicevamo il 27 maggio scorso (click qui), la bella serie di storie che celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia prosegue su Topolino. E gli episodi vengono letti con attenzione, non solo dai giovani lettori. Un lettore più attempato, in effetti, Loris Cantarelli, ci segnala un altro blob, stavolta scovato a pagina 75 di Topolino 2897: “Confronto storico: perché non farla così? Va a finire che Mantova, Triveneto e Lazio festeggiano 150 anni di unità, ma allora come la mettiamo con Istria e la Dalmazia?” accenna Cantarelli, notando che l’Italia proposta come visione del 1861 ha dei confini nordici e centrali… un tantinello discutibili. Come dicevamo, è una svista di un certo rilievo, in una rivista per bambini e ragazzini, giacché potrebbe indurre i giovani lettori a scrivere, nel loro compito in classe,
che nel 1861 l’Italia unita era identica a quella di oggi, rimediando una clamorosa insufficienza e questo solo per aver dato credito a quanto hanno visto stampato sul loro amato settimanale. Ma grazie al citato lettore, ora gli allievi sono allertati: correggete subito la vostra copia di Topolino 2897 e, per il futuro, non prendete nulla per oro colato. Meglio una verifica in più, per non rischiare di prendere un 4 nella verifica scolastica…
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venerdì 27 maggio 2011
Qui l’Austria… qui la Francia… uh?!
La bella serie di storie che celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia prosegue su Topolino. E gli episodi vengono letti con attenzione, non solo dai giovani lettori. Un lettore più attempato, in effetti, Loris Cantarelli, ci segnala un blob, una svista di un certo rilievo,
giacché potrebbe indurre i giovani lettori a scrivere, nel loro compito in classe, che Savoia e Nizza erano sotto il dominio austriaco, rimediando una clamorosa insufficienza e questo solo per aver dato credito a quanto hanno visto stampato sul loro amato settimanale. Ma grazie al citato lettore, ora gli allievi sono allertati: correggete subito la vostra copia di Topolino 2896 e, per il futuro, non prendete nulla per oro colato. Meglio una verifica in più, per non rischiare di prendere un 4 nella verifica scolastica…
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sabato 23 aprile 2011
I blooper di Nuvole Anomale
Periodicamente vi ricordiamo che il sito Nuvole Anomale è divertente e, forse soprattutto, istruttivo. Ci trovate blooper di vario genere, dai comics statunitensi ai manga, dai periodici Bonelli ai Disney, dalle traduzioni anomale della Planeta, alle improbabilità francofone. Insomma ce n’è per tutti, di questi Blob fumettistici, senza timore d’offendere alcuno, il tutto allegramente quanto spietatamente depositato qui: nuvoleanomale.myblog.it. Buon divertimento.
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venerdì 25 febbraio 2011
Autori che sbagliano strada… con le simmetrie
È da qualche giorno in edicola il numero 2883 di “Topolino”: vale certamente la pena di acquistarlo, perché contiene il settimo capitolo della bella saga “Pippo reporter” (della premiata ditta Radice-Turconi); ma non possiamo tacere di fronte all’ennesima leggerezza che un redattore attento avrebbe dovuto immediatamente bloccare. Nella storia “Paperi che sbagliano strada… in mare”, quarta di una non proprio esaltante serie ideata da Roberto Gagnor, Paperoga si è appuntato su un foglietto il numero del molo al quale deve recarsi per una piccola crociera: “Molo 96!” esclama. “O era il 69?” aggiunge perplesso, girando il foglietto. E… miracolo! Girando il foglietto il numero 96 diventa, incredibilmente, 69. Evidentemente nessuno ha mai spiegato a Gagnor (o all’altrettanto colpevole disegnatore, Giuseppe Dalla Santa), che il numero 96 scritto in cifre arabe gode di una eccellente “simmetria centrale” ossia: ruotandolo di un angolo piatto, rimane 96. E nemmeno i due autori si sono presi la briga di prendere un semplice foglietto di carta, scriverci sopra “96” e controllare se qualche rotazione, riflessione, trasparenza o altra pensabile diavoleria possa mai trasformarlo in “69”. Provateci voi, e fatemi sapere… Poiché il 69 nella storia ha soltanto la funzione di generare l’equivoco fra i due moli, Gagnor avrebbe potuto scegliere il numero 61, equivocabile col 19 mediante rotazione del foglietto; con l’ulteriore vantaggio di limitare il numero di moli nel porto di Paperopoli (già 61 sono tantini, figuriamoci 96!). Se invece l’autore voleva subliminalmente alludere a un bunga-bunga fra paperi diventa comprensibile l’errore, che però tale resta. E non è grave in quanto errore (che può umanamente capitare a tutti), ma in quanto ulteriore dimostrazione di una costante sciatteria nella supervisione della rivista.
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giovedì 3 febbraio 2011
Ma quanto è difficile gestire un blog (su carta)?
Era stata la vulcanica mente di Stefano Ambrosio a ideare per “Topolino” una versione fumettistica dei weB-LOG: un modo garbato e originale di raccontare le avventure minimaliste di Qui, Quo, Qua
e dei loro compagni di scuola. In un ciclo di storie denominato “Q-blog”, che appaiono sul settimanale Disney a partire dal settembre 2007, Ambrosio ci presenta gli accadimenti della piccola comunità paperesca dal punto di vista dei tre nipotini, che si suppone mantengano in rete un aggiornato blog: se vogliamo, non è che una versione modernizzata del classico “dal mio diario”, ma le finte barre di scorrimento e gli assai virtuali inviti a cliccare sulle icone che costellano le pagine qua e là sono, perché no, divertenti. Due anni dopo Riccardo Pesce, riconoscendo anche ad Emy, Ely ed Evy il diritto di tenere un proprio blog, ha lanciato, con la stessa impostazione grafica, la serie parallela “E-blog” con le vicende delle tre nipotine di Paperina. Fin qui nessun problema. Ma sul numero 2879 di “Topolino” lo stesso Pesce ci racconta la storia di un incontro di calcetto “maschi contro femmine” volendo evidenziare i contrapposti punti di vista dei contendenti attraverso i rispettivi blog; e qui casca l’asino. Non abbiamo elementi per capire se la cosa è dovuta a imprecisioni nella sceneggiatura oppure a fraintendimenti da parte della disegnatrice Roberta Migheli; ma il risultato è, anziché un confronto, una pasticciata contaminatio dei due blog, a partire dalla “schermata” iniziale.
Eppure una minima familiarità con le odierne interfacce “a finestre” dei più diffusi sistemi operativi avrebbe dovuto suggerire soluzioni grafiche originali e gradevoli: magari visualizzando le finestre dei due blog antagonisti leggermente sovrapposte e un po’ sfalsate, in modo da chiarire al lettore la distinzione dei punti di vista e facilitargli il passaggio logico. Invece, a partire dal titolo di serie (che è rimasto “E-blog” ignorando bellamente i paperetti maschi) è tutto un passaggio fra i punti di vista dei due gruppi di nipotini senza nessuna soluzione grafica di continuità. La parola che viene in mente come la più adatta a descrivere questa situazione è sciatteria: basterebbe poca più cura per fare del “Topo” una rivista molto migliore; e su questo probabilmente (e purtroppo) avremo occasione di ritornare.
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lunedì 4 ottobre 2010
Castigat ridendo mures
“Castigat ridendo mores”, o, come in questo caso, “castigat ridendo mures“ (nel senso di Topolini). L’attento Stefano Celona ci invia questo Blob fumettistico topolinesco, severo (castigat), ma divertente (ridendo), che “fustiga” direttamente gli sceneggiatori (sempre che i blooper citati dipendano effettivamente da loro):
Un tempo, dai fumetti si imparavano delle cose… Ora, invece (Topolino 2859 pagina 42), capita di scoprire dal signor Alessandro Sisti che la velocità del suono sarebbe di un chilometro al secondo, quando a tutto il resto del mondo risulta di circa 340 metri
al secondo ovvero circa un km ogni tre secondi… Non c’è da stupirsi che Roby, il protagonista, si vergogni della propria passione per la matematica, visto come la pratica… Ma noi italiani eccelliamo sul versante umanistico! Infatti, ecco che su Topolino 2862, pagina 108, Roberto Gagnor (già campione di “Passaparola”!) ci rivela che la guerra di Troia durò ben vent’anni, in luogo dei dieci che tutti noi ricordiamo… Nella pagina seguente sembrerebbe considerare ventennale anche il viaggio di ritorno di Odisseo, ma per come si esprime può darsi che faccia riferimento al periodo complessivamente trascorso dal Laerziade lontano da Itaca, guerra compresa, per cui passiamogliela… O sbaglio io? Comunque, questa volta non ho “fustigato” errori di italiano: guai a cristallizzarsi, no? [Articolo di Stefano Celona]
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giovedì 5 agosto 2010
Scoperto il fratello segreto di Java
Gulp! Un Java prima di Java? O, per dire, il Java creato da Alfredo Castelli come assistente di Martin Mystere (serie creata negli anni ottanta: click qui) aveva un fratello
gemello pubblicato negli anni sessanta (DC Comics: click qui) come aiutante di Simon Stagg? Fate click qui per saperne di più nel blog Nuvolette2000, dove potete anche scoprirne di belle sul conto di Tanino Liberatore (click qui).
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lunedì 2 agosto 2010
Disney “copia” Italia?
Stavolta ci si diverte “in casa”. Casa Italia, per intenderci, con una dépendance francese. Nessuno grida al plagio, intendiamoci, ma Giulio De Vita
non ha faticato molto a trovare interessanti corrispondenze tra il film dell’estate "L’Apprendista Stregone" prodotto dalla Disney, con Nicolas Cage, Monica Bellucci e Alfred Molina, e il fumetto "Wisher" edito da Lombard nel 2006,da lui disegnato su testi del francese Sebastien Latour ed edito in Italia da Eura. “Dai costumi, alle ambientazioni alle scelte delle inquadrature”. Volete vedere coi vostri occhi e farvi un’opinione personale? Basta fare click qui.
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| Disney Store “interattivi” anche in Italia | Gli Zannini fanno full! | Museo del Fumetto di Lucca, 2011 | Italia unita su Topolino! Ma “quale” Italia?… | Walhalla n°11 – c’è anche Wilson Vieira! |
mercoledì 12 maggio 2010
Lo sapevate? Gli antichi ebrei parlavano armeno!
Bis. Sì questo articolo assomiglia molto a uno precedente (click qui), ma (purtroppo) è giusto che sia così… Come abbiamo avuto modo di dire più volte, a suo tempo coi fumetti noi bambini imparavamo un sacco di cose, di storia, scienze, geografia eccetera, mentre ci si divertiva ed emozionava con avvincenti avventure. Una serie curata come le avventure di Blake e Mortimer ne è un esempio classico, valido ancora oggi. Per lo meno in Francia. Già, perché oggidì, in Italia, uno dei problemi aggiuntivi che bisogna affrontare è la traduzione (i traduttori sono pagati decisamente troppo poco, per quel che si dovrebbe poter pretendere dal loro lavoro) e un altro è la correzione delle bozze, che sembra ormai affidata esclusivamente al computer. Solo che il computer, poverino, non può capire quando noi umani scriviamo una fesseria, se questa è ortograficamente corretta. Così capita che, nell’edizione italiana dell’episodio La maledizione dei trenta denari, tomo 1, a parte quanto già rilevato in precedenza (click qui), a pagina 31 scopriamo che (diversamente da quanto scritto nell’originale francese) la lingua parlato correntemente all’epoca di Gesù in Palestina era l’armeno e
non l’aramaico. Poffarre! Questo sì che è uno scoop! E dire che la figura mostrerebbe chiaramente caratteri ebraici… Ok, è un’(altra) occasione per farsi una risata (ma voi ragazzi non scrivetelo in un tema a scuola, per carità), per quanto sia in una pagina in cui non si dovrebbe ridere, ma un pensierino a ridare lavoro a quelle meravigliose e anonime figure che erano i correttori di bozze umani forse sarebbe infine il caso di farlo, no? E se cercate altri blooper fumettistici, oltre a fare click qui per vedere i nostri vecchi “Blob fumettistici” e click qui per quelli più recenti, potete visitare il sito italiano Nuvole Anomale che ve ne regalerà una vagonata. Divertimento (intelligente) assicurato.
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lunedì 10 maggio 2010
Lo sapevate? Tiberio è ancora imperatore!
Come abbiamo avuto modo di dire più volte, a suo tempo coi fumetti noi bambini imparavamo un sacco di cose, di storia, scienze, geografia ecc., mentre ci si divertiva ed emozionava con avvincenti avventure. Una serie curata come le avventure di Blake e Mortimer ne è un esempio classico, valido ancora oggi. Per lo meno in Francia. Già, perché oggidì, in Italia, uno dei problemi aggiuntivi che bisogna affrontare è la traduzione (i traduttori sono pagati decisamente troppo poco, per quel che si dovrebbe poter pretendere dal loro lavoro) e un altro è la correzione delle bozze, che sembra ormai affidata esclusivamente al computer. Solo che il computer, poverino, non può capire quando noi umani scriviamo una fesseria, se questa è ortograficamente corretta. Così capita che, nell’edizione italiana dell’episodio La maledizione dei trenta denari, tomo 1, a parte qualche refuso residuo (ortograficamente corretto, però, tipo, per esempio, un “lui” che diventa “li” e quindi sfugge al computer), a pagina 26 scopriamo che (diversamente da quanto scritto nell’originale francese) l’imperatore Tiberio è il più longevo della storia mondiale, avendo regnato “dal 14° al 37° secolo”. Poffarre! Sta ancora regnando! E ne avrà ancora per
parecchio tempo… Ok, è un’occasione per farsi una risata (ma voi ragazzi non scrivetelo in un tema a scuola, per carità), per quanto sia in una pagina in cui non si dovrebbe ridere, ma un pensierino a ridare lavoro a quelle meravigliose e anonime figure che erano i correttori di bozze umani forse sarebbe infine il caso di farlo, no? E se cercate altri blooper fumettistici, oltre a fare click qui per vedere i nostri vecchi “Blob fumettistici” e click qui per quelli più recenti, potete visitare il sito italiano Nuvole Anomale che ve ne regalerà una vagonata. Divertimento (intelligente) assicurato.
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domenica 20 dicembre 2009
Errare humanum est…
Periodicamente vi ricordiamo il sito Nuvole Anomale, che, come a suo tempo iniziò a fare l’apposita rubrica della rivista francese BoDoi, si dedica a cercare i blooper fumettistici. E ne trova sempre, oh, se ne trova! Da quelli scabrosi (come disegnatori che copiano senza ritegno, magari ribaltando specularmente le immagini nella speranza di passare indenni alla lente d’ingrandimento dei lettori più attenti), a quelli divertenti. In quest’ultima categoria inseriamo il blooper che coglie un errorino che facilissimamente passa inosservato (allo stesso autore), in carico a uno dei Grandi del Fumetto Italiano, Vittorio Giardino. Incuriositi? Click qui per vedere i blooper dell’ultimo periodo su Nuvole Anomale e buon divertimento!
More and more comic art bloopers at Nuvole Anomale. Just click here.
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venerdì 27 novembre 2009
I Paperi studiano Carducci ma non l’italiano?
Nuovo “blob” letterario-fumettistico, quello testé segnalatoci da Stefano Celona (che già ci segnalò in precedenza un altro blooper linguistico). Stavolta siamo su Topolino 2818 a pagina 60 (“Zio Paperone il raggiro del fachiro”), e troviamo Qui, Quo e Qua che allegramente chiamano “guiderdone” il vessillo nero issato sul deposito. Ahi, ahi, ahi! Il nostro amabile lettore imparò, tanti anni fa, proprio su Topolino che “dicesi guiderdone “una ricompensa morale o materiale, un premio”, mentre l’”insegna militare” o anche “bandiera usata sulle imbarcazioni” si definisce guidone”. Coraggio, bambini, mala tempora currunt. Oggi
l’italiano si impara su Internet e tocca a voi correggere Topolino… Il nostro fustigatore dei costumi letterari topolineschi ci segnala anche che “nella stessa storia, tre pagine dopo, apprendiamo che Qui, Quo e Qua (presumibilmente alle elementari o alle medie in Calisota, ossia sostanzialmente negli Stati Uniti) studiano a scuola Carducci e Manzoni. Non dico che sia un vero e proprio errore, ma mi pare improbabile, anche in un mondo immaginario…”. Chissà, però: forse Obama, che tanto apprezza la cultura (di una volta) del nostro Paese, avrà messo mano anche ai programmi scolastici in Calisota?
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lunedì 24 agosto 2009
Zoo gratis! Ma a fumetti…
Si tratta qui della rivista francese sul fumetto Zoo, che potete leggere gratis e scaricare via internet dal sito ufficiale www.zoolemag.com, anche in alta definizione, se vi va. Nell’ultimo numero, il 20, tutto su Manga (e parenti), qualcosa sui 75 anni della rivista Disney Le Journal de Mickey, note sul nuovo Museo del Fumetto di Angouleme, e, a dirla tutta, un sacco di altre cose. E gli arretrati sono tutti in linea. Che non si dica che non si trova da leggere gratis! Vi segnaliamo, sul numero 19, il documento che dimostra (Blob! Blob! lo vedete qui accanto: fateci click sopra) come la serie di fantascienza Valerian di Mézières sia stata la base iconografica di Guerre Stellari. Non ci credete? Le immagini parlano da sole e le date di pubblicazione sono inesorabili. Ma tutti noi sappiamo bene che alcuni famosi registi statunitensi non hanno mai fatto mistero del loro entusiastico apprezzamento per il fumetto franco-belga, che hanno reinterpretato (non semplicemente “citato”) in modo notevole. Buona lettura!
Free magazine about comic art, in french, on line. It’s Zoo: click here to get it and enjoy.
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mercoledì 5 agosto 2009
Blob: strafalcionigrafia
Stavolta è Stefano Celona (che ringraziamo anche per la scansione dell’immagine) a segnalarci un Blob letterario targato Disney Italia. Lo vedete qui accanto e si trova su Topolino 2801, nella seconda parte della storia di Fausto Vitaliano disegnata da Marco Mazzarello, Zio Paperone in Missione Effetto Farfalle. Ecco apparire (e non si può dire se il “merito” sia dello sceneggiatore o del letterista, ma è comunque sfuggito anche ai revisori) un curioso “fedigrafo“. Uh? Come?!?… “Scrittore di Fede”? Mah… Però il termine è proprio quello, tant’é che viene unito a “traditore” per costruire il neologismo paperoniano “tradigrafo“: scrittore di tradimenti? Ma dai!… Il fatto è che la dislessia colpisce duramente. Il termine corretto avrebbe dovuto essere ovviamente “fedifrago” (persona che non sta ai patti, non mantiene la promessa fatta, infrange – da cui il “frago” – un patto di fedeltà). Ahi, ahi, ahi… Ok, si prepari un’errata corrige, per il termine e il relativo neologismo, così che i giovanissimi lettori non corrano il rischio di ripetere l’ennesimo strafalcione, giusticandosi a scuola con un insostenibile “Ma… l’ha detto Zio Paperone!…”.
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giovedì 30 luglio 2009
Ma… quel buffone su Paperino… mica sarà Silvio?
Che ci fa un politico buffone (fa le corna…) in una storia di Paperino? Ci sta comodo. In fondo nel mondo di fantasia Disney, basato in gran parte sull’umorismo, può essere normale che i politici non si comportino con la classe, lo stile, la decenza, la moralità ecc. che il ruolo impone a chi ha grandi poteri e grandi responsabilità sulla vita delle persone. Ma stavolta potrebbe sembrare che il potente in questione arrivi dritto filato dal nostro mondo, quello reale. Questo potente ha una risatona caratteristica, e fa le corna insieme al sindaco di
Paperopoli, sindaco abituato, tra l’altro a baciare i piedi dei potenti. Il tutto lo si vede in chiari scatti fotografici appesi alle pareti. Chissà chi ha fatto quelle foto, poi… La storia è su Paperino 350, in edicola, scritta da Bruno Sarda e disegnata (foto comprese) da Graziano Barbaro. Gli anziani ricordano che la satira, anche giustamente feroce (e utile a far crescere il senso civico e di partecipazione sociale), era esplicita nelle storie a fumetti per ragazzi, anche in Italia. Oggi qui, invece, possiamo ringraziare se ogni tanto fa capolino, timidamente appesa alle pareti nello sfondo delle vignette. Grazie. Ulteriori dettagli sul forum del Papersera, che ringraziamo anch’esso per aver cuccato questo blob: click qui.
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sabato 25 luglio 2009
Fumetti copiati e copiati e ricopiati e ancora…
Ora che la frittata sul fantasy di Licia Troisi a fumetti è fatta ed è pure finita sui quotidiani nazionali, e la Panini prenderà le misure necessarie, nuova attenzione torna sui blooper fumettistici (e sui “plagi” che ne fanno parte integrante). Con l’occasione segnaliamo nuovamente il recente e divertente blog Nuvole Anomale, interamente dedicato a questo argomento, la rubrica ad hoc della rivista BoDoi (forse capostitipe di questo genere di rubriche, quiando era ancora solo cartacea) e la nostra piccola sezione dedicata ai Blob fumettistici. Può essere stimolante trovare le piccole e grandi pecche di piccoli e grandi autori, e vederne tanti in fila può far riflettere. Pià ardui da scoprire i blooper di sceneggiatori e scrittori, che nascondo i propri errori (e i plagi) dietro le parole e le trame, mentre i disegnatori sono, ahiloro, assolutamente allo scoperto: l’immagine è immediata. Ma schiere di “pinailleur“, come vengono chiamati in Francia questi detective del blooper, sono inesorabilmente al lavoro, giorno e notte… Ricordando che queste cose non sono nuove ne’ rare: si dice, per dire, che un Maestro del Fumetto come Alex Raymond per il suo mitico Flash Gordon “rubasse” vignette a piene mani dal
Tarzan di Harold Foster (come facevano molti altri, all’epoca, e come altri han fatto con lui, ovviamente), giusto per citare un esempio lontano nel tempo, tra i tanti eccellenti. Ma a quei tempi non c’era Internet… Oggi invece la rete consente di far saltare fuori che un Grande Autore giapponese ha fatto proprio la stessa cosa di Ferrario, copiando abbondantemente un grande autore italiano, Vittorio Giardino (click qui – ma non ci risulta che il fumetto sia stato ritirato dalle librerie, in Giappone o in Europa, o no?). Nei Blob fumettistici citati troverete altri esempi di copiature, da Cavazzano clonato a più riprese (Disney e non), a Barks, clonato anch’egli a man bassa, al Disney PK che copiava la Marvel, a Tintin, a Dylan Dog che copiava dai fumetti per bambini, fino a Ben-Hur, proprio quello, anch’esso usato come “ispirazione“. Ah, be’, ma quello era solo un romanzo, anzi un film…
More and more about comics plagiarism. Just click the links to learn and see more.
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venerdì 24 luglio 2009
Blooper in punizione: oltre misura?
Avrebbe potuto essere un simpatico Blob Fumettistico come i tanti che, anche su afNews, ci si diverte a pubblicare simpaticamente, con lo spirito leggero e curioso dei cugini d’oltralpe, invece la faccenda tirata fuori dagli esperti mangofili (la trovate anche, con un sacco di interventi diversi, su it.arti.fumetti) a proposito della versione a fumetti del romanzo fantasy di Licia Troisi (le cronache del mondo emerso), ha portato la Panini alla sospensione temporanea della pubblicazione. Le opinioni, di tutti i tipi, pro e contro, indignate e lievi, insomma, come al solito, veramente di tutti i generi, le trovate facilmente con una banale ricerca via Google e, confrontandole, potete farvi la vostra personale opinione, non senza aver anche letto il fumetto, si capisce. Quel che spiace è che sceneggiatore e disegnatore (Recchioni e Ferrario), bravi e stimati professionisti (la cui opera va ad aggiungersi alla lunghissima lista di autori occidentali che hanno subito il fascino della Ghibli), ci saranno sicuramente rimasti molto male (e ciascuno farà le proprie valutazioni professionali): un conto è disquisire sui blooper fumettistici, amenamente (e anche seriamente, quando è il caso) fra fan e con i fan, tutt’altra storia è finire in punizione in questo modo. In ogni caso, le opinioni degli autori e le eventuali giustificazioni e spiegazioni si trovano nei loro rispettivi blog. In quello di Licia Troisi si trova una presa di distanze della scrittrice e una serie di commenti, anche piuttosto pesanti, sul disegnatore. Ma se saltasse fuori che Miyazaki, nel corso degli anni, ha copiato qualcosa, in simil modo, da autori europei, si chiederà il ritiro anche delle sue opere? Nel frattempo, tuttavia, va detto che la Panini, come citato, non ha sospeso definitivamente la serie, ma solo temporaneamente per le opportune verifiche. Si vedrà come andrà a finire.
“Swipe File: Panini Removes All Traces Of Miyazaki. Panini is one of the biggest comics publishers in Europe, best known in the US for their reprints of Marvel title. It also published Nausicaa Valley Of The Wind and other art books by Hayao Miyazaki. And it also published the miniseries Le cronache del Mondo Emerso written by Roberto Recchioni and drawn by Gianluca Gugliotta and Giuseppe Ferrario; based on the famous Italian novel of the same name, translated into German, Spanish, Portugeuse and Turkish. The trade paperback of the series was due to be published by Mondadori, the biggest publisher of books in Italy…” Full article and images: click here.
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