View Conference 2019: Trasportare in VR l’emozione di vivere nella stazione spaziale internazionale grazie a ISSExperience.

Giovedì 24 durante la View Conference una delle conferenze che hanno catturato di più la fantasia del pubblico è stata quella di Sebastian Sylwan del Felix & Paul Studios, che in accordo con la NASA e altre agenzie spaziali del mondo stanno sviluppando “ISSExperience” un’esperienza sulla stazione spaziale internazionale che chiunque potrà vivere grazie alla Realtà Virtuale.

Il lavoro iniziò in seguito a una precisa richiesta della NASA che voleva trovare un nuovo modo per far avvicinare il vasto pubblico alla ricerca spaziale dando loro la più reale impressione di essere in una stazione orbitale. Accettarono il compito ben sapendo quanto questo sarebbe stato difficile.

ISSExperience è senz’altro il progetto più ambizioso che lo studio abbia mai fatto finora; ha richiesto mesi di riprese in basi collocate nei deserti d’America e dell’Asia perché per rendere l’esperienza davvero reale dovevano mostrare anche tutta la preparazione che viene fatta a terra per le missioni. Per poter riprendere la partenza dei razzi hanno dovuto sacrificando una telecamera per la VR.

La parte che li impegnò di più è stata l’ideazione di una telecamera che potesse andare bene all’ambiente spaziale.

La versione finale ha nove lenti rotanti in grado di riprendere alla velocità dei 60 fotogrammi al secondo richiesti per la VR (Contro i normali 24 del cinema) e è così compatta e da non costituire un pericolo/ostacolo per gli astronauti a lavoro.

La telecamera ha ripreso la vita degli astronauti e loro erano invitati a considerarla una persona e parlarle raccontando come andassero le cose.

 

Gli astronauti tengono molto alla loro privacy e in un posto dove si sentono già continuamente osservati da telecamere il passaggio dal coprire con il nastro adesivo le lenti dei dispositivi al raccontare la loro giornate non è stato immediato, ma col passare del tempo si è arrivati a una situazione dove raccontavano felici fino alle lacrime della riuscita di un esperimento volendo che tutti lo sapessero.

Un problema che lo studio ha dovuto affrontare è stata la limitata possibilità di trasmissione dei dati, legata al fatto che la stazione doveva dare comunque precedenza agli esperimenti. Un altro, molto più seccante, è stata tutta la burocrazia legata al realizzare riprese in luoghi speciali, nell’introdurre materiale che doveva essere il più asettico e sicuro possibile e altri controlli lunghi ma indispensabili.

Resta poi la difficoltà tecnica di mettere insieme la riprese effettuate da nove lenti in modo da creare un ambiente unico e pulire le immagini rendendole al massimo della risoluzione.

Il lavoro è ancora in corso, le riprese nella stazione sono state fatte ma quelle nelle basi sulla terra è ancora da finire. Sebastian Sylwan pensa che ci vorrà ancora almeno un anno e mezzo prima della conclusione. Ma intanto è già pronta una demo di cinque minuti in grado di mostrare come sarà.

Nello spazio espositivo delle OGR lo stand del Felix & Paul Studios è quello con il maggior numero di visori per la realtà virtuale e il personale, preparato e cortese, aiuta subito la folla di interessati.

L’esperienza è fantastica: Messo il visore ci si ritrova all’interno del modulo, accanto a te un astronauta lavora a un pannello galleggiando in assenza di gravità. Quando gli astronauti parlano rivolgendosi a te con gentilezza e umanità ti senti davvero come se fossi fisicamente presenta. Puoi girare con lo sguardo vedendo quello che ti circonda con una risoluzione che rende visibile anche i cavi più piccoli. Sei fermo in un punto e guardi la vita degli astronauti, gli esperimenti che avvengono, i momenti di svago o di improvvisa allerta.

Non ci sono dubbi che, quando sarà finito, questa esperienza farà emozionare migliaia di persone sulla terra e ne ispirerà sicuramente molte a avvicinarsi alla ricerca spaziale.

Un’esperienza in VR che può cambiare la vita.