Diplomi CSC animazione 2019. Racconto di una bella giornata di giugno.

Il giorno 21 Giugno si è tenuta la cerimonia di diploma degli allievi del terzo anno del Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, Dipartimento animazione.

La cerimonia di diploma ha aperto presentata da Bartolomeo Corsini e Chiara Magri che hanno subito annunciato una novità. Collegandosi ai festeggiamenti per la giornata della musica Fulvio Chiara, musicista e compositore di ottime colonne sonore legato alla scuola da anni, dirigerà un’orchestra che musicherà dal vivo due dei cortometraggi di diploma degli anni passati, “Eidos” e “Humus”. L’esecuzione è stata molto piacevole da sentire.

Prima di proseguire con l’allegria ci si è fermati un minuto per tributare un commosso ricordo a Paolo Tenna. Grande amico del cinema e dell’animazione tragicamente scomparso.

Dopo questo momento doveroso la cerimonia ha ripreso con la consegna della Laurea Onoris causa. Onorificenza che ormai da alcuni anni viene conferita a chi, con la sua opera, ha contribuito a far conoscere e progredire l’animazione e a realizzare opere che hanno lasciato il segno. Una tradizione ormai diventata vanto del CSC.

Durante questa cerimonia di diploma la laurea Onoris Causa è stata conferita a Ursula Ferrara. Autrice di cortometraggi opere d’arte dalla grande profondità e valore. Ogni suo lavoro mostra una visione personale che non lascia indifferenti. Un forte spirito in grado di conquistare.

Sergio Toffetti, ex direttore del CSC, si unisce a Bartolomeo Corsini (attuale direttore) e a Chiara Magli per conferire insieme a loro la Laurea.

Ursula Ferrara si unisce ai tre presentatori e con forte emozione inizia a raccontare come avvenne il suo incontro con l’animazione.

Tutto iniziò negli anni ’80, che furono un decennio orribile per l’animazione a causa del poco lavoro e dello scarso interesse dei media. Ma questo non la fermò.

La sua era una famiglia di artisti e fin da piccola passava molto tempo a disegnare. A un certo punto iniziò anche a praticare la fotografia, la voglia di mettere insieme le due cose venne presto e la portò a impegnarsi nell’apprendimento della tecnica grazie ai pochi libri che, all’epoca, esistevano sull’argomento.

Ricorda ridendo come un’amica di famiglia un giorno chiese ai suoi genitori se lei stava bene, la vedeva disegnare sempre lo stesso disegno. Fu un inizio difficile in un epoca dove non esistevano scuole ne gli animatori si conoscevano davvero l’un l’altro. Ma fu in quegli anni che, a un evento, le si presentarono davanti per la prima volta due sconosciuti, Alfio Bastiancich e Chiara Magri, per parlarle di ASIFA Italia, da loro appena fondata. Primo incontro di un’amicizia decennale che ha portato tanti frutti e una preziosa collaborazione tra Ursula Ferrara e il CSC; dove occasionalmente tiene corsi o incontri con gli studenti.

Profondamente commossa dalla laurea ricevuta ringrazia tutti coloro che l’hanno sostenuta da allora sino a oggi. In particolare la famiglia e lo storico dell’animazione Giannalberto Bendazzi.

Dei suoi tanti cortometraggi vien mandato “News” del 2006. che mostra bene l’originalità e la poetica dell’arte animata realizzata da Ursula Ferrari. Una visione del mondo che affascina e rapisce.

Segue a questa la proiezione dei corti fatti su commissione della Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT e la Film Commission Torino Piemonte che, come ormai fanno da anni, danno questa possibilità agli alunni del secondo anno di sperimentare una situazione di lavoro su richiesta simile a quelle reali.

Si arriva così al momento culminante della serata, la proiezione dei Corti di diploma del 2019.

A consegnare i diplomi c’era Felice Laudadio a sostituzione del preside della scuola Nazionale di cinema Raffaele Santi, che non era potuto venire.

Felice Laudadio si mostra entusiasta del compito che gli è stato affidato. Lui crede nei giovani, li considera il cuore pulsante della loro scuola e ringrazia i diplomati per portare avanti l’animazione italiana.

Il primo corto proiettato è “Coscienza pulita” cortometraggio a disegni animati realizzato da: Sara Binetti, Francesco Corrado, Francesca De Toni e Simone Stassano che racconta il lavoro giornaliero di un uomo che lavora in un centro dove si aspira via il senso di colpa, riportando positività alla gente. Ma questa procedura finisce col far continuare atteggiamenti sbagliati facendo venire dei profondi dubbi morali allo stesso protagonista, che decide di agire di conseguenza. Un cortometraggio coraggioso che, con uno stile molto pulito e un protagonista che sembra ispirato agli uomini sempre eleganti e sorridenti della grafica anni ’50 racconta una storia pesante, quasi fastidiosa da vedere e per questa necessaria da raccontare.

Gli autori del corto raccontano che la storia è nata dalla riflessione sul modo di dire che da il titolo al corto. Da quello hanno iniziato a chiedersi se sia meglio ignorare il senso di colpa o affrontarlo. Il gruppo di autori pensa sia meglio affrontarlo.

Segue il corto “Maga Vanda” Cortometraggio in CGI realizzato da: Domenico Acito, Giulia Auditore, Jacopo Martinello, Andrea Parisella e Marta Treccani che ha come protagonista una delle improbabili “Maghe” che conducono programmi TV su reti private. I rimandi a alcune figure tristemente famose degli anni ’90 con cui gli autori, insieme a tutta la loro generazione, sono cresciuti sono chiari e la parodia gustosamente feroce.

La storia racconta di questa maga intenta a suggestionare un telespettatore mentre la figlioletta si trova in un’altra camera e si sta  annoiando così tanto da decide di cimentarsi in uno dei riti strani descritti in uno dei libri della madre, scoprendosi capace di poterli fare. Questo scatenerà una serie di assurdi eventi causati dall’avida maga che vuole sfruttare la situazione.

Quello che colpisce subito di questo corto è lo stile. I personaggi sono semplici ma molto gradevoli e gli ambienti hanno un gran fascino. Sia il pretenzioso studio della maga che i paesaggi catturano l’occhio per forme e colori.

Segue il cortometraggio “Pilgrim” un corto a disegni animati particolare già nel fatto di essere stato realizzato solo da due persone, Andrea Belardi e Matteo Ricci, che hanno comunque svolto un lavoro notevole, la storia racconta il viaggio di un giovane di un qualche paese dell’estremo nord, che, lasciato il villaggio e i suoi riti sciamanici sfrenati, inizia un percorso iniziatico legato alla caccia e alla relazione che lega preda e cacciatore. Un percorso che lo porterà a lasciare sempre più dietro la natura umana.

Davvero ottima la ricerca del caracther design, la realizzazione dei paesaggi e la musica. Gli autori raccontano di aver passato sei mesi solo per decidere l’aspetto artistico passando attraverso a molte discussioni e alcuni litigi. Tutto è una riflessione sul sogno di tornare selvaggi. La produzione ha avuto diverse difficoltà e il corto fu finito poche ore prima della scadenza della consegna. Nonostante questo ha molti spunti pregevoli. Gli autori ci tengono a ricordare l’aiuto di Leonardo Cini alle musiche.

Segue il corto “The King Dom” cortometraggio a disegni animati realizzato da Giacomo Bianchi, Melania Campanaro, Marco Raffaelli e Elena Sorrentino. É un cortometraggio particolare narrato in prima persona dal piccolo protagonista. Un principino di un’isoletta sperduta nell’oceano che vorrebbe partire all’avventura, ma la madre chioccia (in tutti i sensi) non vuole permetterglielo. Ma nulla può fermare un bambino che ha con se un paio di forbici di sicurezza! Oppure si?

Lo stile di disegno è buffo, caricaturale e i personaggi sono stilisticamente molto differenti l’ulo dall’altro. La madre chioccia è rotonda, il principino quadrato il tutto in uno stile semplice ma molto espressivo. Gli autori raccontano di aver voluto raccontare una storia giocosa che ricordasse i teatrini di carta e una storia che fosse completamente divertente. Il loro corto era seguito con interesse dagli altri gruppi tanto era fuori e la cosa li ha divertiti molto. I professori (Eva Zurbriggen) dicono che avere studenti così motivati è un piacere.

Chiude la giornata “What ever happened to Darwin” un corto a disegni animati realizzato da Leonardo Altieri, Sara Crippa, Giulia Manna e Maria Nocerino dove, in un mondo dove l’innalzamento del livello del mare ha quasi sommerso tutto, la volpe dall’aria istruita Darwin trova un libro sull’evoluzione e cerca di devolversi con l’obbiettivo di diventare un pesce, specie che sembra l’unica ad avere un futuro. Ci riuscirà?

Lo studio dei vari animali e degli ecosistemi differenti mostra un impegno nella documentazione naturalistica che rende i tentativi della volpe ancora più comici da guardare.

Gli autori raccontano che realizzare il corto è stato complicato proprio perché presenta tante cose diverse. Acqua, fuoco, animali e trasformazioni. Il tema è importante, ma doveva essere trovato il modo per metterlo in sottofondo. Nonostante i molti problemi tecnici e le numerose discussioni sono riusciti a realizzare il corto grazie a una precisa organizzazione che ha permesso a tutti a turno di realizzare una parte dell’animazione. Infatti la cosa che piace a tutti è animare e disegnare.

Dopo questo corto la proiezione si è concluse. L’azione si sposta al Cineporto, il luogo dove si trova la sede del CSC e dove inizia la festa.

Studenti, diplomati, professori e tanti altri celebrano i nuovi diplomi divertendosi insieme.

Una grande giornata di cinema d’animazione.

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