Annecy 2019. Anca Damian presenta “Lo straordinario viaggio di Marona”. Poetica storia sulla vita di un cane.

Martedi 11 tra le tante cose fatte durante il festival di Annecy ha spiccato la presentazione de “L’extraordinaire Voyage de Marona”   (Lo straordinario viaggio di Marona). terzo lungometraggio animato della regista Anca Damian.

Contrariamente ai due lungometraggi precedenti il terzo lungometraggio animato dell’autrice non racconta la storia di una persona ricostruandone la vita tramite l’animazione, ma quella di una cagnolina, Marona, che viveva con la famiglia di un’amica della regista. Era stata trovata dalla figlia di questa e è stata con loro per anni prima della sua morte, avvenuta a causa di un incidente stradale.

Salita sul palco l’autrice ha chiamato tutti i collaboratori presenti a raggiungerla, una piccola squadra di 13 persone che lei vedeva insieme per la prima volta, sparsi com’erano a causa di una produzione realizzata tra Francia e Romania.

Questo film è molto differente dai lavori precedenti, non ha un forte storia politica né protesta contro qualcosa. L’intento dichiarato della registra é stato quello di realizzare una fiaba filosofica, che riflettesse con calma sulla vita, il senso di perdita e la morte.

In questo film il taglio documentaristico, tipico dei lungometraggi animati dell’autrice, viene utilizzato e trasformao nella ricostruzione fantastica della vita della cagnolina trovatella.

La visione del mondo umano che ha Marona é deformata da figure spaventose e poco definite che contrastano con la chiara forma delle persone a cui vuole bene. Dopo la separazione dalla madre e il suo ritrovarsi sola incontra due umani che saranno suoi padroni e che adorerà, tanto da arrivare a sacrificarsi per loro finendo sempre per trovarsi sola e con meno fiducia nell’essere umano.

Una serie di pensieri raccontati che si accompagnano a uno stile grafico coloratissimo che riesce a essere  sintetico e originale e a continuare nel solco stilistico della tradizione animata rumena mantenendo una forte carica innovativa. I colori utilizzati per ambienti e animali non sono naturalistici. I personaggi non sono copie delle persone reali e la stessa Marona, che nella realtà aveva ricevuto questo nome a causa del pelo di colore marrone, è stata rappresentata bianca e nera per pure ragioni di semplificazione e maggiore visibilità grafica.

Come nel primo lungometraggio animato dell’ autrice (Crulic drumu spre dincolo, vincitore del crisal a Annecy 2012) la storia parte dal momento della morte della protagonista e prosegue con il racconto in prima persona fatto da questa. Ma mentre il primo film ricostruiva la vicenda con dati precisi e un taglio documentaristico la vita di Marona,  prima del suo incontro con la bambina é stata immaginata.

L’abilità artistica messa nel descrivere i personaggi straborda dalla realtà e la esagera trasformandola in poesia. Il fascino e l’eleganza del primo padrone di Marona, un trapezzista, viene continuamente mostrato con acrobazie e movimenti che lo rendono una figura astratta fatta solo di linee di contorno non chiuse e in continua trasformazione. Mentre la possenza del secondo padrone è sottolineata dalla sua apparenza geometrica, compatta e dai colori piatti e freddi.

L’evoluzione dei rapporti tra Marona e la sua famiglia nel trascorrere degli anni da una sensazione di realtà che non risparmia momenti difficili. Marona saprà lentamente conquistare l’amore di tutti e l’attaccamento che sviluppa verso di loro è intenso, totale e complalmente irrazionale. Un vero ritratto del cuore di un cane.

Un film che conquista e commuove grazie a una storia che è una fiaba reale. Piena di momenti di vita comune, tristezza, felicità e tenerezza di una protagonista che non sa spiegarsi come mai sia così difficile per gli umani essere felici.

Magnifico.