Aperitoon di febbraio. Videoclip animati tra raffinata ricerca e trash ricercato.

Martedì 19 febbraio si è tenuta a Torino nel locale Blah Blah nella centralissima via Po l’Aperitoon. L’appuntamento mensile che tiene compagnia agli appassionati e/o i lavoratori del cinema d’animazione.

Come ogni mese Emiliano Fasano ha fatto il punto degli avvenimenti riguardanti l’animazione accadute dall’ultimo incontro.

Allora l’evento di cui parlare era “Adrian”, ma tra il festival di San Remo e il fatto che sia stato interrotto e forse riprenderà in autunno sembra essere passato tantissimo tempo da quella strana visione.

Si chiama sul palco Anne-Sophie Vanhollebeke per raccontare del “Kidscreen Summit di Miami. Uno dei pochi eventi internazionale dedicati alla produzione animata dove i produttori incontrano gli studi e si discute di produzioni e collaborazioni. Per fare un esempio europeo è come il Mifa di Annecy, ma ancora più grande e per gli addetti ai lavori. In un clima molto più caldo e con oltre 2000 persone a presentare il proprio lavoro. Per la prima volta l’Italia ha avuto finanziamenti dallo stato e 20 studi hanno potuto partecipare uniti in un grande tavolo/stand.

Per i tre giorni dell’evento le società italiane hanno discusso con i loro colleghi del resto del mondo. Anne-Sophie racconta che tra gli altri paesi quelli più interessati a collaborare con noi è stata l’India. Mentre continuano le collaborazioni storiche, come quelle con Canada/Francia e sembrano crescere le possibilità con varie paesi del Sud America.

Salutata Anne-Sophie sale sul palco Marco Cazzato. Illustratore dal passato di animatore già ospite di Aperitoon prima dell’estate. Allora era venuto per raccontare del manifesto che ha realizzato per il festival “Animaphix” di Bagheria e della mostra dei suoi lavori fatta in contemporanea all’evento.

Racconta che non può che parlare bene del festival. L’organizzazione era buona e il programma davvero ben fatto e in grado di mostrare cose interessanti. Trova fantastico che un festival così bello e particolare possa essere arrivato alla quinta edizione.

Tra gli ospiti del festival c’era Michele Bernardi. Grande artista del cinema d’animazione (e grande amico di Aperitoon) che ha potuto incontrare dal vivo per la prima, volta dopo anni che ammirava i suoi lavori e lo conosceva tramite web. Si erano trovati anche a lavorare per gli stessi gruppi musicali, come nel caso di alcuni album per “Le luci della centrale elettrica”, di cui lui aveva fatto la copertina e Michele Bernardi il video.

Dopo essersi incontrati si sono detti che sarebbe stato bello lavorare insieme. L’occasione si è presentata grazie Gianni Maroccolo, cantante, musicista e produttore che ammirava i lavori di Marco Cazzato e un anno fa lo ha coinvolto nel suo nuovo lavoro di sperimentazione musicale. Un lavoro che uscirà a volumi, senza un numero preciso ma andando avanti in perpetuo. Il titolo dei volumi è “Alone” e il primo è uscito a dicembre 2018.

I due hanno discusso molto su cosa Marco dovesse fare per questi volumi. Ogni copertina avrà un animale e al suo interno ci sarà disegnato l’ambiente dove questo vive. Un’idea nata dal sentire le musiche, ma che ha influenzato anche la produzione della musica.

Infatti Gianni Maroccolo è stato talmente colpito dai disegni del Bue muschiato e del suo habitat da fare un brano di suoni e canti ispirati alla “Tundra”. Questo brano sarebbe dovuto diventare il videoclip dell’album.

Questa fu l’occasione perfetta per coinvolgere Michele Bernardi e lavorare tutti insieme. La prima traccia mandata era della durata di nove minuti, ma sono riusciti a farla ridurre a sei.

Il risultato ha stupito Marco Cazzato, dichiara che Michele Bernardi ha fatto un miracolo. Senza cambiare per nulla i suoi disegni e seguendo le indicazioni avute ha animato il paesaggio e il movimento dell’animale dando a tutto una solennità che incanta e si fonde perfettamente con la musica.

Viene mostrato il video. Il risultato è davvero commovente e epico. La vita del bue muschiato nella tundra appare dura e faticosa. Il suo lento avanzare stanco nella neve sferzato dal vento lo rende un simbolo di perseveranza, coraggio e forza.

Marco Cazzato dice con sincerità che lavorare con Michele Bernardi è stata un’esperienza molto bella.

Vista la fama dell’illustratore Emiliano annuncia la sua idea di organizzare un’Aperitoon durante la prossima Fiera del libro illustrato di Bologna. Marco Cazzato dice ridendo che ha sempre evitato l’evento e lo eviterà ancora.

Emiliano Fasano chiama gli ultimi ospiti della serata. Lo scoppiettante duo artistico formato da Brice Cornelio Conignio e Andrea Raviola noti nell’ambiente artistico come “Coniglioviola”

i duo è nato nel 2000, col puro intento di divertirsi. Hanno attraversato il mondo dell’arte in lungo e in largo realizzando opere di ogni tipo. Molto importante è stata la NetArt. Su quel lato hanno realizzato video e altre cose fruibili attraverso la rete.

Tra i primi del duemila fino all’invenzione di facebook ci fu una ricerca sperimentale davvero forte e viva. Fu così che iniziarono a fare video omaggi reinerpretando canzoni, tra queste quelle di Loredana Bertè. Che finì per commissionargli i suoi video.

Il 15 gennaio Andrea si accorse di aver ricevuto parecchie chiamate dalla Warner, volevano che facessero un video animato per la nuova canzone di Loredana Bertè, e visto che la cantante non si fa riprendere doveva essere a disegni animati.

La consegna era per circa venti giorni dopo. Nonostante la cosa fosse assurda accettarono e vista sia la mole di lavoro, sia che, nonostante gli anni passati a fare video animati, non si ritengono davvero degli esperti hanno coinvolto Fausto Collarino (che sembra ormai l’estrema risorsa per i progetti impossibili da fare in tempo) e Giulia Landi, che invitano a salire sul palco.


Ascoltata la canzone “Cosa ti aspetti da me” proposero subito un progetto. che piacque tanto alla Bertè e cominciarono a lavorarci, anzi, a passare le notti a casa di Fausto e Giulia a seccarli mentre i due lavoravano con grande impegno (chi scrive è convinto che abbiano lavorato tanto anche loro due, ma non lo vogliono ammettere).

Così il video andò avanti molto velocemente, anche se questa velocità nel farlo ha impedito di raggiungere la qualità altissima dei video realizzati da Fausto e questo lo secca tanto che vorrebbe riprenderlo.

Loredana Bertè ha dato loro massima libertà, l’unica cosa che ha voluto assolutamente è che mettessero accanto a lei una gatta nera, un personaggio che i due avevano già messo in un video fatto per lei nel 2005 e che ha un significato molto importante per l’artsta.

Nonostante alcune richieste di cambiamenti fatte all’ultimo minuto sono riusciti a consegnare il video, poche ore prima dell’inizio della trasmissione.

Tutto il lavoro fatto di corsa è stato ripagato da un grande apprezzamento del pubblico e dalle tante visualizzazioni del video su YouTube. A Loredana Bertè piace la storia che il video racconta, un finale diverso dal solito e una bella atmosfera dark.

Le animazioni di lei le ha realizzate Giulia Landi e tra le scene Fausto Collarino ha inserito un omaggio a “Adrian” che ha fatto esplodere la sala in una fragorosa risata.

Il gruppo Coniglioviola pensa che sia stato proprio il tanto parlare di “Adrian” a spingere la Warner a chiedere un video completamente animato.

Dopo questa visione vengono mandati alcuni dei tanti video realizzati dai due negli anni. Tra questo uno fatto sempre per la Bertè dove cantano “Non sono una signora”, dove all’inizio hanno messo le registrazioni delle telefonate irritate che la cantante gli faceva per sapere se stessero lavorando chiamandoli a mezzogiorno passato e non potendo credere che i due nottambuli a quell’ora stessero ancora dormendo.

I video sono un continuo di assurdità e cattivo gusto talmente estremo da diventare geniali e esilaranti. Ogni video è un esperimento e mischia varie tecniche, realtà e disegno formando spesso un contrasto tra le varie parti rendendo tutto grottesco. Davvero molto interessanti.

Chiude la serata un discorso sugli Oscar per il cortometraggio. Vengono mostrati i trailer e già quella sera s’intuiva chi avrebbe vinto. Ma Emiliano Fasano faceva il tifo per “Weekends”, il delicato cortometraggio autobiografico di Trevor Jimenez su un bambino che passa la settimana con la madre in campagna e i fine settimana col padre nella grande megalopoli.

Senza molte sorprese non è stato questo a vincere. Ma è bello sognare.

Con questo si chiuse l’Aperitoon di Febbraio. Prossimo appuntamento sarà il 14 marzo. Stesso posto e stessa ora. Venite più che potete. Sarà divertente.

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