Aperitoon di Gennaio. Nuovo anno, nuove idee e promesse nonostante l’ombra di Adrian.

Mercoledì 23 gennaio si è tenuta a Torino nel locale Blah Blah nella centralissima via Po l’Aperitoon. L’appuntamento mensile che tiene compagnia agli appassionati e/o i lavoratori del cinema d’animazione.

Come ogni mese Emiliano Fasano ha riassunto gli avvenimenti riguardanti l’animazione accadute dall’ultimo incontro.

Chiama sul palco Chiara Pellegrini, direttrice del “Fish&Chips Film Festival” svoltosi pochi giorni prima.
Iniziato quasi come una sfida il festival è arrivato alla sua quarta edizione riuscendo a crescere, con programmi pieni di grandi proiezioni di film e documentari di o sul genere erotico, un vasto seguito di pubblico.
Da sempre attento all’animazione con proiezioni di cortometraggi e film (quest’anno l’intera trilogia di “Urotsukidoji”) l’edizione 2019 ha avuto quest’anno una sigla d’apertura realizzata da Donato Sansone, anche lui presente sul palco del Blah Blah. Peccato che chi scrive sia arrivato in ritardo perdendosi questo pezzo di serata e la possibilità di fotografarlo (chiedo scusa ai due).

Dopo la proiezione della sigla Emiliano Fasano annuncia gli ospiti successivi, una delle grandi coppie della produzione cinematografica italiana, Andrea Bozzetto e Valentina Mazzola venuti a parlare dello studio Bozzetto.

Tra battute e risate si parla di “Topo Tip” serie che continua a ricevere grande apprezzamento ovunque venga mandata e la cui produzione continua con soddisfazione. Ma adesso lo studio ha idea di produrre una serie animata su un vecchio amico degli appassionati di animazione, “Il signor. Rossi”.
L’omino comune e il suo cane Gastone potrebbero tornare in TV trovandosi a vivere nel contemporaneo. A introdurli nel presente digitale sarà un nipotino di Gastone, che penserà anche a rendere note al mondo del web quello che zio e Rossi combineranno.

La serie sarà in 2D e per ora hanno solo proposta l’idea alla Rai, che si è mostrata interessata alla ripresa di uno dei personaggi simbolo dell’animazione italiana. Adesso l’obbiettivo dello studio sarà trovare un partner all’estero. Cosa che contano di fare presentando la serie al prossimo “Miami Children’s film festival”.

Sale sul palco Carlo Griselli Direttore del “Seeyousound” il festival dedicato a suono e musica nel cinema arrivato alla quinta edizione.
Il festival non solo sta attirando sempre più l’attenzione degli appassionati, ma si sta espandendo per l’Italia con diverse edizioni organizzate in varie città. In ogni città si è proposto sempre qualcosa di diverso accogliendo le idee dei collaboratori del luogo, con l’obbiettivo di renderlo sempre più speciale.
Questa quinta edizione torinese è iniziata il 25 gennaio e finita il 3 febbraio e ha avuto almeno un appuntamento di musica live al giorno. Riprendendo l’idea di un’edizione pisana ogni giorno è stato distribuito un diario della giornata stampato in uno stile che ricordava le fanzine Punk degli anni ’80 e contenenti i disegni del fumettista Tuono Pettinato.
Carlo Griselli ha sempre piacere nell’includere il cinema d’animazione nel programma, quest’anno tra le varie categorie in concorso ci sono stati 4 videoclip e 4 cortometraggi animati.

Tra le proposte del festival sabato 26 ha avuto luogo “Telemusik- videoclip,visioni e visionari nell’Italiadegli anni ’80”, lezione/spettacolo sul videoclip in Italia dal 1981 al 1985 fatta da Federico Sacchi. Che sul palco di Aperitoon ne ha spiego il contenuto.
Inizierà raccontando del programma “Mr Fantasy”, nato nel 1981 per mandare in TV i videoclip. Che all’epoca erano appena all’inizio e ancora non venivano visti come un modo per promuovere l’album, ma piuttosto con il timore che togliessero voglia di comprarli (Federico Sacchi assicura che questo modo di pensare è continuato fino a “Thriller”).
Nel raccontare i vari programmi nati in quegli anni mostrerà dei videoclip, tra questi sarà centrale quello celeberrimo fatto da Pierluigi De Mas per “No tengo dinero” dei Righeira. Video ancora oggi studiato per la grande serie di tecniche e sperimentazioni animate che riuscì a mostrare al mondo come l’Italia fosse all’altezza del resto del mondo. Ma all’Aperitoon mostra altri video, sempre animanti e importanti, fatti negli anni ’80.

Si parte con il video “Accidents Will Happen” realizzato da Rocky Morton e Annabel Jankel nel 1978 per Elvis Costello. Primo video che utilizzava la CGI e uno stile grafico che divenne un esempio copiato durante tutti gli anni ottanta, tanto da essere conservato nella collezione permanente del MOMA di New York. Segue il video “Genius of love” dei Tom Tom Club. Gruppo dal sound particolare che fecero realizzare il video partendo dai disegni dell’artista pop James Rizzi, che realizzò anche la cover del loro disco. Un video divertente che veniva molto richiesto nella trasmissione “Mr Fantasy”. Il terzo e ultimo video mischiava riprese dal vivo con scene animate in stile anni ’50.
Dopo questa rassegna di bei video dalle musiche discutibili Federico Sacchi racconta che durante il suo spettacolo il Professor Simone Arcagni (ospite della precedente Aperitoon) sarà presente in videoconferenza in un muro di schermi per rispondere alle domande serie. Chi scrive si chiede come sia stato questo spettacolo perché non è potuto andarci.

Arriva il momento di parlare dell’elefante nella stanza, ovvero della serie TV “Adrian” lo show di Adriano Celentano, con anche animazioni, che sta alimentando dibattiti a non finire.
Per parlarne Emiliano Fasano chiede a Andrea Pagliardi di raccontare le fasi salienti della gestazione della serie. La storia è stata davvero travagliata. L’idea nacque nel 2009 come lungometraggio, ma il progetto cambiò fino a diventare, almeno così sembra, una serie di 26 episodi. Anche se raggruppati insieme da farli diventare (pare) nove.
Questa serie particolare è certamente un unicum nell’animazione. È la prima volta che un cantante realizza un progetto in animazione così complesso, mettendosi come protagonista e occupandosi sia di sceneggiatura che di regia e realizzando un’opera che rispecchia totalmente il suo pensiero sul mondo.
La produzione iniziò con l’idea di una produzione che doveva coinvolgere molti studi e coinvolgendo la Cometa Film di Enzo d’Alò e il canale satellitare Sky. Ma già nel 2010 la Cometa Film si staccò e citò in giudizio per i troppi problemi nello sviluppo del progetto. Venne coinvolta allora MondoTv. Che quasi subito abbandonò e fece causa. Seguendo strani giri del caso la produzione andò in Libia e poi arrivò in Corea del Nord. Nel 2014 le continue proroghe chieste portano la Sky a abbandonare il progetto, questa volta fu il Clan a fare causa.
Dopo questo fatto la serie non sarebbe potuta andare avanti, ma Mediaset scoprì il progetto e gli piacque così tanto che decise di finanziarlo.
Adesso che la serie è iniziata ha acceso tante discussioni e, soprattutto, polemiche. Ma anche se il giudizio sulla qualità della serie sembra unanime la decisione presa all’Aperitoon è di non discuterne senza prima averla vista tutta e tenere presente gli aspetti interessanti della sua messa in onda.
È la prima volta che una rete televisiva non costretta dalla legge a produrre animazione ha deciso di farlo con un prodotto per adulti e la validità o meno del prodotto da modo di discutere e riflettere con i professionisti dell’animazione sull’eticità di partecipare a progetti simili.
Di questa serie si parlerà ancora a lungo nelle prossime Aperitoon, ma per adesso si finisce qui.

Si continua parlando di Giovanna Ferrari, allieva diplomata al CSC che ha vinto un Emile Awards per gli Storyboard fatti per “The Breadwinner”. Non potendola avere di persona si è deciso di farle gli auguri tramite un collegamento via Skype.
Giovanna Ferrari è molto contenta del premio e di lavorare per Cartoon Saloon. Parla con vera ammirazione di Nora Twomey e di come sia stato bello lavorare a una storia importante come “The Breadwinner”. Nella realizzazione della storia molto lavoro fu dedicato alla ricerca e nell’incontrare e discutere con persone che avevano davvero vissuto a Kabul durante il periodo della dominazione talebana dell’Afghanistan per essere il più fedeli possibile e rendere al meglio la cultura e l’anima del popolo afgano. Adesso stanno lavorando al lungometraggio per Netflix “My father’s Dragon”, un racconto comico per bambini tratto da un libro famoso scritto da Ruth Stiles Gannett e già in passato trasposto in animazione.
Rispetto al precedente film si lavora rilassati, senza la tensione di essere attenti a tutto per timore di disegnare qualcosa che possa inavvertitamente offendere una cultura.
Il team che ha lavorato al film è molto femminile e gli si chiede di parlarne. La risposta è che la Twomey è sempre stata contraria allo strapotere maschile nell’animazione e lo studio vuole dare a ogni componente la possibilità di esprimersi. Giovanna Ferrari racconta piena di entusiasmo quanto sia bello vedere queste potenzialità prima messe all’angolo finalmente mostrarsi forti nelle realizzazioni.
Lo studio non è fatto in modo diverso dagli altri in cui ha lavorato, ma al suo interno c’è una forte collaborazione tra colleghi che lascia lontano ogni individualismo e porta tutti a lavorare insieme per la realizzazione dei progetti.
Gli si chiede se si aspettasse di fare un percorso del genere. Risponde che non si era immaginata nulla. Quando era studente al CSC aveva capito di voler realizzare gli storyboard e voleva viaggiare e incontrare persone interessanti. Quindi si ritiene soddisfatta e, dal tono, si direbbe anche molto felice.

Salutata Giovanna Ferrari Emiliano Fasano invita sul palco Linda Kelvink per farle introdurre il suo nuovo lavoro.
Si tratta di una collaborazione con lo spettacolo teatrale “Fernet” per cui ha realizzato varie parti in animazione.
Storia particolare, lo spettacolo è un concerto con videoproiezioni e recitazione che racconta la storia di un piemontese che nel dopoguerra emigra in America. La regia è di Federico Grazzini e le musiche dell’orchestra Petralana. Tutto era nato come concept album, ma la storia ha coinvolto tanto il gruppo da arrivare a allargarla. Il lavoro che Linda mostra è un’animazione dal disegno netto e colori scuri e terrosi, scene dall’atmosfera tesa e cariche di sentimenti, memorie e angosce del protagonista che si dibatte tra i ricordi di una guerra finita da poco e la paura del viaggio iniziato. Queste scene sono fatte per essere proiettate durante musiche e canzoni, pezzi che raccontano le parti più personali e profonde dell’animo del protagonista. L’autrice non aveva carta bianca perché dovevano seguire la storia e fondersi con le musiche senza togliere importanza al resto della rappresentazione teatrale. Ma il risultato è davvero forte.
Lo spettacolo ha debuttato a novembre a Crevalcore, vicino Bologna, in uno spazio teatrale davvero notevole. L’ambizione è di riuscire a rappresentarlo in tutta Italia e si spera di portarlo presto a Torino.

Sale sul palco Elisa Talentino. Artista, illustratrice autrice del poster della recente edizione del “Fish & Chips Film Festival” la prima domanda che gli viene rivolta è come sia arrivata a realizzare il manifesto. L’idea le venne l’anno passato, dove aveva fatto parte della giuria del festival. Appena saputo che esisteva un festival del genere subito pensò che le sarebbe piaciuto farne la locandina.
Parlando della sua carriera racconta che è iniziata dopo la laurea all’accademia di belle arti, da lì prese a lavorare nella grafica riuscendo, lentamente, a arrivare a poter fare principalmente illustrazioni.
Un percorso difficile, ma che le ha dato riconoscimenti internazionali. Una cosa che l’ha colpita è che ha iniziato a avere più richieste di lavoro dall’Italia dopo aver iniziato a lavorare per l’estero.
L’animazione è sempre stata una delle sue passioni e ha fatto più volte piccole cose, ma col tempo gli era venuta voglia di provare a fare qualcosa di più corposo. L’occasione le si presentò quando nel 2016 venne selezionata per una residenza d’artista dal titolo “Borderscapes”, dove artisti italiani e francesi dovevano realizzare qualcosa sul tema delle frontiere. Decise di proporre un’opera realizzata in animazione e le venne approvata.
Pensandoci a posteriori ammette di essere stata molto ottimista nel voler fare un cortometraggio da sola e da autodidatta. Il lavoro è stato tanto, tutto realizzato a mano e a acquarelli. Aveva chiesto consiglio a un amico animatore. Questo era stupito del procedimento che stava usando. Lo definiva completamente contro a tutti gli insegnamenti delle scuole d’animazione, ma non voleva correggerla perché era curioso di vedere cosa avrebbe realizzato.

Il cortometraggio venuto fuori si intitola “Dandelion” e mette in scena un ballo tradizionale Occitano diffuso nelle zone tra Francia e Italia. La tradizione del ballo è molto sentita in quei luoghi e persone che magari non parlano la stessa lingua sanno ballare la stessa danza durante feste e occasioni varie. Il ballo diventa quindi l’occasione di dialogo importante tra popoli, permettendo di comunicare senza l’uso della voce.
Il cortometraggio ha un fascino innegabile. Qualsiasi sia stato il modo “Completamente contro a tutti gli insegnamenti delle scuole d’animazione” usato dall’autrice nel farlo il risultato è così particolare da colpire e meravigliare. Tanto che è stato incluso nel quinto DVD di Animazione italiana “Animazioni 5” selezionate dallo “Studio Ottomani”.
Dopo aver finito il corto l’autrice non voleva più fare animazione. Ma col passare del tempo ha riconsiderato la cosa. Ma assicura che ogni nuovo progetto verrà fatto avvalendosi dell’aiuto di uno studio di professionisti.

Salgono sul palco Francesco Catarinolo e Carlo Marco Misischi di Pandora Creative Studio. Uno studio d’animazione specializzato in pubblicità già in passato ospite dell’Aperitoon dove mostrarono le loro realizzazioni. Da allora le cose gli sono andate bene, hanno avuto molti lavori e sono attivi.
Mostrano il loro ultimo lavoro, una pubblicità/sfida in varie puntate fatta per la Fonzie chiamata “Catch the Fonzies”, coinvolgendo due noti youtuber che, con i loro video sul gaming vengono seguiti da molti e considerati degli influencer. Dovevano filmato una “Sfida” tra i due e avevano solo un giorno e mezzo di tempo per farlo con due attori non professionisti. Hanno girato nel parco della spina 5 e tutti gli eventuali errori sono stati aggiustati in post-produzione, come in post sono stati messe tutte le animazioni da videogioco classici.

La campagna ha avuto un buon successo e loro si divertono a raccontare aneddoti su come hanno risolto i vari problemi. Ma oltre alle pubblicità hanno loro progetti su documentari e serie TV che portano avanti lentamente e ancora non vogliono rivelare. Chissà quando potranno parlarcene?

Chiude la serata il CSC, Chiara Magri presenta i lavori degli allievi del primo anno che hanno realizzato i banner pubblicitari per il CSC. Animazioni molto corte e in stili diversi fatte per mostrare le potenzialità della scuola.

Salgono sul palco molti degli autori, più un cane, per raccontare (non il cane) come sia stato lavorare ai banner. Ogni gruppo dichiara di non aver avuto problemi e di averlo trovato divertente. L’idea è venuta subito e realizzarla è stato bello.

Dopo la visione dei banner si chiude l’Aperitoon di gennaio. Si aspetta con impazienza la prossima per sentire, vedere e apprezzare ancora altro.

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