View Conference 2018. Animazione, storyboard e realtà virtuale per insegnare a curare o raccontare storie.

Mercoledì 24 Alle OGR di Torino è proseguita la View Conference con la sua serie di ospiti incredibili.

La giornata ha avuto inizio con Michael Ford, supervisore agli effetti speciali di “Hotel Transylvania 3”, coinvolto nella realizzazione dei capitoli precedenti e di molti altri film prodotti dalla Sony.

La cosa che contraddistingue la serie di film è lo stile cartoony che il regista Genndy Tartakovsky ha voluto dargli. Pieno di distorsioni e espressività esagerate di diretta ispirazione ai “Looney Tunes” e i cartoon della MGM. Stile che non si sarebbe mai applicato alla CGI se non fosse stato per lui e il suo continuo spingere gli animatori a osare andando oltre il fisicamente possibile.

Per farle usano un programma chiamato Tweaks, che permette di allungare, schiacciare e gonfiare i personaggi con maggiore facilità e diversi effetti.

Oltre alle deformazioni anche lo stile di colori utilizzato è unico e esagerato. Tinte forti che diventano ancora più forti nei momenti principali aumentando sia la tensione che la comicità grottesca della scena. Ogni personaggio ha il suo colore caratteristico che lo definisce, oltre a una mimica personale.

Nei tre film c’è stata un’evoluzione in questo senso andando dai toni più scuri del primo a quelli falli del terzo. In questa evoluzione anche Dracula è cambiato. Dalla personalità riservata e quasi timida del primo è arrivato a aprirsi del tutto in questa vacanza con la famiglia.

Tartakovsky è un regista completo, sa come motivare i collaboratori, capisce cosa va e cosa no e prende ispirazioni da tutto quello che gli capita. Come l’inaspettato regalo avuto dalla sua famiglia di una crociera a cui non aveva la minima voglia di partecipare.

Dopo questa è salita sul palco Emanuela Gozzi, Storyboard Artist della LAIKA, che ha mostrato degli splendidi animatik di alcune delle scene più emozionanti di “Paranorman”, “Boxtroll” e “Kubo” realizzati montando gli storyboard disegnati da lei e e gli altri colleghi del reparto Storyboard.

Gli storyboard sono divisi in tre categorie: Commedia, Azione e Dramma, a seconda del tono delle scene che rappresentano. La sua preferita è l’azione.

Rispetto a quasi tutti gli altri studi gli storyboard della LAIKA sono fatti con uno stile molto definito e gli animatic sono precisissimi e contengono effetti speciali simili a quelli che appariranno nel film. Questo per avere la massima sicurezza di come dovrà essere fatta la scena.

Gli storyboard vengono fatti leggendo la descrizione e disegnando la scena immaginandola senza preoccuparsi di quanto siano difficili da realizzare. In un secondo esame lo studio deciderà il rifacimento di quelli con le scene troppo complicate.

Altra grande conferenza è stata quella di Wieke Schrakamp, responsabile della comunicazione di IJsfontein, una società specializzata nel realizzare filmati in Realtà Virtuale o videogiochi col fine dell’insegnamento. Hanno realizzato un filmato in VR per la Mercedes per insegnare ai venditori come vendere un nuovo modello. Realizzano pannelli per mostre e hanno realizzato “Delirium Experience”. Un videogioco per insegnare agli studenti di medicina come gestire i casi di pazienti che hanno attacchi di delirio, con visioni orribili e panico. Nel filmato tutto è fatto in modo da renderlo più reale possibile.Chi gioca fa la conoscenza del paziente, un anziano che ispira subito simpatia, e lo si deve aiutare quando ha attacchi. Chi gioca può vedere le visioni dal punto di vista del paziente e, come ogni videogioco, può scegliere il livello di difficoltà.

Nel gioco si è considerati esperti nell’affrontare queste situazioni, questo atteggiamento spinge chi gioca a dare il meglio e impegnarsi (effetto Batman). Stesso concetto dell’essere esperto è stato applicato in un gioco che simula un caso in una camera d’emergenza.

La difficoltà nel realizzare giochi per insegnare e dover riuscire a farli in modo che invoglino a continuare senza annoiare o essere troppo difficili. Per questo si tenta di far provare empatia verso il paziente e si aggiungono testimonianze reali di persone che si sono trovate in situazioni simili.

Esaminando i risultati degli studenti che hanno studiato con il loro gioco in VR si evidenzia che questi siano molto più in grado di gestire situazioni di emergenza degli altri.

Una cosa che hanno studiato molto è l’aspetto “Dark play”. Ovvero i giocatori che forzano volutamente la situazione verso il peggio per vedere cosa succede. Analizzando la questione hanno potuto vedere che dietro a questo comportamento degli studenti non c’era sadismo ma il voler capire cosa succederebbe e questo li rende ancora più preparati a gestire le emergenze.

Il loro gioco più recente è “Cafè Sunday”, fatto per aiutare chi soffre di depressione a uscire dal giro tormentoso dei pensieri negativi.

Nel gioco si è camerieri in un Caffè e si deve parlare con uno dei tanti studenti seduto da solo al tavolino. Lo studente soffre di depressione, si isola, pensa che ogni risata sia su di lui e sprofonda sempre più in pensieri oscuri. Il gioco porta a trovare un modo per interrompere lo sprofondare nei pensieri negativi e liberarsi dal meccanismo che porta ai negativi.

Altra grandissima conferenza è stata quella di Jan Pinkava, che dopo una carriera alla Pixar che gli diede anche un Osca per “Ratatouille” è passato a Google Spotlight stories diventandone direttore creativo. Google Spotlight porta avanti dal 2014 una ricerca sul come possano essere fatti dei film dando allo spettatore la possibilità di decidere lui dove puntare la “telecamera” guardandosi in giro.

Si concentra parlando degli ultimi tre corti prodotti: Uno è “Back to the Moon”, un continuo e divertente omaggio dedicato a Georges Mèliès citando scene di decine di suoi film con una grafica semplice e in stile belle epoque.

Altro è “Mr Piggy”, cortometraggio fatto da lui e da Mark Oftedal su un maiale in tenuta da jogging che sa di essere osservato dallo spettatore e cerca di mostrarsi serio nel correre, ma viene distratto dal trovarsi davanti a una torta.

Per evitare che lo spettatore potesse mettersi a guardare altre cose hanno reso il gioco il più interattivo possibile grazie al contatto visivo. Chi guarda segue ciò che fa il maiale tentando di mostrarsi indifferente al dolce o osserva la torta pensando che il maiale appaia all’improvviso e la mangi.

Mostra in anteprima “Age of Sail”. Un cortometraggio che uscirà tra due settimane. Fatto da John Kahrs, autore del corto vincitore del premio Oscar con “Paperman”. Il corto è un lavoro molto personale per l’autore, suo padre era marinai e lui stesso ha passato molto tempo sulla barca con lui. Racconta una storia di riscatto su un vecchio marinaio pieno di rimpianti e di una bambina.

Una storia molto più lunga degli altri corti fatti da Google Spotlight e per certi versi più complicata. I dialoghi hanno una grande importanza e si sono cercati doppiatori capaci per recitarli. L’intento è di mostrare la vita quotidiana su una barca e la gioia di navigare e gli imprevisti.

Lo stile artistico ricrea un tratto pastello su carta ruvida davvero piacevole da vedere e molto duttile nell’adattarsi bene sia a scene tristi che gioiose. Ambientato agli inizi del novecento su una barca in mezzo al mare racconta di un vecchio capitano che non ha sopportato l’imporsi delle navi a motore. Sconfitto dalla vita si sta lasciando trasportare al largo senza provviste. Ma una bambina cade da una nave e la salva. L’acceso confronto con la ragazzina battagliera lo porterà a reagire. Ma durante una tempesta le cose sembrano andare per il peggio. E a questo punto Jan Pinkava ha fermato il corto perché non c’era più tempo per mostrarlo tutto…!

Chi scrive non vede l’ora di sapere come andrà a finire e pensa che vedere la nave che veleggia sul mare sia calmo che tempestoso con gli ondeggiamenti e il resto debba essere favoloso. Un lavoro davvero notevole.

Questo è stato il mercoledì della View Conference. Venerdì finirà lasciando nei cuori di chi l’ha vista tanti ricordi di storie incredibili e applicazioni innovative.

Siete tutti invitati a venire.

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