View Conference 2018. Effetti speciali in spazi “reali”, nuove produzioni per TV e Cinema, musica e premi agli apostoli dell’animazione.

Martedì 23 ottobre è ufficialmente partita la View Converence 2018 col primo giorno di conferenze quasi senza pausa che hanno presentato un continuo susseguirsi di grandi nomi di cinema e animazione digitale sul palco.

Alle nove del mattino, nell’immensa e suggestiva Sala Fucine delle OGR di Torino. A aprire l’edizione è stata, come sempre, Maria Elena Gutierrez, organizzatrice e “madre” dell’evento.

Accolta con gioia dal pubblico racconta quanto sia incredibile l’edizione di quest’anno. È visibilmente emozionata al pensiero di avere ospiti così grandi e trova assolutamente fantastico lo spazio delle OGR.

Inizia a introdurre il primo ospite, Rob Bredow. Suo amico da anni e già venuto in edizioni passate per parlare del suo lavoro alla Industrial Light & Magic. Ma aveva paura che essendo stato promosso Direttore creativo e capo dell’industria temeva che non potesse più avere tempo per la View.

Rob Bredow non solo ha avuto tempo ma ha portato molti retroscena da “Solo” Un film di cui è stato il supervisore generale dei VFX.

Cresciuto guardando centinaia di volte la trilogia originale di “Star Wars” era contentissimo di lavorare allo spin off, ma anche convinto che per ottenere il risultato migliore gli effetti speciali di “Solo” dovevano inserirsi nello stile di quel mondo, avere la stessa aria.

Per questo ha tentato il più possibile di usare oggetti reali trovando però nuovi modi d’impiegarli. Per girare le scene di balzo nell’iperspazio venne usata un’idea presa da “Rogue One” e ampliata, filmare la cabina e circondarla con un telo su cui venivano proiettati da cinque proiettori gli oggetti di luce. Questo illuminava l’interno della cabina con dei riflessi che non sarebbero stati gli stessi se fatti al computer, senza contare quanto l’emozione provocata dall’azionare lo schermo tirando la leva del modulo abbia dato agli attori emozioni vere.

Altro grande effetto è l’esplosione di una base in una montagna. La catena montuosa è stata ricostruita a partire da ricognizioni sulle dolomiti. Dalle foto scattate è stato elaborato uno spazio virtuale tridimensionale. Per l’esplosione non sapeva come farne una che fosse memorabile. In crisi trovò su Youtube il video di un canale dove due si divertono a fare esplodere tutto. Il filmato mostrava l’esplosione sott’acqua di petardi tramite una tecnica. L’effetto era talmente particolare da essere perfetto e hanno riprodotto e filmato la breve esplosione con una telecamera in grado di registrare migliaia di fotogrammi al secondo, così da poterne dilatare il tempo.

Mentre lavorava al film ha scattato ogni giorno delle fotografie. Queste sono state in parte raccolte in un libro sul macking off del film, sono molto belle.

Altra grande conferenza è stata quella di Mireille Soria, presidente di Paramount Animation. Produttrice di molti grandi film d’animazione della Dreamworks, sceneggiatrice e “Costruttrice di mondi”. Per far capire a tutti l’importanza che per lei ha il raccontare storie ha raccontato la sua vita. Nel divieto di scattare foto ha raccontato di se, della madre che non raccontò mai la sua infanzia passata nel terrore di un’Europa dove le leggi razziali perseguitarono la sua famiglia e che iniziò a parlarne solo quando incontrò persone che negavano l’olocausto rendendosi conto dell’importanza di tramandare le memorie anche se spiacevoli. Del padre, che amava raccontare storie e trasformare ogni fatto capitato in un’avventura. Di come dal fatto che un incidente pose un freno alla sua carriera da ballerina sia arrivata alla produzione televisiva e alla scrittura.

Nell’animazione si possono fare protagonisti animali, creature mitiche o aliene. Ma per farle amare e sentire dal pubblico è indispensabile che possano comunicare i loro sentimenti.

Cita diversi titoli di produzioni animate che usciranno nei prossimi mesi. Tra questi “The Spongebob Movie. It’s a wonderful Sponge”. Che riunendo la crew delle prime stagioni racconterà di come i vari personaggi si siano conosciuti. L’uso della CGI sarà aumentato e sarà un Musical comico con le musiche scritte da Hans Zimmer.

L’ospite che segue è proprio Hans Zimmer. Legenda della musica e autore di decine di colonne sonore entrate nell’immaginario collettivo.

La conferenza parte subito parlando delle lingue. Lui è tedesco, parla inglese e francese e un po’ l’italiano. Anche la musica è un linguaggio e comunica emozioni. Zimmer fa un lungo,appassionato e emozionante discorso raccontando il suo modo di comporre e vari aneddoti.

Per lui la musica è come giocare, lo diverte, gli piace, l’ha sempre fatta e non ha mai smesso.

Ama la tecnologia e vede ogni nuovo modo per produrre sonorità come un nuovo giocattolo pieno di possibilità

la musica in un film serve a portare emozioni, aiuta il regista a raccontare la sua storia e gli spettatori a essere catturati dalla vicenda.

Ha una visione del cinema positiva. Pensa che chi vada al cinema lo faccia per staccare dalla realtà e immergersi in altri mondi e se questa persona è qualcuno che ha una vita dura lui deve fare il possibile per aiutarla a stare meglio facendogli provare grandi emozioni.

Una serie di consigli uno più bello dell’altro. Racconti di quando andò in sud Africa a registrare le canzoni per “Il re leone” e non lo volevano far partire perché era un periodo pericoloso per via ri proteste violente che insanguinavano il paese. Lui registrò con il coro che venne sentito anche da fuori il palazzo e le persone si misero a cantare trascinate dall’emozione un canto di rinascita e speranza. Una situazione che lo commosse e che gli ha fatto chiedere che nelle canzoni per la prossima versione del film siano presenti i figli di chi cantava nella prima per fare un passaggio di testimone simbolico tra le generazioni.

Rispondendo a una domanda racconta che la prima volta che ha fatto una colonna sonora ha provato terrore, e la prova ancora oggi. Perché è vero che parte sempre con entusiasmo per ogni nuovo progetto. Ma al momento di scrivere ha sempre un momento di crisi per capire come raccontare le emozioni del film.

È seguito a questo uno spettacolo dove un’orchestra di bambini ha suonato con strumenti a fiato o a percussione sulla base di alcune composizioni di Hans Zimmer. Uno spettacolo carino che ha molto divertito il musicista.

Chiudo questa piccola parte degli eventi accaduti martedì scrivendo del “Making Of di Gatta Cenerentola” fatto da Marino Guarnieri, uno dei registi del film. E parte raccontando della fiaba originale e di quanto queste in passato servissero per insegnare ai bambini il pericolo della cattiverie dell’animo umano.

Mostra il trailer del film raccontando che lo fecero quando la storia non era ancora definita e avevano deciso l’aspetto finale solo dei tre personaggi principali.

Durante lo sviluppo della storia la loro idea iniziale è cambiata progressivamente. All’inizio i personaggi erano molto più Cyber Punk. Con vestiti usurati per sottolineare la povertà e l’inquinamento del luogo. In particolare le sei sorelle erano di etnie diverse e avevano un’aria dura e pericolosa.

Lo stile usato per gli ambienti è un retrofuturo che ha permesso il fantastico mescolarsi di tecnologie avanzate con un’estetica ispirata agli anni ’50, mentre tutta l’animazione è stata fatta utilizzando il programma Open source “Blender”, a cui hanno apportato alcune modifiche.

Non hanno fatto nessuno Storyboard e sono partiti subito facendo un filmato semplice e modificandolo fino al prodotto finale.

Il film continua a girare per il mondo attirando attenzione. Loro ne sono felici e pensa che la loro storia contribuisca a far capire come l’animazione non sia un genere ma un linguaggio che può raccontare storie non solo per famigli ma di ogni genere.

Finito il suo intervento Eric Rittatore annuncia una sorpresa.

La View Conference ha deciso di premiare lo studio con un premio. Ispirandosi a “El Apostòl”, titolo del primo lungometraggio animato della storia, è il premio degli apostoli dell’animazione. Il premio è stato realizzato da Simone Rasetti e stampato con una stampante 3D in grado di realizzare stampe artistiche di alta qualità. Consegna il premio Massimo Rossi, titolare della ditta che lo ha stampato.

Il premio commuove Marino Guarnieri che pensa ai suoi colleghi lontani mentre lui e lì a prendersi i premi. Racconta anche di stare cercando da mesi qualcuno che facesse stampe di qualità in 3D, quindi la cosa gli fa doppiamente piacere.

Questo è stato il martedì della View Conference. Tante cose, ma non sono che l’inizio.