Contro i “cinguettii” molesti di Trump, le giovanissime e pungenti matite di Sasha e Nate

“Nate R.”  ha solo 11 anni, ma è già, nel suo piccolo, un apprezzato autore di vignette satiriche… anche per il dettaglio, non insignificante, che suo bersaglio favorito è il discusso e discutibile attuale premier americano Donald J. Trump.

Appassionato da sempre di strisce celebri e argute quali Calvin & Hobbes di Bill Watterson e The Far Side di Gary Larson, Nate ha iniziato a disegnare supereroi e altri personaggi quando aveva solo due anni.

Nel 2016, dopo aver assistito in tv ai dibattiti politici sulle elezioni presidenziali USA decise di inaugurare le proprie vignette satiriche, che ora pubblica (seppur in forma anonima) su Instagram all’indirizzo emblematico di @anti.trump.cartoons che viene seguito da oltre 14.000 followers.

(La fonte è un post di TheNib, le vignette sono di Nate R., mentre le illustrazioni di commento, basate su un’intervista di Sarah Mirk, sono di Eleri Harris.)

Ancor più diretto l’impegno e il coinvolgimento della tredicenne Sasha Matthews, disegnatrice e attivista, la quale già aveva risposto alla brillante “proposta” del Presidente – a seguito della carneficina a mano armata, l’ennesima, avvenuta alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida  – di armare gli insegnanti nelle scuole,  attraverso una vignetta sfoggiata sulla propria t-shirt durante una delle manifestazioni anti-Trump svoltesi a New York.

“Dopo l’elezione di Donald Trump avevo paura – ha confidato la giovane parlando qualche tempo fa alla ACLU Conference, a Washington – ma invece di pensare di non avere alcuna voce in capitolo, ho deciso che potevo darmi da fare in qualche modo.”

Così per un anno si è dedicata a una campagna fondi per la ACLU (American Civil Liberties Union) intitolata Everyday Superheroes (supereroi di tutti i giorni),  in cui ha ritratto persone comuni – netturbini, scienziati, artisti, attivisti – in veste di supereroi. Ogni dollaro raccolto, su un totale di quasi 12.000 – è stato devoluto all’associazione.

Dopo la nuova, mirabolante impresa del Papero presidenziale, con la separazione coatta delle famiglie ai confini col Messico (parzialmente ritrattata, come uso di quella che è, probabilmente, l’amministrazione più ambigua e sconcertante della storia americana) Sasha è tornata ad affilare le sue matite, regalandoci un’altra delle sue argute “perle”.

Non so se Trump arriverà, come molti paventano, a distruggere il mondo.

Di certo, la sua clamorosa elezione ha saputo risvegliare nelle nuove generazioni un desiderio di partecipazione sociale e politica, e una spinta a coltivare le proprie “armi” espressive per riprendersi il mondo da coloro che lo intendono come un gigantesco poligono di tiro a loro disposizione, che nemmeno il suo predecessore, con il suo forse un po’ velleitario “YES, WE CAN”, era riuscito a scatenare.

A quanto pare, niente stimola meglio del trovarsi davanti a un nemico dichiarato, a un villain degno di questo nome: come il Joker per Batman, Lex Luthor per l’Uomo d’Acciaio, o la Spectra per 007.

Grazie, Mr. Trump, dunque?

Bè, adesso… esageruma nen.

E il rischio che tale entusiastico impegno venga strumentalizzato per scopi meramente commerciali/propagandistici è forte.

Ma dopotutto… l’importante non è la causa, ma continuare a disegnare: il resto, come si dice, è Storia.