Annecy 2018. Mirai, il nuovo film di Mamoru Hosada

Tra i film in concordso a Annecy 2018 nella categoria Lungometraggi si trova anche il nuovo film di Mamoru Hosada. Regista giapponese di film d`animazione famosi Come “Summerwars”“Wolf child”. Film che mischiano la storia di affetti o vicende familiari con un imprevisto fantastico (o fantascientifico) che per quanto importante nella storia non é mai l’argomento principale, che rimangono i personaggi, la loro crescita umana, i loro sentimenti e le relazioni che intrecciano, soprattutto come nucleo famigliare.

La presenza di Mamoru Hosada é accolta con entusiasmo dal pubblico.

Inizia a parlare del film che presenta sera, ha per protagonista un bambino di quattro anni e parla della famiglia. Pensa che sia in continuità con la sua filmografia.

Gli chiedono perché ha fatto un film con protagonista un bambino di quattro anni e se é un film che ha pensato solo per i bambini. Hosada risponde, con grande cortesia, che ci sono molti film con protagonisti bambini di quattro anni. Nel caso del suo é un film fatto pensando ai bambini ma per piacere anche agli adulti.

Un tema universale che accade in Giappone come in ogni altra parte del mondo. Più precisamente la sua speranza e che chi veda il film possa ricordare la sua infanzia e cosa volesse dire essere piccoli.

Il film parla dell’arrivo in una casa della nuova nata di una giovane coppia. Kun, che ha quattro anni, é da subito meravigliato dalla sorellina e le si affeziona all’istante. Ma inevitabilmente si trova a provare la sensazione d’abbandono dovuta all’attenzione per la nuova nata e a sentirsi geloso. In questi momenti di capricci il mondo di Kun cambia facendolo ritrovare in posti diversi e incontrare personaggi dal passato o dal futuro legati alla sua famiglia che l’aiuteranno a capire cosa sta provando e come poterlo superare.

Non si capisce quanto questi incontri siano fantasia o veri viaggi nel tempo fatti dal protagonista. Ma l’importanza della famiglia, dello stare insieme di genitori e figli é centrale.

Un film gioioso, divertente, con parti di profonde riflessioni e scene sulla paura dell’abbandono, che diventano capricci infantili o incubi paurosi. Scene commoventi senza esagerazioni e con un grande senso di realtà in cui potersi ritrovare.

Fa davvero ricordare parti della propria infanzia.

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