Si è spento Zlatko Bourek, scenografo di “Prof. Balthazar”

Si è spento venerdì scorso, alle soglie dei 90 anni, l’artista croato Zlatko Bourek.

Fu una delle “punte di diamante” della Duga Film, lo studio fondato da Fadil Hadzic poco dopo il distanziamento della Jugoslavia titina dal “blocco sovietico” avvenuta nel Secondo Dopoguerra. La Duga radunò i migliori animatori croato-jugoslavi e alcuni artisti “digiuni” di tale linguaggio, tra cui lo stesso Bourek, che procedevano per tentativi ed errori, imitando a volte lo stile Disney, a volte il cinema cecoslovacco.

La vita della Duga fu brevissima, dalla primavera del 1951 a quella del ’52, e produsse in totale cinque cortometraggi.

Negli anni Sessanta, Bourek fu parte integrante della “seconda fase” della scuola di Zagabria, caratterizzata dal cinema d’arte e e dalla propensione degli artisti a scrivere, dirigere e disegnare i propri film.

La Zagreb Film divenne una delle maggiori forze nel mondo dell’animazione, senza peraltro trascurare l’aspetto economico e favorendo contratti di produzione internazionali, come la celebre e popolarissima serie “Professor Balthazar”, diretta da Zlatko Grgić, di cui Bourek curò le splendide scenografie.

Laureato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Zagabria, Bourek iniziò a lavorare nell’animazione alla fine degli anni Cinquanta, dirigendo il suo primo film nel ’61 (Kovacev segrt, L’apprendista fabbro) continuando a collaborare con altri artisti. Oltre alle scenografie di “Balthazar”, notevole anche il suo lavoro per il “Domatore di cavalli” di Nedeljko Dragić.

Sue opere di riferimento sono i corti “Kapetan Arbanas Marko” (Capitan Marko Arbanas, 1967) e “Becarac” (Canti danzanti, 1966): entrambi sono chiari esempi dell’attaccamento dell’artista alla tradizione, nella fattispecie le ballate folk dell’Est Europa.

Oltre che per l’animazione, fu anche valente scenografo teatrale godendo altresì di grande considerazione fra i pittori  dell’ex Jugoslavia. Erede spirituale di Vlado Kristl, contribuì a riportare la scuola di Zagabria al passo coi tempi, combinando magistralmente la sua presa di posizione a favore dell’arte contemporanea con il folclore, traendo ispirazione dalle leggende e vivificandole attraverso i colori delle icone e dell’arte tradizionale. Bourek fu anche un esperto di tradizione e folklore ebraico.

Una curiosità: nel corto “Macka” (La gatta, 1971) è presente un brano del compositore e musicologo italiano Franco Potenza.

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