I “Cesari” francesi consacrano il legame tra fumetto e animazione

L’ultima edizione dei premi “César” (in pratica gli Oscar transalpini) ha visto in prima linea opere in animazione che sono anche adattamenti di popolari BD.

A partire dal trionfatore per i lungometraggi, ovvero Le Grand Méchant Renard et autres contes” (La Grande Volpe Cattiva e altre favole), di Benjamin Renner e Patrick Imbert, riuscitissima trasposizione a episodi di due esilaranti graphic novel dello stesso Renner – una, uscita in Italia da Rizzoli col titolo “Chi ha paura della Volpe Cattiva“, aveva fatto incetta di premi, tra cui il Fauve Jeunesse di Angoulême, il Prix des lecteurs du Journal de Mickey e il Premio FNAC.

Ma anche il suo principale rivale, “Zombillenium”, originale opera horror-musicale di Arthur de Pins e Alexis Ducord, aveva origine da una serie a fumetti creata da de Pins, così come il team della regista Lucrèce Andréaé, vincitore tra i cortometraggi per “Pépé le morse“, vanta una certa esperienza nel mondo della “nona arte”.

Complimentandoci con tutti i partecipanti, salutiamo con un altro riferimento a fumetti: il corposo e originale “ringraziamento” che Renner ha voluto tributare a tutti (o quasi) i membri della squadra cha ha lavorato sul suo film: bravi!

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