Il Pioniere, fumetti d’epoca da leggere gratis!

I 4 lettori di afNews (4… cento? 4centomila? 4milioni?) sanno apprezzare lo spirito di condivisione altruistica che qui è caratteristico e, spero, contagioso. Giancarlo Malagutti, per dire, oggi condivide con tutti noi un collegamento prezioso che porta a un sito generoso che condivide col mondo tutte le copie del Pioniere (e dintorni) possibili!

Eccolo: http://www.ilpioniere.org/

Non è cosa da poco, anzi, è un lavoraccio. Utilissimo per i ricercatori, per gli storici del fumetto, per gli appassionati, per chi vuol fare un tuffo nel passato, per chi vuol leggere fumetti ormai introvabili, per chi vuol saperne di più di cosa si leggeva in passato, per chi se li ricorda e vuole riprovare le sensazioni d’un tempo passato…

Si tratta di una rivista (più d’una, in effetti) affine al Pif francofono, di cui parlo volentieri di tanto in tanto. E il sito è analogo a quello dedicato al Corriere dei Piccoli (e non solo: https://corrierino-giornalino.blogspot.it/), che spesso trova ospitalità qui su afNews, per la gioia dei miei 4 lettori.

A chi è ancora troppo egoista, pieno di sé, avaro, gretto ecc. può sembrare strano che in rete ci sia gente che, invece, ama condividere. Metti mai che queste gocce di condivisione stimolino anche quelle persone problematiche ad aprirsi al mondo, smettendo di farsi contaminare dall’odio che, anch’esso, arriva dalla rete (e non solo). Possiamo migliorare, dai!

Intanto esploriamo il Pioniere, magari ci troviamo qualcosa di interessante. Non stupirti di trovarci anche “La storia dei prodigiosi missili sovietici” annunciata in un numero del 1966: non solo erano altri tempi, ma Il Pioniere era una rivista per ragazzi naturalmente collegata alla sinistra italiana, così come Il Giornalino era (ed è) legato all’area Cattolica, per dire. All’epoca era chi voleva portare i propri ideali ai più giovani che finanziava le riviste per loro, si sa.  “E oggi?”, potresti chiederti. Oggi anzitutto, lasciando perdere le ideologie, bisogna vedere quanto credito abbiano gli ideali presso gli editori e quanto possano essere interessati davvero alle nuove generazioni (non solo per farci soldi, intendo). Ma questa è davvero un’altra faccenda. Fatto sta che su tutte le riviste per bambini e ragazzi dell’epoca, potresti trovare gli stessi autori, che si destreggiavano tra una testata e l’altra con le loro opere, possibilmente con contenuti adatti ai giovani. Ci riuscivano? Non ci riuscivano? Qualcuno sì, qualcuno no? Contribuivano a diffondere pregiudizi razziali/sociali o fraternizzazione fra i popoli e antimilitarismo? Solidarietà umana o disprezzo verso i diversi? Chiusura o apertura al confronto? Stimolavano una fede assoluta senza possibilità di discussione, o apertura mentale, capacità di analisi critica e raziocinio? Amore o odio? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ah, però, in questo caso, i posteri sono già tra noi!