Quando il razzismo arrivava sui fumetti Disney…

Pregiudizi e preconcetti si sprecano ancora oggidì, ahinoi, nonostante la Storia (e, sigh, la cronaca) abbia tragicamente dimostrato quali orrori possono genere. Per alcuni del Nord Italia, i Napoletani son tutti ladri e imbroglioni. Per alcuni di tutti quelli che vivono oltre le Alpi, gli italiani son tutti ladri e imbroglioni. E via così, dato che chiunque può essere il “terrone” di un altro e viceversa, su questo pianeta.
Se poi si trovano certe cose anche su storie che raggiungono le nuove generazioni, è comprensibile che le persone si indignino, pensando al danno culturale che, sottilmente, si insinua nei lettori: “se lo si deduce da Topolino, che i napoletani sono ladri e imbroglioni…”
Ora, il caso in questione, sollevato a suo tempo (era il 2016) nel blog del meridionalista Angelo Forgione, è relativo alla ristampa di una storia in cui apparve questa vignetta:


https://angeloforgione.com/2016/05/20/ziopaperone_venezia/

Cercando su INDUCKS (https://inducks.org/issue.php?c=it/TSTR+10#f) la storia incriminata parrebbe essere Zio Paperone e l’avventura di Venezia. In tal caso venne pubblicata in prima versione nel 1991 non in Italia, ma in Germania, scritta dallo Studio Bargadà, quindi tradotta in italiano e ristampata altre volte in Italia (oltre che all’estero):

In teoria, avrebbe dovuto essere la redazione italiana a correggere la frase durante la traduzione, rendendola “politicamente corretta”. Ma forse è sfuggita, o forse in redazione c’era qualcuno del Nord Italia che pensa davvero che tutti i napoletani siano ladri e imbroglioni, o forse il traduttore ha letto “commerciante italiano” (o qualcosa del genere, in tedesco) e avrà pensato: “Ma no! Che razzisti che sono i tedeschi! Gli italiani non sono tutti ladri e imbroglioni! Correggo e scrivo Napoletano, va’, che fa ridere…”. Non lo so. Chissà…
In fondo bastava sostituire “commerciante di Napoli” con “truffatore” o qualcosa di simile. Fatto sta che per ben tre volte la storia in Italia è passata così, a quanto pare, senza neppure una nota a margine che dicesse che i napoletani non sono tutti ladri e imbroglioni.

Succede, purtroppo. Abbiam visto di peggio, per carità. Ma sarebbe effettivamente il caso di essere “politicamente corretti” quando serve (come in questo caso, in cui sarebbe stato decisamente opportuno) ed evitarlo quando non serve e diventa ridicolo. Segniamocelo.
E tu, giovane lettore o lettrice, ragiona sempre con molta attenzione su quel che leggi, anche quando è targato Disney, perché gli errori si fanno, nessuno è perfetto. O se si fanno! E se trovi qualcosa che non ti convince, non essere timido, scrivi subito alla Direzione del Topo: il tuo intervento sarà molto apprezzato e ne terranno conto.

Splendida copertina (come sempre) di Marco Rota per Zio Paperone 178.

Nota del 26 gennaio 2018: per venire incontro a chi forse non ha capito cosa intendessi veramente dire, con questo articolo uscito a ridosso della ricorrenza del 27 gennaio (il giorno della memoria), ho modificato lievemente il titolo (mettendolo al “passato”, anche se quel di cui parlo può accadere di nuovo oggi e domani) e ho cercato di meglio esplicitare il mio pensiero nel testo con qualche integrazione. Quanto all’invito ai lettori più giovani, a essere parte attiva contro razzismo, bullismo ecc. se appare in qualche modo sulle riviste per giovani lettori e lettrici, ovviamente non era un invito a “protestare con violenza aggressiva e deleteria” (come molti ancora fanno spesso su Internet), ma a segnalare la cosa educatamente alla direzione di Topolino, che so essere sensibile a questi argomenti e assai disponibile a intervenire quando serva. Il tutto sempre e naturalmente IMHO, va da sé.


 

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